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 2012  febbraio 27 Lunedì calendario

Come nascono gli Oscar? - La notte scorsa sono stati assegnati gli Oscar. Che cosa sono esattamente? E perché quello strano nome? Intanto il loro vero nome è «Academy Awards», la premiazione cinematografica organizzata ogni anno dalla Academy of Motion Picture Arts and Sciences

Come nascono gli Oscar? - La notte scorsa sono stati assegnati gli Oscar. Che cosa sono esattamente? E perché quello strano nome? Intanto il loro vero nome è «Academy Awards», la premiazione cinematografica organizzata ogni anno dalla Academy of Motion Picture Arts and Sciences. Quando venne fondata, nel 1927, la Academy aveva soprattutto due fini: mediare le dispute di lavoro e preservare i film. Nel maggio del 1929, pochi mesi prima del crollo di Wall Street che portò alla Grande Depressione, decise di istituire anche una premiazione per riconoscere «l’eccellenza» nelle varie categorie del cinema e una impiegata della Academy, vedendo la statuetta su un tavolo, avrebbe esclamato: «Assomiglia proprio a mio zio Oscar!». Non si sa se sia vero o se si tratti di una leggenda, ma da allora quel nome è rimasto. Quanto invece al volto della statuetta, sarebbe quello di Emilio Fernandez, attore e regista messicano dal fisico prestante. Chi sono i giurati dell’Oscar? Sono i sui 5.765 membri, divisi in 15 «branches», o rami, che includono le categorie di attori, registi, compositori, scenografi e così via. Ogni ramo elegge cinque «nominees», o candidati, nella propria categoria e tutti partecipano al voto per il miglior film, la categoria più ambita. Ma se i «nominees» sono cinque (le famose cinquine), perché quest’anno i film candidati erano nove? Due anni fa, sperando in questo modo di includere film più popolari e di aumentare così gli indici di ascolto, la Academy ha deciso di portare i candidati nella categoria «Best film» da cinque a un massimo di dieci, usando una complessa formula, che quest’anno ha appunto prodotto nove «nominees», che erano «Hugo Cabret» con 11 nominations, «The Artist» con 10 e poi «Paradiso amaro», «War Horse», «Moneyball - L’arte di vincere», «The Tree of Life», «Midnight in Paris», «Molto forte, incredibilmente vicino» e «The help». Ma la novità non ha prodotto gli effetti desiderati: tra i nove, solo «The Help» ha superato negli Usa la soglia dei 100 milioni di dollari di incassi. Quanto vale un Oscar? La statuetta, placcata in oro 24 carati ed alta 35 centimetri, ha un valore commerciale di 295 dollari. Ma un Oscar vale infinitamente di più: chi lo vince entra nella leggenda e nella storia del cinema. Se si tratta di un individuo, che sia un attore o un mago degli effetti sonori, significa cachet molto più elevati per il resto della carriera. Per un film, poi, avere attaccata a vita l’etichetta che si tratta di un «Oscar winner» significa che i proventi, dal botteghino e poi dai Dvd, si moltiplicano, specie nel caso di piccole produzioni che proprio grazie alla statuetta riescono ad ottenere molta più attenzione. Ma un Oscar lo si può «comprare»? Proprio perché rivestono enorme valore, sul piano monetario ed anche su quello del puro prestigio, gli Oscar sono oggetto di elaborate e costosissime campagne, che includono bombardamento pubblicitario sui giornali specializzati, comparsate dei candidati con tanto di autografi e foto coi bambini, assoldamento di strateghi, attacchi non troppo nascosti ai film e ai candidati concorrenti. Ogni anno la Academy viene fuori con nuove regole per rendere la competizione sobria e decorosa, ma studios e produttori sanno sempre individuare modi originali e creativi per raggirarle. Quali sono gli attori con più statuette e con più nominations? La più premiata è stata Katharine Hepburn, quattro Oscar come migliore attrice per «La gloria del mattino» (1933), «Indovina chi viene a cena?» (1967), «Il leone d’inverno» (1968) e «Sul lago dorato» (1981). Con tre Oscar a testa, seguono Jack Nicholson e Ingrid Bergman: il primo per «Qualcuno volò sul nido del cuculo» (1975) e «Qualcosa è cambiato» (1997) e uno come non protagonista per «Voglia di tenerezza» (1983). La Bergman aveva vinto con «Angoscia» (1944), «Anastasia» (1956 ) e «Assassinio sull’Orient Express» (1974). Meryl Streep è invece l’attrice con il più alto numero di nominations, ben diciassette. Un Oscar è l’ambizione di ogni attore del mondo. Ci sono anche quelli che lo hanno rifiutato? Proprio Katharine Hepburn era una che non amava molto il principio della competizione e non si è mai scomodata di andare a ritirare le sue statuette di persona, anche se poi le ha tenute in mostra nella sua casa nel Connecticut. Ma c’è stato anche chi l’Oscar lo ha rifiutato. Tra questi, George C. Scott che nel 1971 lo vinse per la sua interpretazione in «Patton» ma che non lo accettò per non far parte di un «mercato della carne». L’anno successivo fu la volta di Marlon Brando, che dopo avere accettato la statuetta nel 1954 per «Fronte del porto» la rifiutò per «Il Padrino» in segno di protesta per il trattamento riservato agli Indiani d’America. E annunciò il suo rifiuto facendo salire sul palco Sacheen Littlefeather, un’attivista vestita come le squaw dei vecchi western.