A.Cuz., la Repubblica 28/2/2012, 28 febbraio 2012
ROMA - «Una vera falange macedone contro il governo». La vuole organizzare Luca Zaia, che ha diffidato il tesoriere del Veneto - Unicredit - dall´obbedire a una norma contenuta nel decreto liberalizzazioni
ROMA - «Una vera falange macedone contro il governo». La vuole organizzare Luca Zaia, che ha diffidato il tesoriere del Veneto - Unicredit - dall´obbedire a una norma contenuta nel decreto liberalizzazioni. Il governatore leghista considera l´obbligo di trasferire il 50 per cento della liquidità degli enti locali alla nuova tesoreria unica dello Stato un esproprio. Una forma di appropriazione indebita. Un abuso. E chiede ai Comuni di seguirlo nella battaglia. La Regione ha già fatto un esposto alla Corte Costituzionale, e un ricorso al Tar di Venezia perché ordini alla banca di non trasferire le risorse fino alla pronuncia della Consulta. Infine, ha diffidato lo stesso Unicredit dal farlo senza il permesso del governatore. Non si tratta di spiccioli: il Veneto ha una liquidità di 8 miliardi di euro. Le Province, un miliardo di euro. I Comuni, 9 miliardi. E quindi, protesta anche l´Anci: «Abbiamo sollecitato le Regioni a fare ricorso alla Consulta. È grave che il provvedimento non sia stato nemmeno concertato», dice il presidente Graziano Delrio. Si ribella l´Upi: «Il governo prende le nostre risorse per fare cassa», lamenta Giuseppe Castiglione. Mentre il presidente della Conferenza delle Regioni Vasco Errani chiede che «si faccia un programma di riforme costituzionali e lo si segua. Ma non contenga la tesoreria unica né il meccanismo automatico di commissariamento degli enti locali». Il senatore leghista Massimo Garavaglia racconta che - al Senato - Mario Monti ha preso nota della questione: «Il premier uscendo mi ha detto: "Ci sono tante penne al governo, qualcuno se ne occuperà"». Nel frattempo, la lente cade su quello che il centrista Antonio De Poli definisce il vero problema, il patto di stabilità: «Per colpa dei suoi vincoli le risorse degli Enti territoriali restano chiuse a chiave nelle tesorerie». Stessa denuncia dell´assessore veneto al Bilancio Roberto Ciambetti: «Una legge cervellotica impedisce le spese, e ora ci chiedono il salvadanaio». (a. cuz.)