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 2012  febbraio 28 Martedì calendario

Un attivista precipita dal traliccio ma i No Tav accusano la polizia - «Gliel’ho fatta sotto il naso»,gongo­lava al telefono con Radio Black out , l’emittente dei No Tav

Un attivista precipita dal traliccio ma i No Tav accusano la polizia - «Gliel’ho fatta sotto il naso»,gongo­lava al telefono con Radio Black out , l’emittente dei No Tav.Era troppo sicu­ro di sé, Luca Abbà,37 anni,uno dei lea­der della protesta contro l’alta velocità ferroviaria in Val Susa. Ieri mattina, con l’inizio degli scavi per allargare il cantiere di Chiomonte, è ripresa an­che la guerriglia. L’anarchico ha pensa­to di arrampicarsi su un traliccio del­l’alta tensione a qualche centinaio di metri dallo presidio di polizia ai piedi della piccola e impervia Val Clarea. L’ennesima sfida alle forze dell’ordi­ne, schierate a protezione dei lavori da luglio, quando scoppiarono scontri sanguinosi per i quali lo scorso mese è stata decisa una raffica di arresti. «Mi sono arrampicato dopo essere sfuggito ai controlli – dice nella dram­matica telefonata dopo aver piantato una bandiera No Tav a metà ponteggio - sono riuscito a svicolare. Mi guarda­vano attoniti. Adesso sono qua a dieci metri d’altezza,all’altezza dei cavi.Ve­do sotto i rocciatori che si preparano con le corde. Vediamo un po’ quanto riesco a resistere. Sono pronto ad ap­pendermi ai fili della corrente. Adesso attacco perché sta salendo un rocciato­re, devo attrezzarmi per difendermi». Pochi secondi dopo Abbà è precipi­tato al suolo, folgorato da una violenta scarica elettrica che gli è entrata nel braccio destro uscendo dalla gamba destra.Un elicottero l’ha trasportato al Cto di Torino, dove è ricoverato in co­ma farmacologico. «Traumi da caduta e ustioni gravi da folgorazione», dice il referto. In serata il dottor Maurizio Be­rardino, direttore del reparto di tera­pia intensiva, ha spiegato che Abbà rea­gisce bene le cure­ma occorreranno al­cuni giorni per valutare gli effetti provo­cati dalla scarica sugli organi interni. Per Berardino, «si potrebbe ben spera­re, ma dire di più, come che sia fuori pe­ricolo di vita, è errato e prematuro. È co­munque p­ositivo il fatto che molto pro­babilmente il rene funziona e che quin­di non si debba intervenire con la diali­si, né con interventi di chirurgia plasti­ca interni». Le otto erano passate da poco, face­va freddo in quella valle laterale della Val Susa che sbocca sotto l’autostrada del Frejus. I fermo immagine delle ri­prese effettuate dalla polizia raffigura­no Abbà imbacuccato che si inerpica sul traliccio, uno zainetto nero in spal­la. Altri scatti immortalano l’anarchi­co seguito, qualche metro più sotto, da una persona con tuta e passamonta­gna scuri. Abbà che pianta la bandiera, che si volta verso gli amici ai piedi del­l’­impalcatura metallica alzando al cie­lo il pugno sinistro chiuso, che cerca di issarsi proprio nel punto in cui passa­no i fili dell’alta tensione. La procura ha aperto un’inchiesta af­fidata al pm Giuseppe Ferrando. Se­condo la questura di Torino, sembra che dopo la telefonata con Radio Black out , immediatamente rilanciata su in­ternet, l’anarchico sia salito ancora su­perando l’altezza di sicurezza e igno­r­ando l’ordine di mettersi al sicuro im­partito da basso. A quel punto è interve­nuto il nucleo rocciatori della polizia. Un dimostrante è stato fatto avvicina­re al traliccio per invitare il compagno a scendere. Sono stati gli stessi agenti a soccorrere Abbà. Nel pomeriggio Al­berto Perino, uno dei capi della prote­sta in Val Susa, ha aperto una vergogno­sa p­olemica sulla tempestività degli in­terventi, smentito da Danilo Bono, di­rettore del dipartimento di emergenza del 118:«Fortunatamente l’uomo è sta­to soccorso in tempi rapidi. La prima te­lefonata è arrivata alle 8,34, l’elicottero è arrivato alle 8,53 e l’ambulanza alle 8,55. Il ferito è giunto al Cto alle 10.11». Proprio Perino è stato uno di quelli che ha maggiormente acceso gli ani­mi. Mentre in tutta la valle si moltiplica­vano i blocchi stradali e gli scioperi nel­le aziende metalmeccaniche indetti dalla Fiom, in un’assemblea a Chia­nocco il «pasionario»valsusino ha defi­nito l’incidente «un’azione poliziesca di uno stato fascista. Luca è un eroe e, sia chiaro, l’ha fatto cadere la polizia. Quello che è successo è un’infamia». Perino ha garantito che la protesta non si fermerà, anzi: «Quel che faremo lo scoprirete quando l’avremo fatto. E vi invito a leggere tutte le forme di prote­sta non violenta proposte da Gandhi: scoprirete cose che non vi aspettate», ha detto ai giornalisti.