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 2012  febbraio 25 Sabato calendario

METODO FORNERO: ORA LE VOSTRE PROPOSTE — C’è

stato un momento in cui al tavolo della trattativa sul mercato del lavoro, che è in corso tra governo e parti sociali dal 23 gennaio per riformare la materia, il presidente degli industriali, Emma Marcegaglia e il leader della Cgil, Susanna Camusso, le hanno dato del «tu». Ma è durato qualche giro di tavolo, poi Elsa Fornero è tornata a essere per tutti il ministro del Lavoro e la presa di distanza rispetto alla sua linea è stata sancita dal ritorno al più formale «lei».
Ma non solo, a giudicare dallo stallo attuale del negoziato, incagliatosi sullo scoglio dell’articolo 18. Anche se ieri il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, che aveva fatto balenare l’ipotesi di non appoggiare il governo in assenza di un’intesa con i sindacati, si è detto più «ottimista» sulla possibilità di raggiungerla. «Vogliamo la riforma — ha chiosato il segretario dell’Ugl, Giovanni Centrella — ma non a perdere».
Del resto Fornero non fa mistero di amare un certo stile che ormai tutti identificano con quello della professoressa, quale del resto è, presso l’Università di Torino. «La Fornero fa la maestrina» l’ha più volte punzecchiata il segretario della Cisl, Raffaele Bonanni, spesso spalleggiato dal leader della Uil, Luigi Angeletti. Lei, il ministro, ci gioca anche un po’. Due tavoli fa, per richiamare i presenti al silenzio, non ha esitato a redarguirli come avrebbe fatto in un’aula universitaria: «Ma oggi siete veramente indisciplinati!».
Non è stato facile per le controparti adeguarsi: il suo predecessore, per dire, Maurizio Sacconi, aveva un approccio ben più sanguigno al negoziato, con tanto di sfuriate e abbandoni di tavolo, rimasti memorabili. Fornero invece ha un suo metodo che, di incontro in incontro, si fa sempre più chiaro e intellegibile. Del primo incontro, a palazzo Chigi, alla presenza del premier, è rimasta impressa alle parti la lettura di un documento di otto pagine con le linee guida del governo, una piattaforma poi ritirata perché rischiava di compromettere il negoziato sul nascere.
Poi il ministro si è fatto più cauto, cautissimo. Giovedì scorso, Fornero ha esordito chiedendo ai numerosi presenti, in particolare a quelli seduti «alle seconde e alle terze file» (ma avrebbe potuto dire banchi), di non far trapelare nulla di quanto detto tra le parti. Un richiamo a quanti, tra i presenti, avevano preso l’abitudine di informare minuto per minuto, via sms, le agenzie di stampa sull’andamento del confronto. «Stupiremo tutti per una volta» avrebbe detto, secondo quanto appuntato da una penna «infedele».
Al termine dell’incontro, Fornero ha proposto uno schema di lavoro che ha ricordato molto i vecchi «compiti a casa»: «Ci prendiamo fino a martedì per ricevere tutti i vostri documenti. Sulla base di questi faremo una "tabella sinottica" con le posizioni del governo e delle parti sociali». Il quadro d’insieme, proposto dal ministro, dovrebbe diventare la base di una prima discussione tra tecnici delle parti, «senza bisogno di telecamere e di presenze quotidiane». Un metodo inedito. «Ma possiamo evitare di mettere le nostre sigle sotto le proposte di ciascuno?» avrebbe chiesto il presidente dell’Abi (associazione delle banche), Giuseppe Mussari, forse preoccupato della divulgazione della tabella.
Ma Fornero ha tirato dritto e rivolgendosi a tutti, ma guardando il ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera, seduto al suo fianco, si sarebbe sincerata: «Condividete questa impostazione?». «Ho scelta?» avrebbe scherzato il collega. «Se avesse un’idea migliore la condivideremmo» ha tagliato corto Fornero. Poi la campanella è suonata.
Antonella Baccaro