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 2012  febbraio 28 Martedì calendario

5 MILIONI DI MAIL SULL’INTELLIGENCE PRIVATA

Julian Assange è tornato. Il suo portale Wikileaks ha pubblicato ieri 5 milioni di mail della società privata di intelligence Usa “Stratfor”. Battezzata operazione “The globale intelligence files” Wikileaks ha preso di mira la società che ha sede ad Austin in Texas e che è impegnata tra l’altro contro la lotta ai pirati informatici e pubblica un bollettino quotidiano molto seguito dagli analisti di tutto il mondo. Il 24 dicembre scorso l’agenzia è stata attaccata da Anonymous che ne ha trafugato i dati di 4.000 utenti. Ieri il collettivo ha rivendicato il passaggio di questi (ed altri) dati ad Assange: “La trasparenza, forzata o volontaria, è necessaria per capire il nostro mondo” hanno scritto gli hacker su Twitter. Il materiale pubblicato va dal luglio 2004 al dicembre 2011 e secondo Wikileaks svelerà “la rete di informatori, i pagamenti a loro effettuati, le tecniche di riciclaggio di denaro e i sistemi di pressione psicologica usati da Stratfor”. Come nelle precedenti tornate di documenti segreti, Wikileaks sta collaborando con 25 testate di tutto il mondo (per l’Italia il gruppo L’Espresso). La risposta della Stratfor non si è fatta attendere: le mail potrebbero essere “manipolate, contraffatte e contenere imprecisioni”.
Ieri sono state rese pubbliche le prime informazioni emerse spulciando le mail. In primo luogo la notizia che commando israeliani assistiti da forze curde avrebbero distrutto in Iran installazioni sotterranee utilizzate per la difesa nazionale e per progetti di ricerca nucleare.
AD AFFERMARLO è una fonte anonima ai responsabili di Stratfor: basandosi su queste informazioni “da verificare”, un analista della società di intelligence aggiunge che i piani israeliani prevederebbero un attacco all’Iran della durata di sole 48 ore, un attacco talmente distruttivo che l’Iran non sarebbe in grado di reagire o di riprendersi, e di conseguenza il suo governo cadrebbe. Ma le informazioni contenute nelle mail riguardano tutto il mondo: “La Coca Cola usò i servizi della Stratfor per monitorare gli attivisti della Peta (lega Usa per la protezione animali, ndr) in relazione alle Olimpiadi di Vancouver del 2009” ha detto lo stesso Julian Assange alla conferenza stampa londinese di presentazione della campagna. “Nella lista degli informatori di Stratfor figura un ambasciatore italiano presso uno Stato africano. Non sappiamo quale sia il rapporto esistente fra questo ambasciatore e la compagnia americana” ha aggiunto la giornalista dell’Espresso Stefania Maurizi.
E ce n’è anche per le banche. Nei Global Intelligence file c’è un capitolo dedicato a una relazione “innaturale” tra la Stratfor e la banca d’affari Goldman Sachs. I documenti mostrano infatti che nel 2009 l’amministratore delegato, George Friedman, e l’allora managing director di Goldman Sachs, Shea Morenz, hanno avuto l’idea di utilizzare le informazioni raccolte da Stratfor a scopi finanziari. Il piano prevedeva la costituzione di un fondo d’investimenti , denominato StratCap, che utilizzasse a proprio vantaggio l’intelligence effettuando operazioni finanziarie “su titoli di Stato e prodotti legati a valute”. Sicuramente l’onda lunga di queste rivelazioni continuerà nei prossimi giorni. “WikiLeaks inizia a sollevare il velo sulle vite private e menzogne private delle spie private” ha concluso Assange: alla diffusione di 5 milioni di email farà seguito “una storia ancora più grande”. Non c’è dubbio: Wikileaks è tornata.