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 2012  febbraio 27 Lunedì calendario

Nomadi, una nuova voce - La signora bionda è curatissima e un po’ maliziosa. Avrà 45 anni. Dalla gonnella corta spuntano autoreggenti nere, i capelli lunghi e lisci coprono il filo dell’ossigeno che poi le stringe il naso

Nomadi, una nuova voce - La signora bionda è curatissima e un po’ maliziosa. Avrà 45 anni. Dalla gonnella corta spuntano autoreggenti nere, i capelli lunghi e lisci coprono il filo dell’ossigeno che poi le stringe il naso. Sta su una carrozzella, in prima fila, e canta a squarciagola per quasi tre ore, sollevando le braccia, tutte le canzoni dei Nomadi. Già, la musica cura, e nel tendone ampio alle porte di Novellara, malgrado l’acustica indigeribile, tutti paiono felici: saranno più di 5 mila, anzianotti e giovanotte, per il ventesimo tributo ad Augusto Daolio. Volato via nel ‘92 a 45 anni, è ancora vivissimo, qui e ora che la sua barba sale e pepe si materializza sul grande schermo alle spalle della band. A seguire in diretta il concerto c’è la RoxyBar, web-tv di Red Ronnie, che legge nel frastuono i messaggi che arrivano dalla California o da Parigi, con il tema «Per sempre Nomadi». E’ una serata speciale, perché per la terza volta da che se n’è andato Augusto, e da quando dopo 19 anni il vocalist Danilo Sacco ha dato a fine 2011 le dimissioni per salute e per diventare solista, il gruppo rinasce con un nuovo cantante. Si chiama Cristiano Turato, di Padova. Ha 38 anni, militava in un gruppo dance: «L’abbiamo scelto dopo decine di audizioni a volte penose - confessa il leader storico Beppe Carletti -. E’ arrivata anche gente che non aveva idea di come si cantasse». Basettoni e barbetta bionda, emozione non nascosta, molto rock in nero totale, Cristiano sale sul palco fra robuste paccate sulle spalle, e quando attacca Sangue al cuore , gran successo dei Nomadi 2 e di Sacco, si capisce subito che i Nomadi 3 potranno proseguire senza patemi e mantenere gli stuoli di figli e nipoti che si portano dietro. Un po’ incerta su Auschwitz , più sicura in Ho difeso il mio amore , la voce è robusta, profonda, un curioso incrocio fra Sacco e Pelù: dunque, da oggi, si vira decisamente sul rock: salta Cristiano sul palco, saltano i ragazzi numerosissimi nella folla, mentre i Nomadi storici affilano e potenziano sopra la pancetta chitarre e ritmica. Sostituire un cantante carismatico per una band è quasi mission impossible. Si parva licet componere magnis, pensiamo agli ultimi tribolati 21 anni di vita dei Queen, dopo che Freddie Mercury se n’era andato nel ‘91 . La spericolata avventura con Paul Rodgers, poco adatto al ruolo e al repertorio, è stata maltrattata dalla critica e dai fans, e ora Brian May ha annunciato una provvisoria new entry: Adam Lambert, protagonista del talent show American Idol, che apertamente si ispira proprio a Mercury; insieme avevano cantato nello show Usa e agli Emas di Belfast, e da poco è stato annunciato che Queen&Lambert si esibiranno l’8 luglio a Knebworth, nel festival dove Fred aveva cantato l’ultima volta con i Queen nell’ 86. Qualche fan rumoreggerà, critici si scandalizzeranno. Tutta diversa, qui a Novellara, la reazione per Cristiano: «Per me è come sposarmi ancora, e avere una nuova famiglia», dice sul palco. Band nata nel ‘63 con il beat, in piena epoca Beatles e Stones, i Nomadi sono in Italia un’istituzione pop, con uno zoccolo duro di seguaci, tesoro molto ben coltivato. C’è anche Novellara ai vertici di quel quadrilatero musicale che va dalla Zocca di Vasco alla Reggio Emilia di Zucchero fino alla Correggio di Ligabue. Certo, fa la sua parte il culto per la figura tosta di Augusto: i vent’anni della morte vengono ora celebrati con un album, E’ stato bellissimo , di 14 brani live registrati fra l’84 e il ‘90, mentre questi due giorni di Tributo hanno ricordato, in ritardo a causa del gelo, il suo compleanno che ricorre il 18 febbraio. Da bravi emiliani, i Nomadi restano un gruppo di musica e impegno solidale e civile: e con la festa sotto la tenda, si è parlato ieri di libri, c’è stata una messa per Augusto e una rassegna di emergenti; poi la consegna di un premio a Franco Battiato, ormai nume tutelare della musica popolare italiana, che ha ricevuto una targa e un riconoscimento in denaro (subito girato all’associazione Sangha Onlus che costruirà in Toscana un monastero buddista).