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 2012  febbraio 27 Lunedì calendario

DA CARLA A LUDMILA. QUANDO TOCCA A LEI FARE UN PASSO INDIETRO

Ogni grande uomo avrà alle spalle una grande donna, ma molte grandi donne al ruolo di bodyguard avrebbero anche rinunciato. Non è sempre questione di pari opportunità visto che qualche maschio disposto a rivedere la propria agenda per sostenere la compagna in carriera ha già fatto notizia. Che sia per scongiurare conflitti d’interesse come nel caso delle giornaliste tedesche Doris Kopf-Schröder prima e Daniela Schadt poi, o perché potere e sovraesposizione complicano lievemente la non facile ricerca dell’alchimia di coppia, il passo indietro per uno dei due di solito è d’obbligo — e la coreografia va sempre più stretta a donne che faticano a non rubare la scena ai mariti.
«Bill, sappiamo entrambi cosa significa essere sposati con qualcuno più intelligente di te» disse con spirito cameratesco Barack Obama presentando al pubblico l’adrenalinica moglie durante un evento della Clinton Initiative nel 2010. Un incrocio di equilibrismi familiari in quella sala: sul palco la lanciatissima Michelle, afroamericana povera di Chicago diventata super avvocato e manager dopo gli studi a Princeton e Harvard, ormai first lady a tempo pieno tra orti biologici e campagne contro l’obesità infantile; in platea Hillary Clinton, signora della politica Usa mai davvero oscurata dal marito fedifrago e presidente ma infine entrata nel suo personale cono di luce con la corsa per la nomination democratica e la nomina a segretario di Stato.
Contemporaneamente, sulla sponda opposta dell’Atlantico, un’altra «top» (model) arretrava dalla ribalta per un ruolo più defilato. L’ex modella Carla Bruni Sarkozy metteva da parte la vocazione cantautorale scoperta dopo la prima vita in passerella per indossare gli abiti della première dame con retroterra intéllo e abbracciare anima e corpo la missione dell’amato Nicolas. Forse più sofferta la scelta di Letizia Ortíz, brillante giornalista della tv pubblica spagnola fino all’incontro con Felipe di Borbone, principe delle Asturie ed erede al trono: da allora Doña Letizia è il volto giovane e affascinante, a tratti triste, della monarchia spagnola. Una tristezza che ricorda le solitudini della principessa Masako, ex stella della diplomazia giapponese con studi di Economia e Relazioni internazionali oggi moglie del principe Naruhito, stretta tra le rigide regole del protocollo e le pressioni della vita alla corte del crisantemo.
Cercasi Ludmila Putina. La moglie dell’ex presidente e attuale premier russo Vladimir l’aveva spiegato in un’intervista alla Rossiskaya Gazeta del 2006: la donna sarebbe naturalmente portata alla cura familiare più che alla carriera. Assistente di volo laureata in Filologia, per quasi trent’anni Ludmila è stata la compagna discreta dell’ex agente del Kgb asceso al Cremlino in un’aura di forza e machismo esibito. Da mesi lui compare in pubblico da solo, di lei nessuna notizia ufficiale, al punto da far nascere negli ambienti dell’opposizione una campagna semi seria che chiede «Libertà per Ludmila». Forse, senza il suo Vladimir, lei l’ha già trovata.
Maria Serena Natale