Marco Ansaldo, la Repubblica 25/2/2012, 25 febbraio 2012
I salesiani scatenano la controffensiva "È il tracollo dell´istruzione cattolica" – CITTÀ DEL VATICANO - Vaticano in prudente silenzio, Conferenza dei vescovi italiana senza commenti, ordini religiosi idem
I salesiani scatenano la controffensiva "È il tracollo dell´istruzione cattolica" – CITTÀ DEL VATICANO - Vaticano in prudente silenzio, Conferenza dei vescovi italiana senza commenti, ordini religiosi idem. Quando nel tardo pomeriggio le agenzie di stampa hanno diffuso le nuove norme sul pagamento dell´Ici/Imu da parte della Chiesa, il fronte dei vertici ecclesiastici è stato rotto in modo eclatante solo dai salesiani. L´ordine a cui appartiene, con orgoglio, il segretario di Stato della Santa Sede, il cardinale Tarcisio Bertone. Tra organismi religiosi è noto il detto - pronunciato non tanto come una critica, ma sempre con una carica di forte simpatia - che «i salesiani sono casinisti». Eppure ieri la posizione presa dal loro Superiore regionale in Italia, don Pierfausto Frisoli, ha scompaginato l´apparenza di una realtà cautamente compatta, che attendeva prima di esprimersi un´analisi punto per punto del testo integrale dell´emendamento. Un fronte su cui lo stesso governo aveva lavorato molto, nel tentativo di far digerire le regole che sarebbe andato a modificare. Il padre Superiore però non ha perso tempo, e ha fatto dettare a giornali e agenzie un comunicato duro, zeppo di articoli e leggi, nel quale si sostiene infine che l´applicazione della tassa alle scuole paritarie non è «nè giusta, nè equa». Spiega a voce don Alberto Zanini, che dei salesiani è il segretario nazionale delle scuole (140 in Italia), oltre che direttore a Torino dell´istituto intitolato a Edoardo Agnelli: «Se davvero imponessero queste tasse sulle nostre scuole, noi chiuderemmo. Sopravvivere ci sarebbe impossibile, perché noi con le sole rette non ce la facciamo. Sono basse: parliamo di 3.300 euro all´anno per medie e superiori. Ma adesso, se finiamo per essere considerati alla stregua di attività commerciali, come se le rette ci arricchissero, dovremmo chiudere. Con quei soldi riusciamo solo a pagare professori, personale, riscaldamento. Ora, un´Ici così significa il tracollo della scuola cattolica. Perché vorrebbe dire che non siamo riconosciuti come servizio pubblico, ma come fonte di guadagno. Però un conto è parlare degli alberghi gestiti dalle suore. Un altro sono le scuole. Si salveranno quelle regioni come Trentino, Lombardia, Friuli, dove vengono assegnati dei buoni di 1000-2000 euro per andare nelle scuole cattoliche. Ma per il resto d´Italia sarà un disastro. Questa Ici è pazzesca, insostenibile». Nessuna protesta invece da altri fronti, ad esempio i gesuiti. Dice padre Federico Lombardi, che ne è un esponente di punta, oltre che portavoce vaticano: «La realtà scolastica dei salesiani non si può certo paragonare come dimensioni a quella nostra, anche se abbiamo una grande tradizione di istituti molto qualificati. Non penso che il nostro padre Provinciale prenderà posizione sull´argomento. Non c´è da aspettarsi una mobilitazione, né credo che faranno una battaglia». Lombardi afferma che anche in Vaticano, sul tema, la situazione «è tranquilla». Nessuna reazione ufficiale dalla Conferenza episcopale italiana. Quel che c´era da dire, fanno notare i vescovi, è stato già detto. Certo, la decisione del Consiglio dei ministri di incardinare l´emendamento annunciato nel decreto legge sulle liberalizzazioni è un´accelerazione a un iter parlamentare che negli ultimi giorni era sembrato meno spedito. Ma ciò non significa che gli uomini del cardinale Angelo Bagnasco siano rimasti sorpresi. A Palazzo Chigi sono invece piuttosto sorpresi per la posizione assunta dal Superiore dei salesiani. «Stanno compiendo un errore clamoroso - commenta una fonte di governo - alzano un polverone che farà piacere solo ai radicali». Da parte della Chiesa, si sostiene, non c´è nessuna bocciatura od ostilità verso le norme, che sono state varate a firma dello stesso Mario Monti. Ma solo la necessità di capire esattamente come verranno applicate. E si fa rilevare nel caso specifico dell´istruzione, che se vi è la presenza di un´attività commerciale, volta cioè a produrre profitto, allora l´Ici dovrà essere pagata. Se invece «l´attività commerciale è relativa solo allo studio è chiaro che non si pagherà perché non si tratta di attività commerciale». Un risultato l´Ici di Monti sembra comunque averlo portato: quello di aver unito nel silenzio non ostile nei confronti del governo tanto la Cei quanto la Santa Sede.