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 2012  febbraio 25 Sabato calendario

LA GRECIA LANCIA LO «SWAP»

Il Governo greco ha lanciato ieri la proposta ai creditori privati di scambio delle proprie obbligazioni, con l’obiettivo di ridurre il debito di oltre 107 miliardi di euro su un totale di 206. L’accordo per la ristrutturazione del debito privato, che fa parte dell’intesa raggiunta al vertice europeo dei giorni scorsi per la concessione alla Grecia di un secondo pacchetto di aiuti, da 130 miliardi di euro, causerà una perdita ai creditori di Atene vicina al 75% della loro esposizione, ben al di là della riduzione del valore nominale del 53,5 percento.
Il negoziatore dell’accordo per conto delle grandi banche, Charles Dallara, si è dichiarato però «ottimista, che, una volta che gli investitori avranno valutato attentamente i termini, aderiranno». Secondo Dallara, che dirige l’Institute of International Finance, l’associazione che raggruppa oltre 400 istituzioni globali, l’intero pacchetto per la Grecia «ridurrà l’incertezza e faciliterà il ritorno della fiducia necessaria e della crescita economica». Alcune banche socie dell’Iif, riunite da ieri a Città del Messico, a margine degli incontri dei ministri e governatori del G-20, che iniziano oggi e saranno inevitabilmente focalizzati sulla crisi europea, sono critiche dell’accordo raggiunto e soprattutto del fatto che sia stato definito a carattere "volontario".
La Grecia è impegnata a procedere con lo swap se otterrà una partecipazione superiore al 90% (ritenuta dal Fondo monetario la soglia minima perché il debito greco riacquisti sostenibilità) e discuterà invece di nuovo con i creditori sul da farsi se l’adesione fosse fra il 75 e il 90 percento. Lo swap dovrebbe concludersi il 12 marzo, in modo da impedire che la Grecia finisca in default su un rimborso che di 14,5 miliardi di euro che deve effettuare entro il 20.
Il Parlamento greco ha approvato nei giorni scorsi la possibilità di introdurre retroattivamente nei bond "clausole di azione collettiva" che vincolano tutti i creditori ad accettare la ristrutturazione qualora la proposta sia votata da una maggioranza qualificata degli stessi. L’introduzione delle Cac farebbe scattare i contratti di assicurazione sul default della Grecia, i credit default swap, provocando perdite alle banche che hanno venduto questo tipo di protezione, fra cui sono in prima fila, secondo fonti di mercato, le banche tedesche. Dallara ha sostenuto che l’applicazione delle Cac non è certa e che «solleverebbe preoccupazioni degli investitori nei titoli pubblici di altri Paesi europei», fra cui l’Italia. «Gli investitori - osserva una nota riservata dell’Iif - riconsidereranno il premio al rischio che intendono chiedere per detenere le obbligazioni degli altri Paesi della periferia d’Europa alla luce delle pesanti perdite accusata sul debito greco». In altre parole, saranno meno propensi a detenere questi titoli o richiederanno un rendimento più elevato.
La proposta della Grecia prevede che i creditori ricevano, in cambio dei titoli attualmente in loro possesso, nuove obbligazioni greche pari al 31,5% del valore nominale del loro credito, con scadenze fra gli 11 e i 30 anni, con una cedola media del 3,65% (2% fino al febbraio 2015, 3% nei 5 anni successivi, e 4,3% in seguito, fino al 2042) e bond a due anni del fondo salva-Stati europeo Efsf pari al 15% del nominale della loro esposizione. La ristrutturazione comprende anche l’emissione di strumenti legati al pil, cioè alla crescita dell’economia greca oltre una certa soglia. Utilizzati nel caso dell’Argentina, questi consentirono ai creditori di recuperare una parte delle perdite grazie alla spettacolare ripresa dell’economia. I mercati tuttavia sono scettici che questo avvenga nel caso della Grecia, dato che le aspettative di crescita sono molto pessimistiche. La stessa Iif prevede solo un "modesto" aumento del rendimento. Secondo la maggior parte delle valutazioni di mercato, la ristrutturazione del debito greco nel suo complesso sarà ancora più onerosa per gli investitori di quella dell’Argentina, che all’epoca segnò un nuovo record negativo fu decisa unilateralmente.