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 2012  febbraio 25 Sabato calendario

Giancarlo Caselli: «Darmi del boia non è democratico» – A Genova per la presentazione del suo ultimo libro, Assalto alla giustizia, Melampo 2011, il procuratore capo della repubblica di Torino Giancarlo Caselli, che a suo tempo affrontò le Brigate rosse e più di recente la mafia siciliana, è stato contestato da qualche decina di cosiddetti «no-Tav»

Giancarlo Caselli: «Darmi del boia non è democratico» – A Genova per la presentazione del suo ultimo libro, Assalto alla giustizia, Melampo 2011, il procuratore capo della repubblica di Torino Giancarlo Caselli, che a suo tempo affrontò le Brigate rosse e più di recente la mafia siciliana, è stato contestato da qualche decina di cosiddetti «no-Tav». Caselli è un uomo paziente, ma quando gli hanno del boia, come a un reazionario, be’, non ci ha visto più, e ha alzato la voce. «Darmi del boia», ha detto, «non è democratico». * * * Restiamo in tema per dire che, secondo Repubblica, un giornale che con la Buonanima e i suoi zombies coccodè non è mai andato per il sottile, il giochino organizzato giorni fa a «Bussoleno, Torino», era semplicemente «agghiacciante»: «tre palle per un soldo e la possibilità d’abbattere una sagoma col volto di Caselli e di altri personaggi, come il sindaco Piero Fassino». * * * Fateci caso: a quei riformatori del sistema elettorale che strepitano contro «il parlamento dei nominati», e che esigono l’immediato ripristino delle preferenze, sembra naturale inneggiare contemporaneamente ai ministri tecnici e bocconiani che il Quirinale, Angela Merkel e la Bce hanno nominato e poi paracadutato sull’Italia, che all’Italia piacesse o meno. * * * «Appartengo a una generazione per la quale la lettura era fondamentale. Quindi il contatto con il mondo attraverso il quotidiano è per me indispensabile. Ciò detto, condivido tanto il giudizio di Hegel quanto quello di Schopenhauer: per Hegel la lettura del quotidiano ha sostituito nel mondo moderno la preghiera mattutina, per Schopenhauer è un aperitivo disgustoso» (Ernst Jünger, in A. Gnoli e F. Volpi, I prossimi titani, Adelphi 1997). * * * Sempre più freddo con l’esecutivo salvifico, che umilia i sindacati con la pretesa di governare senza il loro permesso, il segretario democratico Pier Luigi Bersani, invidiando la libertà di manovra a dipietristi, leghisti e vendoliani, minaccia di smarcarsi dal governo. Ci sono mosse politiche del Caro Leader che stanno alla scena politica nazionale come la spaventosa e famigerata farfallina di Belen Rodriguez alla scena teologica e sanremese. * * * Non è più possibile preferire la ministra Fornero alla sciantosa con farfallina inguinale perché è come se anche il ministro del welfare e del lavoro, alzando la voce sull’Art. 18, se ne fosse tatuata una, più terrificante dell’altra. * * * Non vogliamo che a fare politica siano soltanto i ricchi, dicono i politici che difendono il finanziamento pubblico dei partiti. Risorse che permettono a poveri e poveracci di farsi eleggere al parlamento (e di smettere di lavorare, finalmente). Sono per lo più gli stessi politici che difendono a spada tratta l’esecutivo bocconiano, formato da gente che guadagna, in un anno, più di quanto qualunque poveraccio guadagni in mezza vita (alcuni in una vita intera, e persino in cinque o sei vite_ ciò in caso di reincarnazione, cattivo karma infierendo). * * * «Quelli che devono avere sempre un’opinione su tutto, siccome non ne hanno nessuna, passano la prima parte della vita a chiederci le nostre, e la seconda a propinarcele come fossero loro» (Marcel Proust, cit. in Patrizia Valduga, Breviario proustiano, Einaudi 2011). * * * Anche i fannulloni, come i defunti nei film dell’orrore, ogni tanto ritornano. Evocati una prima volta, come «nullafacenti», dal giuslavorista Pietro Ichino, ex dirigente della Fiom-CGIL; poi richiamati una seconda volta in vita da Renato Brunetta, i fannulloni sono tornati a sferragliare le catene (be’, giusto ad agitarle un po’, sferragliarle è troppa fatica) al convegno di Federmeccanica, quando Emma Marcegaglia ha tuonato contro «l’articolo 18, che protegge i fannulloni». È subito partito il consueto coro di fischi. È falso, naturalmente, che l’articolo 18 protegga soltanto i fannulloni, come sono chiamati da Marcegaglia e Brunetta. Protegge anche i nullafacenti, come li chiama Ichino. * * * «EPIPHAN, adv. haer. III 2, 9 [Dox. 590] Democrito di Abdera, figlio di Damasippo, afferma che (_) quello che sembra giusto non è giusto; ma ingiusto è ciò che è contrario alle leggi della natura; e dice che le leggi sono una male invenzione [degli uomini] e che “il saggio non deve obbedire alle leggi ma vivere da uomo libero” [cfr. A 1, 45]» (in Gabriele Giannantoni, a cura di, I presocratici. Testimonianze e frammenti, vol. 1, Laterza 1975). * * * Roberto Saviano si scusa: aveva diffamato (causa «tempi stretti», l’autore di Gomorra non aveva potuto «verificare») Giorgio Magliocco, sindaco di Pignataro Maggiore, Caserta, dandogli del camorrista, qualifica che l’autore d’un solo libro e di «molte liste» non nega mai a nessuno. Adesso si dice disposto, per emendarsi, a partecipare a un incontro pubblico con l’avvocato di Magliocco. Se Magliocco ritira la denuncia, forse gli concederà anche un autografo.