Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2012  febbraio 29 Mercoledì calendario

QUALCHE DATO SUL TURISMO TRATTO DAL "RAPPORTO SUL TURISMO ITALIANO 2010-2011"

a cura di Emilio Becheri e Giulio Maggiore

• Contributo al Pil del turismo italiano: 170,5 miliardi
• 43 milioni di arrivi l’anno
• I turisti hanno speso in Italia 35 miliardi
• «La maggioranza delle presenze del turismo domestico (circa il 52%) si concentra in cinque regioni: Emilia Romagna, Veneto, Toscana, Trentino Alto Adige e Lombardia. La maggior parte delle presenze della componente straniera si registra ancora nel Veneto (con oltre il 20% del totale), nel Trentino Alto Adige, in Toscana, nel Lazio e nella Lombardia. Il Lazio, la provincia autonoma di Bolzano, il Veneto e la Lombardia sono anche le regioni dove le presenze degli stranieri superano quelle degli italiani».
Classifica di "Arrivi per residenza dei clienti nel complesso degli esercizi ricettivi secondo le regioni di destinazione - Anno 2009" (totale, italiani, stranieri)

Veneto 13.945.187 (5.563.723; 8.381.464)
Lombardia 11.409.159 (6.159.026; 5.250.133)
Toscana 10.758.493 (5.520.905; 5.237.588)
Lazio 10.244.332 (3.613.474; 6.630.858)
Emilia-Romagna 8.688.492 (6.714.907; 1.973.585)
Bolzano 5.549.364 (2.183.802; 3.365.562)
Campania 4.318.557 (2.800.037; 1.518.520)
Sicilia 4.101.879 (2.572.765; 1.529.114)
Piemonte 3.867.041 (2.733.823; 1.133.218)
Liguria 3.643.064 (2.403.302; 1.240.032)
Trento 3.145.272 (1.977.723; 1.167.549)
Puglia 2.986.038 (2.567.335; 418.703)
Sardegna 2.447.347 (1.564.217; 883.130)
Marche 2.025.842 (1.711.412; 314.430)
Umbria 1.973.361 (1.452.280; 521.081)
Friuli-Venezia Giulia 1.960.664 (1.110,464; 850.200)
Calabria 1.528.697 (1.308.506; 220.191)
Abruzzo 1.339.959 (1.191.311; 148.648)
Valle d’Aosta 914.641 (633.940; 280.701)
Basilicata 467.296 (419.912; 47.384)
Molise 185.116 (172.485; 12.631)

Italia 95.499.801 (54.375.079; 41.124.722)
[pag. 45]

• «Passando ai valori assoluti, l’evoluzione dei consumi internazionali e domestici si è tradotta nel 2010 in 94.910 milioni di euro di spesa turistica totale in Italia, pari al 10,1% dei consumi interni, che ha attivato un valore aggiunto totale di 100.353 milioni di euro, il 7,2% dell’intero valore aggiunto nazionale, e un numero di unità di lavoro che nel 2010 ha superato i 3,3 milioni (il 13,9% dell’occupazione totale nazionale) [...] Volendo stimare l’economia turistica allargata, la domanda turistica complessiva sale a quasi 171 miliardi di fatturato e genera oltre 181 miliardi di valore aggiunto, pari al 13,1% del totale [...] Gli impatti prodotti nelle aree a più forte rilevanza turistica si diffondono infatti nel resto del paese avvantaggiando contemporaneamente le aree a minore vocazione, e in particolare quelle economicamente più solide, o quelle specializzate in alcune produzioni. In tal senso, alcune delle regioni meridionali traggono vantaggio dalla loro specializzazione in prodotti agro-alimentari, sensibilmente attivati dalla spesa turistica altrove localizzata» [72]

• Occupati totali per ramo e branca attivati dalla domanda di consumi turistici (migliaia di occupati). Classifica dei totali (occupati diretti e indiretti)

Alberghi e ristoranti 1.065
Commercio 462
Servizi vari 401
Attività ricreative 318
Agricoltura 237
Trasporti 233
Altri prodotti della trasformazione industriale 220
Alimentari 112
Tessili e cuoio 96
Intermediazione monetaria e finanziaria 81
Costruzioni 59
Locazione immobiliare 29
Prodotti energetici 24

Totale 3.336
[pag. 83]

• «Il saldo della bilancia turistica mostra un andamento altalenante, ma comunque superiore a +10 miliardi di euro fino al 2008. Il biennio successivo registra un peggioramento del saldo che scende a 8.8 miliardi, sia per la caduta delle entrate che per il recupero fattio registrare dalla spesa degli italiani all’estero» [95]

• «Ciò che guida la crescita sostanziale delle imprese turistiche complementari risiede nella richiesta da parte del turista di prodotti rispondenti a interessi vari e diversificati guidati dalla ricerca di autenticità» [125]

• «Al 31 dicembre 2010, quindi, si contano oltre a quasi le 384 mila imprese di alloggio e ristorazione (60,7% sul totale delle imprese), oltre 145 mila imprese registrate del trasporto terrestre (23%), 2.430 del trasporto marittimo, 376 del trasporto aereo, a cui si aggiungono 29.506 imprese di supporto e trasporti, 17.578 imprese per le attività ricreative, artistiche e di intrattenimento (2,8%), 1.376 attività registrate di biblioteche, archivi e musei, 42.505 imprese registrate di attività sportive e di divertimento (6,7%), 7.579 imprese registrate di noleggio. agenzie di viaggi e servizi di supporto alle imprese. Tra le altre tipologie di imprese registrate, gli stabilimenti termali (218) e le imprese che offrono corsi sportivi e ricreativi (953). Rispetto al 2009 le imprese del comparto turistico crescono in Italia tra l’1,2 e il 2% di quanto accade per le altre tipologie di imprese» [127]

«...nove comparti fondamentali per il turismo: alberghi, villaggi turistici, campeggi, ristoranti, stabilimenti balneari, agenzie di viaggio, altri servizi di prenotazione, guide, guide e gli accompagnatori e attività museali...». Ma anche: alloggi, ostelli, agriturismi, trasporti turistici, charter nautico, bar» [165]

• «Negli ultimi due anni a livello mondiale alcuni passaggi di proprietà ed unificazioni di attività hanno determinato cambiamenti del mercato, come nel caso dell’operazione Starwood - Golden Tulip che ha accresciuto la posizione competitiva del gruppo Golden Tulip Hospitality, diventando così il terzo gruppo alberghiero mondiale al di fuori dei confini statunitensi, dopo InterContinental ed Accor. Tuttavia nel corso del 2009 e del 2010 gli investimenti alberghieri in America e in Europa sono stati consapevolmente tenuti fermi, mentre ciò non si è verificato in Asia, e soprattutto in Cina. È infatti il caso di osservare che tra le prime 50 catene che compongono tale graduatoria, già dieci, nel 2010, sono cinesi. Nella graduatoria delle prime 300 compagnie mondiali solo tre sono italiane (nell’ordine Atahotels, Domina e Starhotels» [175]

• A pagina 177 la "Graduatoria delle principali catene alberghiere presenti in Italia" (anno 2010, il numero si riferisce alle camere disponibili): Best Western (Usa) 12.500, Nh Hoteles (Spagna) 8.263, InterContinental (Usa) 7.796, Accor (Francia) 7.550, Atahotel (Italia) 5.626, Starwood (Usa) 6244, Hilton Worldwide (Usa) 4.500, Notturno Italiano Hotel Group (Italia) 3.500, Valtur 3458 ecc.

• Agenzie di viaggi in 185 (l’autore dell’articolo merita di essere contattato)

• Trasporti in 195

• La cucina, «essere originalmente tradizionali» (225)

• «Un primo aspetto problematico riguarda la definizione dei confini della "destinazione", che può essere descritta come "un’area geografica turisticamente rilevante" per il turista, contraddistinta da caratteristiche paesaggistiche e culturali, nonché un’ampia gamma di servizi, tali da renderla un prodotto turistico unico. Si tratta, evidentemente, di una definizione aperta che lascia ampi margini di soggettività ai fini della determinazione dell’estensione geografica del territorio di riferimento, come è stato chiaro già ai primi studiosi della materia, i quali hanno riconoscoiuto come la destinazione possa "coincidere con "una piccola località, un paese o una città, un quartiere o una regione, un’isola, una nazione o un continente" [...] Il primo elemento da prendere in considerazione è il punto di vista degli utenti: una destinazione può essere infatti ritenuta tale se viene percepita dal turista come un prodotto turistico unitario. Basandosi su valutazioni complesse che si radicano nel proprio background culturale, nelle motivazioni del viaggio e nell’esperienza pregressa, il viaggiatore definisce uno spazio geografico come la possibile mèta di una visita, attribuendogli così dignità di destinazione. Questa percezione condiziona in maniera decisiva anche l’identità della destinazione, in quanto l’utente proietta sul territorio le proprie aspettative e partecipa all’individuazione dei valori fondamentali che potranno contribuire al suo successo. Perché possano però verificarsi le condizioni per l’affermazione di una destinazione, occorre però che la percezione degli utenti sia sostenuta da una corrispondente consapevolezza degli attori locali della filiera, che devono organizzarsi e coordinarsi per proporre sul mercato "un sistema di offerta integrato", in grado di valorizzare, nel migliore dei modi, le risorse, le attività e i servizi del territorio per attrarre i flussi della domanda turistica e proporre risposte in linea con le aspettative degli utenti. Combinando le prospettive della domanda con quelle dell’offerta, si può quindi qualificare la destinazione turistica come un prodotto-località generato dall’interazione tra il turista, inteso come soggetto attivo nel processo di creazione della destinazione, e le sei principali concorrenti dell’offerta: access (sistema di trasporti), attractions (risorse locali), accomodation (strutture ricettive), amenities (ristoranti, intrattenimento), assemblaggio di pacchetti),