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 2012  febbraio 26 Domenica calendario

LA TOGA CHE HA SFIDATO PURE IL TRIBUNALE: «È MEGLIO L’AZZARDO CHE RASSEGNARSI» —

«Per me pm sarebbe più comodo accettare che questo processo, al quale dopo il cambio di legge sulla prescrizione resta un solo anno di vita, si spenga udienza dopo udienza come una fiammella. E invece ritengo sia dovere dell’accusa sostenere l’azzardo di una decisione nel merito, la sfida della pretesa punitiva dello Stato, piuttosto che rassegnarsi a che sul processo cada la pietra tombale della prescrizione, una nuova soluzione perdonistica che lascerebbe ombre anche su Berlusconi». È la requisitoria finale la settimana scorsa del pm Fabio De Pasquale? No, è il suo esordio al processo 5 anni fa, il 13 aprile 2007. E rende l’idea della pervicacia con la quale questo 53enne magistrato — spigoloso ma oggettivamente pm delle prime condanne definitive di Craxi (nel processo per le tangenti pagate dalla Sai di Ligresti in un contratto Eni) e del banchiere Chicchi Pacini Battaglia (sgusciato invece da altre indagini di Mani Pulite), sempre accostato al suicidio in carcere del presidente Eni Gabriele Cagliari benché ispezioni ministeriali e indagini penali l’abbiano prosciolto — ha cercato fino all’ultimo di sottrarre il processo Mills alla prescrizione, in quella che i suoi colleghi raccontano ami chiamare per scherzo «operazione Lazzaro». Uno zelo che l’ha condotto a criticare la regola dei processi di Berlusconi solo al lunedì, per mesi accettata dall’intero tribunale milanese su offerta della difesa (in cambio della non opposizione di sistematici legittimi impedimenti) e dopo una riunione dei giudici dei 4 processi con la presidente Livia Pomodoro. Scintille non sono mancate con la presidente del processo Mills, Francesca Vitale, ad esempio già il 27 febbraio 2010 di fronte alle doglianze del pm per un rinvio secco di un mese: «Vedo che il pm si accascia sulla sedia, ma noi tre giudici abbiamo molti altri dibattimenti in corso: possiamo portargli i nostri calendari d’udienze, e se lui è capace di meglio...». Il 23 maggio il pm lamenta che «far passare un mese, senza bloccare la prescrizione, mi pare contrario alle legge», e la giudice si irrita: «Vorremo non avere più sollecitazioni. Questo (del pm, ndr) è un punto di vista che pone molte pietre, e dubbi, sul lavoro che sta facendo il tribunale, che ha lavorato anche sabato e domenica». Ma quando lo scorso 26 gennaio la giudice spende un «tranquillamente» a proposito del calendario di udienze, De Pasquale insiste: «Io apprezzo la sua tranquillità, presidente, ma non sono tanto tranquillo. Perché sarebbe un disastro se questo processo si dovesse concludere senza una sentenza». Quello che infine è successo: niente resurrezione per il Lazzaro-giudiziario del processo Mills.
Luigi Ferrarella