Giuseppe De Bellis, il Giornale 25/2/2012, 25 febbraio 2012
Adesso il Diavolo veste Tod’s - Il Diavolo entra al Baretto di via Senato a Milano, attraversa tutta la sala e s’accomoda nell’ultimo tavolo in fondo a destra
Adesso il Diavolo veste Tod’s - Il Diavolo entra al Baretto di via Senato a Milano, attraversa tutta la sala e s’accomoda nell’ultimo tavolo in fondo a destra. I coperti sono tre. Si siede,attende.L’hanno riconosciuta tutti, ovvio: c’è la settimana delle sfilate milanesi e lei è Anna Wintour, la donna più potente della moda. Mangia da sola? Ma, dai. Impossibile. Allora chi è il commensale? Chi la ospita? Prada? Armani? Versace? Dolce & Gabbana? L’attesa si prolunga, la signora è fieramente seriosa, con quella faccia che non ispira simpatia praticamente a nessuno. D’altronde dopo qualche ora si saprà che era da poco stata protagonista di una delle sue uscite da antipatica di lusso: alla mostra «Schiaparelli and Prada: impossible conversation», a Palazzo Reale, ha zittito bruscamente una giornalista che stava parlando sottovoce al cellulare. Infastidito da chi lavora, il Diavolo s’è girato e sdegnosamente ha portato l’indice vicino alla bocca: «Ssssssssst». Silenzio, per favore. Così è, d’altronde. Severa e sprezzante la direttrice di Vogue Usa è lo spauracchio di tutti e questo è uno dei motivi per cui, lì al Baretto, la gente si chiede chi sarà il prescelto per la colazione di lavoro. Tutti i big della moda italiana sono candidati e tutti morirebbero all’idea di esseresnobbati. L’anno scorso per la Wintour venne addirittura stravolto il calendario della settimana di sfilate. L’anno prima anche. E quello precedente pure. Quindi aspetta lei e aspettano gli altri, continuando a chiedersi chi sia l’eletto. A un altro tavolo è seduto l’amministratore delegato dell’Eni, Paolo Scaroni, poco più in là c’è l’eurodeputato Magdi Cristiano Allam. Il personale sa che la signora attende qualcuno. Sono solo pochi minuti. Eccolo, arriva. Entra sorridente e si dirige al tavolo: è Diego Della Valle. Poi arriverà anche Andrew Bolton, curatore del Costume Institute del Met Museum di New York, l’uomo per cui la Wintour ha zittito la giornalista. Si può mangiare, adesso. Mentre qualcun altro, nel mondo della moda, rosica. La battuta arriva in fretta, da un tavolo vicino: «Il Diavolo vestiva Prada. Ora veste Tod’s».