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 2012  febbraio 27 Lunedì calendario

SCHEDONE

The Artist di Michel Hazanavicius (leggi bio in frammenti 1539519 )

Oscar. 84esima edizione. Presentati al Kodak Theatre di Los Angeles da Billy Cristal (alla sua nona conduzione).
Oscar. The Artist che ha portato a casa cinque statuette per miglior film, miglior regia a Michel Hazanavicius, miglior attore protagonista a Jean Dujardin, migliore colonna sonora a Ludovic Bource, migliori costumi a Mark Bridges (le candidature erano 10) (http://cinema.excite.it).
Scommesse. Per i bookie (agenzie di scommesse) esteri la pellicola era favorita per il premio al Miglior Film (1,05), al Miglior Attore (1,67) e alla Migliore regia (1,13) mentre l’en plein dei riconoscimenti nelle 5 categorie più importanti si gioca a 7,00.
Mereghetti. «Una prima volta che però non è stata una sorpresa visto che The Artist aveva praticamente fatto incetta di tutti i premi ovunque si fosse presentato, dai Bafta (gli Oscar europei) ai Golden Globe (i premi della stampa estera). Solo a Cannes, dove era stato presentato in prima mondiale (entrato in concorso dopo essere stato annunciato inizialmente fuori) non era stato ricompensato con il massimo riconoscimento (andato a The Tree of Life di Malick, uscito invece senza premi da questa edizione degli Oscar) ma i bene informati avevano assicurato che fosse proprio questo il film preferito dal presidente della giuria Robert De Niro, “costretto” poi dagli altri giurati a retrocedere dalle sue idee». (Paolo Mereghetti, Corriere.it 27/2/2012)
Sarko. Entusiasta per il trionfo di The Artist Nicolas Sarkozy, che se ne prende parte del merito: è «testimonianza dell’eccezionale vitalità del nostro cinema e del successo della politica del governo a favore di questa importante industria». Ma la tradizione di sostenere la settima arte, da parte delle autorità francesi, viene da lontano, e sicuramente non è nata con la vittoria elettorale dell’attuale presidente. (Claudia Morgoglione, Repubblica.it 27/2/2012)
Dujardin. Jean Dujardin, soprannominato il George Clooney francese, ha battuto il vero Clooney nella corsa all’Oscar come miglior attore: «Io amo il vostro paese» ha detto Dujardin rivolto alla platea dopo aver ritirato la preziosa statuetta. Guardando la parata di stelle di Hollywood in sala ha poi aggiunto: «Così tanti di voi qui stasera mi hanno ispirato». L’attore francese ha poi individuato nella stella del cinema muto Douglas Fairbanks il suo autentico ispiratore. (LaPresse/AP, 27/2/2012)

Dujardin/2. Jean Dujardin è stato protagonista di una polemica, per i poster pubblicitari del suo ultimo film Les Infideles, che riprendono l’attore mentre tiene una donna per le gambe (all’aria). La didascalia che accompagna il poster è «sto andando a un incontro».

Dujardin/3 Durane le riprese del film Jean Dujardin ha vissuto in un’isolata casetta degli anni Trenta sulle colline di Hollywood. (Imdb.com)

Fotogrammi. The Artist ha praticamente vinto tutto quello che c’era da vincere (Globes, Bafta, Cesar, etc...) [...] Un’opera realizzata alla maniera di quasi cent’anni fa: una pellicola girata in 22 fotogrammi al secondo, accelerata in post-produzione, per restituire al pubblico di oggi il dinamismo dei vecchi film degli anni ’20; la riscoperta delle didascalie e la scoperta di quante possibilità espressive fossero insite nel loro abbinamento alle immagini; il recupero del gesto, del volto, della mimica, alla loro pienezza semantica, alla qualità di segni autosufficienti. [Fonte: Il Sole 24 Ore 27/2; cura di Cinematografo.it]

Balletti. Tutte le scene di ballo sono state interpretate dagli attori stessi. (Imdb.com)

Balletti/2. Jean du Jardin e BérPnice Bejo hanno provato per 5 mesi ogni giorno negli stessi studi dove Debbie Reynolds e Gene Kelly si sono preparati per Singin’in the Rain. «È stato molto duro. È anche adesso quando guardo il film non riesco a credere a quanto eravamo veloci. Alle volte mi pare che mi facciano ancora male i piedi» (Originale: «It was really hard," remembers Bejo, "and even now when I look at the movie I can’t believe how fast we’re doing it. Sometimes it’s like my feet still hurt»)

Ribadire. The Artist non dice nulla che non sia stato raccontato già – Cantando sotto la pioggia di Stanley Donen e Viale del tramonto di Billy Wilder costituiscono due autorevoli precedenti – ma il punto è proprio questo, la capacità di ribadire in forme tecnologicamente antiquate (ma di una contraffazione tutta nuova, diversa da quella digitale) la natura artificiosa e ripetitiva del cinema, il meccanismo autogenerativo, la vocazione a fare e disfare se stesso continuamente. (Fonte: Il Sole 24 Ore 27/2; cura di Cinematografo.it)

Vecchia. «I cinque Premi Oscar al film The Artist? Sono felice per il cinema europeo, ma soprattutto per il cinema francese. Un film grandioso, coraggioso, tutto in bianco e nero, un’idea diversa, anche se vecchia come il mondo. Sono felice per tutti coloro che l’hanno realizzato» (Edwige Fenech). (Adnkronos 27/2/2012)
Passato. Hazanavicious (regia) & co. hanno realizzato un perfetto calco del passato che ha la malizia – nell’impasto spudorato di falsificazione e riciclaggio – del gusto post-moderno. [Fonte: Il Sole 24 Ore 27/2; cura di Cinematografo.it]

The Artist. Il film è ambientato nella Hollywood del 1927. Protagonista del cuore pulsante del cinema americano è Georges Valentin, divo del cinema muto che, dopo il suo periodo d’oro, accusa il colpo con l’avvento del cinema sonoro che decreterà il suo tramonto. Intanto sta emergendo una giovane comparsa, Peppy Miller. Le loro vite si incroceranno, scontreranno e accomuneranno in una storia avvincente ed emozionante. Nel cast oltre a Dujardin, anche Bérénice Bejo, John Goodman, James Cromwell, Missi Pyle, Penelope Ann Miller, Malcolm McDowell. (http://cinema.excite.it)
Muto A proposito del desiderio di fare un film muto il regista, Michel Hazanavicius commenta: «Dico che era una fantasia più che un desiderio perché ogni volta che ne parlavo suscitavo solo reazioni divertite e non venivo mai preso davvero sul serio. In seguito, il successo dei due film OSS 117 ha fatto sì che la medesima frase “vorrei fare un film muto” non fosse più recepita allo stesso modo”». (http://cinema.excite.it)
Muto/2 Il regista, che viene dalla tv, non era molto conosciuto nella stessa Francia, e poi i riferimenti colti (da Hitchcock a Lang, da Lubitsch a Murnau fino a Billy Wilder) annunciati in questo lungometraggio dallo stesso Hazanavicius. Ma incredibilmente, nonostante tutto questo, i 100 minuti di un film muto, ma pieno di musica, volano tra risate e commozione proprio come accadeva per i melò degli anni Venti hollywoodiani. (Francesco Gallo, Ansa.it)
Muto/3. Era dal 1929 che un Oscar non andava a un film muto. (Andrea Cortellari, ilgiornale.it 27/2)
Documenti. Il regista è arrivato alla realizzazione di questa opera dopo essersi documentato sul cinema hollywoodiano del tempo. (http://cinema.excite.it)
Protagonisti. La pellicola, la storia, sono state pensate e ragionate avendo come punto di riferimento proprio gli attori protagonisti, Jean Dujardin e Bérénice Béjo. (http://cinema.excite.it)
Protagonisti/2. Francesco Gallo (su Ansa.it): «Ma segnalata anche l’interpretazione di un attore a quattro zampe (un jack russell terrier) che per tutto il film è il compagno fedele di Valentin ed è perfetto anche per dire una delle battute cult di The Artist: “è un cane a cui manca solo la parola”».
Cane. Il ruolo di Jack è stato interpretato da tre Jack Russell Terriers: Uggie; Dash; e Dude. Uggie è quello che ha girato più scene. Tutti e tre i cani sono stati tinti prima dell’inizio del film per avere gli stessi colori. (Imdb.com)
Sceneggiatura. Michel Hazanavicius racconta di quando ha proposto la parte a Jean Dujardin: «Vorrei che lo interpretassi tu, ma non sentirti in alcun modo obbligato! Se non ti dice niente, se non lo senti, se non ne hai voglia, non c’è problema. L’ha letta (la sceneggiatura, ndr) molto velocemente su un treno che lo portava nel sud della Francia e all’arrivo mi ha telefonato per dirmi che gli piaceva moltissimo e che voleva fare il film!». (http://cinema.excite.it)

Cinema muto da Wikipedia. Ufficialmente i film muti vanno dal 1895 agli anni Venti. Con il film Il cantante di jazz di Alan Crosland con Al Jolson del 1927, il primo film sonoro, viene definita la fine del cinema muto, anche se alcuni attori recitarono film muti ancora per qualche anno.

• Film muto con maggiore incasso negli Usa (lista stilata da Variety nel 1932): La nascita di una nazione (1915), di David Wark Griffith, con 10 milioni di dollari.
• Diversi cineasti hanno reso omaggio all’era del film muto: Jacques Tati con Le vacanze di Monsieur Hulot nel 1953; Mel Brooks con L’ultima follia di Mel Brooks (dal titolo originale di Silent Movie) nel 1976, in cui, simbolicamente, l’unica parola del film è pronunciata dal mimo Marcel Marceau. Nel 2011 è uscito The Artist, film muto diretto da Michel Hazanavicius. (Fonte: Wikipedia)
Box office. Budget: $15,000,000 (estimated) – Opening Weekend: $204,878 (USA) (27 November 2011) (4 Screens); €60,286 (Belgium) (16 October 2011) (24 Screens); €2,258,297 (France) (16 October 2011) (295 Screens); €82,849 (Italy) (11 December 2011) (22 Screens); €37,030 (Netherlands) (27 November 2011) (19 Screens); €200,777 (Spain) (18 December 2011) (18 Screens). (Imdb.com)

Scheda del film (da Comingsoon):
Trama del film The Artist: Il film The Artist si svolge a Hollywood nel 1927. Georges Valentin è un divo del cinema muto. La vita sembra sorridergli finché l’avvento dei film sonori lo condannerà all’oblio. Peppy Miller, giovane comparsa, sta invece per esssere lanciata nel firmamento delle star. Il film racconta i loro destini incrociati.
Uscita Cinema: 09/12/2011
Genere: Commedia, Drammatico, Sentimentale
Regia: Michel Hazanavicius
Sceneggiatura: Michel Hazanavicius
Attori: Jean Dujardin, Bérénice Bejo, John Goodman, James Cromwell, Missi Pyle, Penelope Ann Miller, Malcolm McDowell
Ruoli ed Interpreti:
Fotografia: Guillaume Schiffman
Montaggio: Tariq Anwar
Musiche: Ludovic Bource
Produzione: La Petite Reine in coproduzione con Studio 37 e France 3 Cinéma
Distribuzione: BIM Distribuzione
Paese: Francia 2011
Durata: 100 Min
Formato: B/N
Critica: Come i grandi film che Hollywood non sa più darci, con il loro carico di emozione pura e glamour assoluto, The Artist compie il suo miracolo lasciando lo spettatore contento e stupito, con la voglia, probabilmente, di rivederlo ancora una volta. In mancanza della voce lo sguardo torna protagonista e il cinema, «che è diventato piccolo» come diceva Gloria Swanson, riacquista le sue giuste dimensioni. (Daniela Catelli)
Note: Vincitore del Premio per il miglior attore (Jean Dujardin) al Festival di Cannes 2011. Premio Oscar 2012 per miglior film, regia, attore, costumi e colonna sonora.:
(Fonte: Coming soon)

Scheda di Maria Mancuso
THE ARTIST di Michel Hazanavicius, con Jean Dujardin, Bérénice Bejo, John Goodman, James Cromwell
Il bastian contrario si trova sempre. Nel caso di “The Artist” lo abbiamo scovato su Slate: neanche la sufficienza, quando tutti danno dieci e lode. Come dire: “Giù le mani dal cinema muto, puro e sublime” (il parlato avrebbe degradato l’Arte a Commercio). Le domande che nessuno si fa mai, in vista delle future avanguardie che cercheranno di riportare l’arte sullo schermo, sono le seguenti. Primo: “Perché anche quando servivano le didascalie, i personaggi parlavano?”. Secondo: “Perché quando si sarebbe potuto facilmente trasformare il cinema in un’installazione, i registi si ostinavano a raccontare storie?”. Risposta a entrambe le domande: perché il cinema è spettacolo, viene dal circo Barnum e non dai musei. Deve incantare, rallegrare, mettere di buon umore, mostrare cose mai viste. Come questo film muto fuori tempo massimo, girato da un regista francese per spettatori che forse un film con le didascalie non l’hanno mai guardato. Deve essere un pacco regalo, con fiocco e cura dei particolari, che qui sono il tip tap, il Jack Russell, i polpacci e le pettinature di Bérénice Bejo, il sorriso e i baffetti sottili e la maschera da Fantomas di Jean Dujardin, già candidato all’Oscar come migliore attore. Deve avere una bella storia, romantica e melodrammatica. E se non piace ai filologi che il cinema lo studiano invece di goderselo, ce ne faremo una ragione.

Leggi anche
• da frammenti:
1545732 (Francesco Piccolo, la Lettura (Corriere della Sera) 12/02/2012) e la risposta di Stenio Solinas (il Giornale 14/2/2012) 1545721
1541440 Stefano Salis, Domenica-Il Sole 24 Ore 24/12/2011 parla dei titoli di testa
1539318 (recensione dal Foglio)
1539519 (bio regista)
1539318 (recensione dal Foglio)
• Tutti gli errori del film (in inglese):
http://www.imdb.com/title/tt1655442/trivia?tab=gf
• Tutte le statuette vinte:
http://www.quellicheilcinema.com/news_detail.php?ptrnews=3483