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 2012  febbraio 25 Sabato calendario

Adesso il Diavolo veste Tod’s - Il Diavolo entra al Baretto di via Senato a Milano, attraver­sa tutta la sala e s’accomoda nell’ultimo tavolo in fondo a destra

Adesso il Diavolo veste Tod’s - Il Diavolo entra al Baretto di via Senato a Milano, attraver­sa tutta la sala e s’accomoda nell’ultimo tavolo in fondo a destra. I coperti sono tre. Si siede,attende.L’hanno rico­nosciuta tutti, ovvio: c’è la settimana delle sfilate mila­nesi e lei è Anna Wintour, la donna più potente della mo­da. Mangia da sola? Ma, dai. Impossibile. Allora chi è il commensale? Chi la ospita? Prada? Armani? Versace? Dolce & Gabbana? L’attesa si prolunga, la signora è fieramente seriosa, con quella faccia che non ispira simpatia pra­ticamente a nessuno. D’altronde dopo qualche ora si saprà che era da poco stata protagonista di una delle sue uscite da antipatica di lus­so: alla mostra «Schiaparelli and Prada: impossible conversation», a Palazzo Reale, ha zittito brusca­mente una giornalista che stava parlando sottovoce al cellulare. In­fastidito da chi lavora, il Diavolo s’è girato e sdegnosamente ha por­tato l’indice vicino alla bocca: «Ssssssssst». Silenzio, per favore. Così è, d’altronde. Severa e sprezzante la direttrice di Vogue Usa è lo spauracchio di tutti e que­sto è uno dei motivi per cui, lì al Ba­retto, la gente si chiede chi sarà il prescelto per la colazione di lavo­ro. Tutti i big del­la moda italiana sono candidati e tutti morirebbe­ro all­’idea di esse­resnobbati. L’an­no scorso per la Wintour venne addirittura stra­volto il calenda­rio d­ella settima­na di sfilate. L’an­no prima anche. E quello prece­dente pure. Quindi aspetta lei e aspettano gli altri, continuando a chiedersi chi sia l’eletto. A un altro tavolo è seduto l’amministratore delegato dell’Eni, Paolo Scaroni, poco più in là c’è l’eurodeputato Magdi Cristiano Allam. Il persona­le sa che la signora attende qualcu­no. Sono solo pochi minuti. Ecco­lo, arriva. Entra sorridente e si diri­ge al tavolo: è Diego Della Valle. Poi arriverà anche Andrew Bolton, curatore del Costume Institute del Met Museum di New York, l’uomo per cui la Wintour ha zittito la gior­nalista. Si può mangiare, adesso. Mentre qualcun altro, nel mondo della moda, rosica. La battuta arri­va in fretta, da un tavolo vicino: «Il Diavolo vestiva Prada. Ora veste Tod’s».