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 2012  febbraio 29 Mercoledì calendario

Notizie tratte da: Stefania Tamburello, Mario Draghi. Il Governatore, Rizzoli 2011, pp. 226, 17,50 euro

Notizie tratte da: Stefania Tamburello, Mario Draghi. Il Governatore, Rizzoli 2011, pp. 226, 17,50 euro.

OROSCOPO Mario Draghi, nato sotto il segno della Vergine con ascendente in Capricorno. Secondo il suo oroscopo ha «temperanza, serietà, pulizia morale, rispetto delle regole, razionalità logica, forza del carattere, senso di comando».

FAMIGLIA Nato a Roma, quartiere Pinciano. Una sorella, Andreina, e un fratello, Marcello, più giovani di lui. I genitori, scomparsi quando i figli erano adolescenti, venivano uno, il padre Carlo, da Padova, l’altra, la mamma Gilda, dall’Irpinia.

CAPITANO Carlo Draghi, capitano a 19 anni nella Grande Guerra, decorato con la medaglia d’argento.

STIPENDI Il primo impiego di Carlo Draghi, nel 1922, in Banca d’Italia come volontario. Stipendio d’ingresso: 200 lire. Quando ne uscì, dodici anni dopo, per andare all’Iri, guadagnava 11 mila lire.

PERDITE «A cavallo tra le due guerre, in Germania, mio padre vide un’iscrizione su un monumento. C’era scritto: se hai perso il denaro non hai perso niente, perché con un buon affare lo puoi recuperare; se hai perso l’onore, hai perso molto, ma con un atto eroico lo potrai riavere; ma se hai perso il coraggio, hai perso tutto» (un ricordo di Mario Draghi).

CAPPELLO L’incontro con la moglie Serena Cappello a Stra, nella riviera del Brenta, dove la sua famiglia ha una villa. Lui aveva 19 anni, lei qualcuno in meno. Si sono sposati dopo sette anni nella cappella della villa dei Cappello, discendenti di Bianca, sposa del Granduca di Toscana Francesco de’ Medici. Festa di nozze a Villa Antonibon Cappello. Niente viaggio di nozze.

SERENA Serena Cappello, laureata a Venezia in letteratura inglese. Ha sempre seguito il marito.

FIGLI La loro figlia maggiore, Federica, nata a Boston, ha studiato biochimica negli Stati Uniti e ora è dirigente di una multinazionale biotech. Ha una bambina. Il figlio minore, Giacomo, si è laureato in Economia alla Bocconi con Francesco Giavazzi e ora lavora in Morgan Stanley a Londra. Si è sposato da poco con Valentina nel duomo di città di Pieve.

FRATELLI La Sorella di Mario, Andreina, è storica dell’arte. Nel 1999 ha portato alla luce un ciclo di affreschi medioevali nel complesso dei Santi Quattro Coronati a Roma. Il fratello Marcello fa l’imprenditore.

SOPRANNOMI Soprannomi di Mario Draghi: Supermario, l’Americano, l’Atermico, il signor Altrove, il Prussiano. Lui li odia tutti.

COLORI Veste sempre in blu e indossa la camicia bianca senza gemelli. Un po’ di colore nelle cravatte.

CAPPOTTO Non porta mai il cappotto. Tanto che circola l’aneddoto che, incontrandolo per la prima volta un giorno d’inverno, il futuro suocero pensò fosse povero e gli offrì i soldi per un soprabito.

CUORE «Anche gli economisti hanno un cuore» (intervistato da Ferruccio De Bortoli per il Corriere della Sera).

SPORT Sport praticati: basket, sci, jogging, golf. È iscritto al club Acquasanta di Roma.

CALCIO Tifa Roma. Non va quasi mai allo stadio.

MASSIMO Liceo classico al Massimiliano Massimo di Roma, istituto privato gestito da gesuiti. Fra i compagni di classe Luca Cordero di Montezemolo, Luigi Abete, Gianni De Gennaro, Giancarlo Magalli.

PETTINATO «Vestiva sempre di blu come ora ed era sempre pettinato. Io mi mettevo dietro per cercare di scompigliarlo un po’» (Luca Cordero di Montezemolo).

COMPITI «Passava i compiti» (Giancarlo Magalli).

CAFFE’ Si è laureato nel 1970 in Economia alla Sapienza con Federico Caffè. Tesi su Integrazione economica e variazioni dei tassi di cambio. Poi è partito per Boston per frequentare il Massachusetts Institute of Technology, ottenendo nel 1976, primo italiano, il PhD sotto la supervisione del premio Nobel Franco Modigliani. Tornato in Italia ha insegnato Politica economica e finanziaria all’Università di Trento, quindi Macroeconomia all’Università di Venezia e poi Economia e politica monetaria all’Università di Firenze.

TESORO/1 Su invito di Giovanni Goria, democristiano e ministro del Tesoro del primo governo Craxi, nel 1984 va a Washington come direttore esecutivo per l’Italia della Banca Mondiale. Nel 1992 torna in Italia alla direzione generale del Tesoro, al posto di Mario Sarcinelli. Porta avanti l’operazione più ampia di privatizzazione di società pubbliche mai vista fino ad allora: in tutto finiscono sul mercato 750 aziende, coinvolgendo 20 milioni di risparmiatori. Nelle casse dello stato finiscono 188 mila miliardi di lire (97 miliardi di euro).

TESORO/2 È rimasto alla direzione generale del Tesoro con sette ministri (Guido Carli, Piero Barucci, Lamberto Dini, Carlo Azeglio Ciampi, Giuliano Amato, Vincenzo Visco e Giulio Tremonti) e nove governi monocolore Dc, di centrosinistra e di centrodestra, guidati nell’ordine da Giulio Andreotti, Giuliano Amato, Carlo Azeglio Ciampi, Silvio Berlusconi, Lamberto Dini, Romano Prodi, Massimo D’Alema, ancora Amato e Berlusconi.

BANCAROTTA Ha raccontato Francesco Giavazzi che, quando collaborava con Draghi direttore generale al Tesoro, ha condiviso i momenti del rischio bancarotta per l’Italia nel 1992-93: «Io non ci dormivo la notte. Gli dicevo che stavamo cadendo rapidamente. Ma lui era sempre calmo e rispondeva che le sfide si superano se ciascuno fa le cose giuste e le fa bene. Allora ha avuto ragione lui».

GOLDMAN Si dimette dal Tesoro dopo 100 giorni dall’insediamento del governo Berlusconi. Assume l’incarico in Goldman Sachs come vicepresidente e managing director della banca d’affari in Europa. Mette su casa a Londra, vicino ai magazzini Harrods.

SCADENZA È stato nominato governatore della Banca d’Italia il 29 dicembre 2005, entrato in carica il 16 gennaio 2006. È stato il primo governatore a scadenza, dopo la prassi dell’incarico a vita. Carica di sei anni, rinnovabili per altri sei.

NOVE Il nono governatore dal 1928. In ordine, gli otto precedenti: Bonaldo Stringher, Vincenzo Azzolini, Luigi Einaudi, Donato Menichella, Guido Carli, Paolo Baffi, Carlo Azeglio Ciampi e Antonio Fazio.

UFFICIO Appena arrivato a via Nazionale Draghi ha eliminato il dipinto di San Sebastiano trafitto dalle frecce dietro la sua scrivania. Ha tolto i tappeti e il divano di pelle che risaliva a Carli; poi ha portato via i mobili, tenendo solo la scrivania progettata da Gaetano Koch e appartenuta a Luigi Einaudi. Dal magazzino della Banca, ha fatto mettere un divano Frau in pelle nera, un tavolino in vetro molato di Gae Aulenti, lungo una parete un tappeto cinese. Quadri scelti: una veduta sulla campagna di Emilio Longoni, i Bambini allo studio di Armando Spadini e uno schizzo di Gino Severini, Il ritratto del Dottor Giordani. Poi una Madonna del Duecento montata su una pala dorata e un trittico di terracotta del Quattrocento della scuola di Luca Della Robbia.

TAGLI Nel 2006 la riorganizzazione della Banca d’Italia. In sei anni ha chiuso 39 sedi su 97, tagliato in altre 25, con un risparmio di 80 milioni di euro l’anno. Una riduzione del personale da 8.500 a 7.000.

STABILITY Il 24 aprile 2006 arriva anche l’incarico di presidente del Financial Stability Board. Il suo incarico scade ad aprile 2012.

TREMONTI Draghi e Tremonti non si sono mai sopportati. In caso di meeting o riunioni all’estero dormivano sempre in alberghi diversi. Tremonti disertava tutti le riunioni o le colazioni di lavoro in cui la relazione era svolta da Draghi. L’ex ministro si è alzato nella riunione dei ministri finanziari dei Paesi della moneta unica al momento del voto della candidatura di Draghi alla presidenza della Bce. E poi le battute acide come «E meno male che c’era il Financial Stability Forum… figuriamoci se non ci fosse stato»; «Gli economisti di questa crisi non avevano capito nulla e avevano sbagliato tutto»; «Le ricette della Banca d’Italia sono come un’aspirina data per curare una polmonite». «Non partecipo a scambi di battute» è sempre stata la risposta di Draghi.

GIOVANI «Quando sono rientrato in Italia dagli Stati Uniti dopo il Mit, ero sposato da quattro anni e avevo una figlia di un anno; non avevo soldi da parte e avevo una casa che mi aveva messo a disposizione in affitto ridotto l’Università di Trento. In molti erano nelle mie condizioni. Ma nessuno di noi era preoccupato per il suo presente e per il suo futuro. I giovani oggi non si sposano e non sanno neanche se e quando avranno i soldi per poterlo fare. Non hanno fiducia nelle opportunità, solo paura dei rischi».

SALVATORI Nel marzo 2009 il Financial Times stila una lista delle cinquanta persone che possono salvare il mondo dalla crisi. Tra queste c’è Draghi. «Che esagerazione…», il suo commento alla notizia.

TWITTER La notizia della nomina di Draghi alla presidenza della Bce è stata data su Twitter il 24 giugno 2011 dal presidente del Consiglio europeo, Herman Van Rompuy.

CANDIDATO Primo a lanciare la candidatura di Draghi alla guida della Bce è stato il Wall Street Journal, il 25 settembre 2009: «L’uomo da seguire è Mario Draghi. La sua statura nel mondo finanziario si estende ben più lontano dei confini del suo Paese e molti vedono in lui il miglior successore al vertice della Banca Centrale Europea di Jean-Claude Trichet. La provenienza nazionale spesso determina chi può diventare il prossimo capo, tuttavia molti banchieri e regolatori in Europa dicono che il consenso su Draghi sarebbe molto ampio».

WEBER Lo sfidante di Draghi alla poltrone della Bce è stato il tedesco Axel Weber, allora capo della Bundesbank. Si è ritirato dalla corsa dimettendosi dalla banca centrale tedesca il 9 febbraio 2011. A maggio 2012 entrerà nel consiglio di amministrazione di Ubs, con l’obiettivo di diventarne presidente nel 2013.

ZERI «Draghi è l’uomo della lira! Per la memoria: era la moneta con un numero infinito di zeri. La sua candidatura non può essere vera» (la tedesca Bild a un anno dalla nomina del presidente della Bce).

SARKOZY Il momento decisivo nella corsa di Draghi alla presidenza di Francoforte il 26 aprile 2011, quando Nicolas Sarkozy, in visita in Italia, ha annunciato il suo appoggio al candidato italiano: «La Francia sarà molto felice di sostenere Mario Draghi, che è italiano ma è soprattutto un candidato eccellente di grande qualità. La sua nomina sarebbe anche un ottimo segnale per gli italiani che potrebbero dubitare del loro ruolo in Europa».

PRUSSIANO Bild, che ha pubblicato un fotomontaggio di Draghi con in testa l’elmetto a punta dell’esercito prussiano e un lungo articolo per dire che avevano cambiato idea sul candidato italiano: «Non solo è abbastanza teutonico, ma in realtà è anche prussiano, tanto da meritarsi la cittadinanza onoraria».