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 2012  febbraio 25 Sabato calendario

I GRAN MAESTRI DELLA LEGA NORD


Esiste a Brescia una cupola riservata, di cui fanno parte politici e imprenditori vicini alla Lega Nord. Si tratta della propaggine di una vera e propria organizzazione radicata e strutturata su tutto il territorio nazionale, che sotto l’apparenza di un’associazione benefica (onlus), opera in realtà come un ordine iniziatico ed esoterico impenetrabile allo sguardo della gente comune, potenzialmente in grado di condizionare scelte e nomine nella pubblica amministrazione. Un gruppo di cattolici tradizionalisti, ma tra le cui fila sono via via sfilati massoni, preti, alti ufficiali, politici e amministratori locali, dirigenti del Comune, imprenditori, amministratori di società pubbliche, professionisti, ex consiglieri regionali, e perfino un prefetto con un passato nei servizi segreti. L’ordine, con tanto di rituale e vademecum peri “lavori rituali e iniziatici”, ha adottato formule e testi che di religioso hanno ben poco e che molto raccolgono dalle pratiche in uso nelle logge, con tanto di “maestro delle cerimonie”, “guardiani” e “copritori interni”. Tutti i suoi membri sono vincolati alla riservatezza e chi osasse parlare dell’ordine alla gente comune sarebbe sottoposto a immediati provvedimenti disciplinari perché nel gruppo iniziatico «ogni esternazione non autorizzata è ritenuta fatto grave … e comporta l’immediata espulsione». E di fatti una nota raccomanda: «la massima riservatezza deve essere (posta ndr) verso i dati sensibili e l’archivio-schedario accessibile solo al comando di livello». I novelli frati templari, oggi possono contare su figure di primo piano come: il vicesindaco di Brescia e segretario provinciale del Carroccio, il maroniano Fabio Rolfi; il fondatore della Lega Nord, Bruno Caparini, amico fraterno di Bossi, premiato dal Senatùr con una poltrona nel consiglio di sorveglianza di A2A, la municipalizzata controllata dai comuni di Brescia e Milano; il presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Brescia, Marco Belardi, maestro massone, in forza alla Gran Loggia Regolare d’Italia, beneficiato negli ultimi anni da incarichi professionali ben retribuiti proprio dal Comune di Brescia; l’ex consigliere regionale Monica Rizzi, levatrice politica di Renzo Bossi, e premiata dopo il successo elettorale del Trota con la poltrona di assessore regionale allo Sport; il prefetto di Pesaro e Urbino, Attilio Visconti, con un passato nel Sisde (il servizio segreto civile: allora circolava con in tasca il tesserino di commissario di Polizia); il vicepresidente dell’Aler (l’istituto case popolari) Corrado della Torre, già consigliere regionale leghista; il dirigente del Comune di Brescia, Marco Colosio e altri amministratori locali, oltre al proprietario di una televisione in Valcamonica.

FRATI TEMPLARI

Tutti evidentemente a loro agio nelle vesti di novelli frati templari, con tanto di insegne, collari, spade, e mantelli bianchi con croce patente rossa, alla guisa dei crociati. Sarà anche un caso, ma la sede principale dell’organizzazione, definita Gran Priorato, si trova ad Arezzo, nota ai più per aver dato i natali a Licio Gelli, uno che di logge e di cupole se ne intendeva. Il Gran Priorato della Suprema Militia Equitum Christi, questo il nome della confraternita di rito templare, è domiciliata in via Ferraris, 53 ad Arezzo, agli ordini di tale Marcello Piergentili, che si fregia dell’altisonante titolo di Gran Priore. La Militia conta sedi sparse in tutta Italia: dalla Toscana all’Emilia; dalle Marche alla Sardegna; dal Lazio alla Campania, dalla Lombardia al Trentino; senza dimenticare il Friuli, la Valle d’Aosta, il Piemonte e la Liguria. E chi sovraintende il “Gran Baylato Bertrand De Blanquefort”, comprendente tutte le “comanderie” del Nord Italia? Ma naturalmente lui, Bruno Caparini, il padre nobile, cofondatore della Lega, e il cui nome compare nell’organigramma “Santi Apostoli” italico, con il titolo di Gran Baylo, incaricato della supervisione dei templari che si riuniscono in cinque logge: la Commanderia di Ponte di Legno (il luogo storico in cui da vent’anni si ritrovano i simpatizzanti della Lega per l’annuale fiaccolata padana), la Commanderia di Brescia, che si riunisce nella chiesa di San Gottardo, sotto la supervisione spirituale di don Arnaldo, quella della Valle Camonica, intitolata a San Fedele, quella di Monza e Brianza e, infine, quella di Como. I cavalieri dal candido mantello, si riuniscono riservatamente e decidono su tutto: dalle alleanze politiche, alle espulsioni dall’ordine, agli affari gestiti come una vera e propria consorteria, anche se ufficialmente si fregiano del titolo di associazione onlus, dedita ad opere di carità.
L’elenco degli affiliati diramato dal Gran Priore, ad esclusivo uso interno, perché tutto deve rimanere coperto allo sguardo dei profani, è oggi disponibile su internet, svelato dal blog tempomoderno.it. In esso vengono tracciati nomi, ruoli, numeri di telefono: il prefetto di Pesaro e Urbino Attilio Visconti, appare con il grado di “maestro di cerimonie” e responsabile della formazione degli adepti. All’epoca del suo ingresso nella loggia templare, il nostro era viceprefetto di Brescia e tra i principali collaboratori dell’attuale ministro dell’Interno, Anna Maria Cancellieri, assegnata come prefetto a Brescia proprio mentre Visconti vestiva di cappa e spada. Un ruolo importante quello dell’allora viceprefetto Visconti: di lui si vociferano da sempre le forti simpatie per il Carroccio, la sua vicinanza all’ex ministro dell’Interno Bobo Maroni, e il suo ruolo di mentore nelle carriere di Franco Claretti, sindaco leghista di Coccaglio, assurto alle cronache per l’operazione “White Chrismas” e promosso a dirigente del comune di Brescia, e di Marco Antonio Colosio, oggi pure dirigente e principale collaboratore dell’assessore al Commercio Maurizio Margaroli.
Capo dei templari bresciani, risulta il leghista Corrado Della Torre, ex consigliere regionale e attuale vicepresidente dell’Aler, dato come molto vicino ai maroniani. Sarà una coincidenza, ma nella stessa “commanderia” siede il vicesindaco Rolfi, che pochi mesi fa ha nominato Corrado Della Torre commissario del partito a Montichiari. Una sezione ribelle, oggi passata sotto il diretto controllo dei maroniani, che ha consentito proprio a Rolfi di candidarsi con successo alla carica di segretario provinciale. Nella lista il nome dell’attuale vicesindaco di Brescia appare chiaramente con accanto il grado di cavaliere templare. E, come lui, anche Angelo Colosio, ex sindaco di Montisola, eletto nelle liste di An, passato alla destra della Santanchè e oggi definitivamente approdato alla Lega, almeno inizialmente molto vicino a Monica Rizzi e a Renzo Bossi. Colosio, come sottolineato dall’Avv. Lorenzo Cinquepalmi, che di Tempo Moderno è il coordinatore, è amministratore unico della società Roma L. System srl, di cui è comproprietario un altro leghista doc: quel Francesco Belsito, ex sottosegretario di Stato nell’ultimo governo Berlusconi, e tesoriere nazionale del Carroccio, diventato famoso per aver investito i soldi del finanziamento pubblico al partito in Tanzania. Altro nome nella lista: quello dell’ingegnere e massone Marco Belardi, presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Brescia, beneficiato negli ultimi anni da numerosi e prestigiosi incarichi professionali assegnati dal Comune amministrato proprio da Rolfi: i 23 mila euro dell’aprile 2011, e i 22 mila del marzo del 2010, che la sua società si aggiudica per due diversi progetti. Altro cavaliere, insignito del collare e dei fregi templari risulta essere Mario Arici: è un imprenditore con molti incarichi tra i quali il consiglio amministrazione della Sviluppo Tecnologico srl, una partecipata da soggetti istituzionali della Valle Camonica, il cui presidente del consiglio di amministrazione è, guarda caso, Bruno Caparini, cofondatore della Lega, padre del deputato Davide Caparini, e membro del consiglio di sorveglianza di A2A; tra i soci di Sviluppo Tecnologico srl figura l’emittente televisiva +Valli Tv molto vicina al duo Caprini-Rizzi. Tra gli ex membri della confraternita templare figurano anche l’assessore Monica Rizzi, espulsa dalla Militia dopo la vicenda della falsa laurea in Psicologia e il dossieraggio di alcuni esponenti del suo stesso partito, ma forse anche perché ormai non omogenea allo spirito maroniano degli altri adepti, insieme al fidanzato Alessandro Uggeri, anche lui allontanato, formalmente perché non in regola con i versamenti annui dovuti alla confraternita.

LA MESSA DI NATALE

Il gruppo templare si riunisce mensilmente e può contare su strutture come “il centro di formazione permanente”, detto anche “Casa Geofroy Bisol”, ubicata in via Pieve a Cortona. Davvero lungo l’elenco delle cerimonie e degli appuntamenti: come “il Capitolo del Gran Priorato”, una sorta di adunata generale, o la formazione per “commandeurs e facenti funzioni”, e la “formazione per i maestri dei novizi” in cui è segnalata l’entusiastica e attiva partecipazione dell’allora vice prefetto di Brescia. Imperdibile poi, per tutte le dame e i cavalieri (la Rizzi non mancava mai, con tanto di mantello azzurro, sempre in prima fila, fino a che non è stata espulsa) la messa di mezzanotte a Natale, il gran cenone e il “Gran galà del Cavaliere”. Per non parlare poi, dell’iniziativa definita, con terminologia paramassonica alquanto evocativa, “Gran Capitolo della Luce”; e, ancora, della riunione definita “la presentazione di Gesù al Tempio”, tenuta presso la suggestiva Badia di Orvieto. Resta una domanda: quali sono le vere finalità di questa organizzazione? I cavalieri templari affermano che il loro unico fine è quello della beneficenza, ma se si scorre uno dei loro bilanci, si scopre, con non poca sorpresa, che i fondi messi a disposizione per opere caritatevoli ammontano appena al 7% del totale, su un bilancio che vede uscite per 80.000 euro.
Gran parte dei fondi sono utilizzati per spese “di rappresentanza” o “istituzionali” o di “segreteria e per materiali”. Ma se i cavalieri mettono a disposizione di bisognosi solo il 7% dei loro averi, qual è la loro vera natura e qual è il loro vero scopo?

Leonardo Piccini