25 febbraio 2012
APPUNTI PER GAZZETTA. BERLUSCONI PRESCRIZIONE AL PROCESSO MILLS
REPUBBLICA.IT
MILANO - Silvio Berlusconi, imputato per corruzione in atti giudiziari, è stato prosciolto per prescrizione dai giudici della decima sezione penale del Tribunale penale di Milano, al termine del processo sul caso Mills. Il dibattimento è durato cinque anni.
Questo significa che i giudici non hanno ravvisato le condizioni per assolvere l’imputato perché, in quel caso, avrebbero dovuto farlo con la formula più favorevole. Il pubblico ministero aveva chiesto 5 anni di reclusione.
Respinta quindi la tesi esposta dalla pubblica accusa che in una memoria depositata nei giorni scorsi sosteneva l’impossibilità di sottoporre a indagine l’avvocato inglese David Mills 3 già nel 1995, come sostiene la difesa di Berlusconi nel chiedere la prescrizione, perché solo a distanza di anni si scoprì
che il legale inglese creatore del sistema offshore utilizzato dalla Fininvest aveva falsificato documenti a favore del gruppo. La tesi dei legali dell’ex premier è sempre stata, invece, che se Mills fosse stato indagato nel 1995 e sentito in tale veste, poi non sarebbe stato possibile accusarlo di falsa testimonianza e corruzione in atti giudiziari.
"Inutile commentare..." E’ stata l’unica riposta data ai giornalisti dal pm Fabio De Pasquale dopo la lettura in aula del verdetto. Insoddisfatta anche la difesa di Berlusconi, che oggi non era presente in tribunale. "Impugno tutta la vita una sentenza così", ha detto Piero Longo, uno dei legali del leader del Pdl.
(25 febbraio 2012)
SCHEDA: COS’E’ LA PRESCRIZIONE 1 - TUTTI I PROCESSI 2
Nel diritto penale la prescrizione estingue il reato dopo un determinato periodo di tempo trascorso dal momento in cui è stato commesso. E’ un istituto che risponde a un principio di economia, evita cioè che il sistema giudiziario continui a impegnare risorse per perseguire un reato commesso troppo tempo prima e per il quale risulta meno sentita socialmente l’esigenza di tutela. E’ una garanzia anche per l’imputato, perché col passare del tempo ha più difficoltà a recuperare fonti di prova a suo favore.
COME SI CALCOLA?
La prescrizione si calcola aumentando di un quarto la pena massima stabilita dal codice per un reato. Ad esempio per la corruzione in atti giudiziari, di cui è accusato Berlusconi nel processo Mills 1, la pena prevista è di otto anni di detenzione. Otto anni (la pena) più due (un quarto della pena) porta a dieci anni il tempo di prescrizione. Il perno della normativa è l’articolo 157 del codice penale, modificato con molte polemiche nel 2005 con la cosiddetta legge "ex Cirielli", che ha accorciato di molto i termini. Una legge secondo molti ad personam a favore dell’allora premier Berlusconi e dell’ex senatore, e suo braccio destro, Cesare Previti. La prescrizione non equivale ad un’assoluzione con formula piena, anche se gli effetti per l’imputato sono praticamente gli stessi. I reati che prevedono l’ergastolo non
sono prescrittibili.
LA PRESCRIZIONE NEL PROCESSO MILLS
Berlusconi è accusato di aver corrotto l’avvocato inglese David Mills con 600 mila dollari, trasferiti sul suo conto nel 1999 attraverso il defunto manager di Fininvest Carlo Bernasconi. Secondo la procura milanese, erano un "ringraziamento" nei confronti di Mills per avere testimoniato il falso in due processi a Milano nel 1997 (tangenti Fininvest alla Guardia di Finanza) e 1998 (All Iberian).
I dieci anni per la prescrizione del reato cominciano dunque dal febbraio 2000, secondo il capo d’imputazione messo in piedi per Berlusconi dal pm milanese Fabio De Pasquale. Ma il calcolo è diventato fumoso e complesso a causa delle interruzioni dovute al "Lodo Alfano" e al "legittimo impedimento": secondo De Pasquale (che ha chiesto la condanna a cinque anni per Berlusconi) la prescrizione interverrebbe tra il 3 maggio e il 17 luglio di quest’anno, secondo la difesa del Cavaliere il tempo del processo è già scaduto tra l’8 gennaio e il 3 febbraio.
PROCESSO MILLS, UN PERCORSO A OSTACOLI
L’avvocato Mills finisce nel registro degli indagati a Milano l’8 luglio del 2002, la richiesta di rinvio a giudizio per lui e Berlusconi viene firmata da De Pasquale il 10 marzo 2006. La prima udienza si svolge il 13 marzo 2007. Ma già dopo un anno, il 23 luglio 2008, arriva il primo stop perché il Parlamento approva il Lodo Alfano, che sospende i processi penali per le alte cariche dello Stato. Quindi per Berlusconi. Per Mills invece il processo prosegue, e arriva la condanna a quattro anni e mezzo (reato confermato ma prescritto in Cassazione). In questa storia dunque c’è di certo un corrotto, l’avvocato David Mills. E il corruttore o presunto tale?
Il processo per l’ex premier segue tutta un’altra strada. La Consulta, il 7 ottobre del 2009, cancella il Lodo Alfano giudicandolo incostituzionale. Berlusconi torna imputato, ma il 7 aprile 2010 il centrodestra approva la legge sul "legittimo impedimento", che gli permette di non essere in aula, giustificando l’assenza con impegni istituzionali. Anche questa legge verrà bocciata dalla corte Costituzionale. Il processo riprende l’11 marzo 2011, quando ormai ci sono una manciata di mesi per arrivare alla sentenza di primo grado prima che cali la scure della prescrizione. Sono mesi in cui in Parlamento si discute di accorciare ulteriormente i termini della prescrizione (la cosiddetta prescrizione breve), in aula si prende tempo. Gli avvocati di Berlusconi, Longo e Ghedini, allungano la lista dei testimoni e fanno due istanze di ricusazione. Vengono rigettate entrambe, ma si dimostreranno utilissime per guadagnare giorni preziosi, verso il traguardo della prescrizione del reato.
LE "ALTRE VOLTE" DI BERLUSCONI
Già altre cinque volte Berlusconi si è salvato grazie alla prescrizione. Nel processo All Iberian 1 la condanna in appello a due anni e nove mesi a suo carico per finanziamento illecito a Craxi è stata confermata ma dichiarata prescritta il 22 novembre 2000 dalla Cassazione per decorrenza di termini.
Nel processo sul Lodo Mondadori per Berlusconi è intervenuta la prescrizione per il reato di corruzione semplice, così come è stato prescritto il reato di falso in bilancio nel processo Lentini (versamento in nero di una decina di miliardi di lire dalle casse della squadra di calcio del Milan a quelle di Torino, per l’acquisto del calciatore Gianluigi Lentini). La decorrenza dei termini ha protetto Berlusconi dall’accusa di falso in bilancio e appropriazione indebita in altri due casi, legati a irregolarità nei bilanci di Finivest.
(25 febbraio 2012)
Corruzione in atti giudiziari per l’affare Mills, fondi neri per i diritti tv Mediaset, appropriazione indebita nell’affare Mediatrade. Le ipotesi dei magistrati, le accuse e i reati commessi: sono tre i processi ancora aperti a carico del Cavaliere di EMILIO RANDACIO
L’ANALISI 2
Quella superprescrizione
per gli incubi del Cavaliere
I tre processi scadrebbero nel 2012 (Mills), 2014 (Mediaset) e 2019 (Mediatrade). Legali e parlamentari Pdl sono da anni alla ricerca della "mannaia" giusta per accorciare i tempi che "ucciderebbero" i dibattimenti. Ora l’hanno trovata: varrà solo per gli incensurati di LIANA MILELLA
IL CASO 3
B. e il teorema della "persecuzione giudiziaria"
La scheda-video: Il processo Mills in 4 minuti
Nel 2006 Berlusconi e David Mills vengono rinviati a giudizio per corruzione. Per il legale inglese la condanna nel 2009, seguita dall’annullamento della Cassazione. Per il Cavaliere il procedimento è ancora in corso. Nel 2012 scatta la prescrizione. Le tappe e la corsa contro il tempo dei magistrati per evitare la prescrizione nella scheda video DI FABIO TONACCI
LA SCHEDA-VIDEO 4
Fondi neri Mediaset
Storia di un processo
Fondi neri Mediaset Storia di un processo
L’accusa per Silvio Berlusconi è di appropriazione indebita e frode fiscale. Il reato oggi rischia la prescrizione. Dal rinvio a giudizio alle ultime fasi del processo
LA SCHEDA-VIDEO 5
Inchiesta Mediatrade
In lotta contro il tempo
Inchiesta Mediatrade In lotta contro il tempo
A Silvio Berlusconi i pm milanesi contestano i reati di appropriazione indebita e frode fiscale. Le ipotesi dei magistrati sull’utilizzo e la creazione dei fondi neri all’estero
CORRIERE.IT
MILANO - Dopo 5 anni di dibattimento, Silvio Berlusconi, accusato di corruzione in atti giudiziari, è stato prosciolto dai giudici della decima sezione penale del tribunale di Milano, confermando le attese della vigilia. Prosciolto per prescrizione dall’accusa di avere corrotto il testimone David Mills. Questo significa che i giudici non hanno ravvisato le condizioni per assolvere l’imputato perché, in quel caso, avrebbero dovuto farlo con la formula più favorevole. Il pubblico ministero aveva chiesto 5 anni di reclusione.
Accolta la richiesta degli avvocati, Niccolò Ghedini e Piero Longo, di assolvere l’ex premier «perché il fatto non sussiste». «Non ci sono prove, agite senza timore», hanno affermato rivolgendosi ai giudici (Francesca Vitale, Antonella Lai e Caterina Interlandi) prima di riunirsi in camera di consiglio. «Inutile commentare...», è stata l’unica riposta data ai giornalisti dal pm Fabio De Pasquale dopo la lettura in aula del verdetto. Insoddisfatta anche la difesa di Berlusconi: «Impugno tutta la vita una sentenza così», ha detto Piero Longo, uno dei legali del leader del Pdl.
Berlusconi a margine di un’udienza del processo (Fotogramma) Berlusconi a margine di un’udienza del processo (Fotogramma)
IN APPELLO - Con ogni probabilità la Procura di Milano ricorrerà in appello contro la sentenza che ha dichiarato il non luogo a procedere per intervenuta prescrizione nei confronti di Silvio Berlusconi per il caso Mills. Ma, visti i 90 giorni indicati dai giudici per il deposito della motivazione e la data della prescrizione che, secondo il pm, sarebbe tra il 3 maggio e metà luglio, appare come minimo improbabile che si riesca a celebrare un giudizio di secondo grado.
LA MEMORIA DIFENSIVA - «Voglio ricordare che l’attuale capo di imputazione costituisce un radicale e profondo rimaneggiamento costruito ad arte dal pubblico ministero». È quanto scrive l’ex presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, nella sua memoria difensiva, pubblicata da Il Giornale, in merito al caso Mills in cui è imputato per corruzione in atti giudiziari. «Se un tribunale non vuole ascoltare i testimoni della difesa e ammette solo quelli dell’accusa, è ovviamente impossibile pervenire a una sentenza giusta», continua. «Ritengo di avere il diritto di aspettarmi da questo Collegio non una sentenza di prescrizione, ma invece una sentenza di piena assoluzione per non avere commesso il fatto», conclude.
L’UDIENZA DEL 15 FEBBRAIO - Secondo la memoria depositata dal pm Fabio De Pasquale, era impossibile sottoporre a indagine l’avvocato inglese David Mills già nel 1995, come sostiene la difesa di Berlusconi, perché solo a distanza di anni si scoprì che il legale inglese creatore del sistema offshore utilizzato dalla Fininvest aveva falsificato documenti a favore del gruppo. La tesi dei legali dell’ex premier è, invece, che se Mills fosse stato indagato nel 1995 e sentito in tale veste, poi non sarebbe stato possibile accusarlo di falsa testimonianza e corruzione in atti giudiziari. Nell’udienza del 15 febbraio scorso il pm ha chiesto una condanna di cinque anni per Berlusconi. Inoltre, la presidenza del Consiglio dei ministri ha chiesto che Berlusconi risarcisca 250mila euro perché il reato di corruzione in atti giudiziari già riconosciuto dalla Cassazione in questa vicenda è lesivo dell’immagine della pubblica amministrazione e della presidenza del consiglio.
IL COMUNICATO DI BERLUSCONI- «Si tratta» ha scritto l’ex capo del governo in un comunicato «di uno dei tanti processi che si sono inventati a mio riguardo. In totale più di cento procedimenti, più di novecento magistrati che si sono occupati di me e del mio gruppo, 588 visite della polizia giudiziaria e della guardia di finanza, 2600 udienze in quattordici anni, più di 400 milioni di euro per le parcelle di avvocati e consulenti. Dei record davvero impressionanti, di assoluto livello non mondiale ma universale, dei record di tutto il sistema solare». Nella nota Berlusconi fornisce la sua versione su una serie di aspetti del processo, a cominciare dalla questione della prescrizione: «Già tre anni fa il processo sarebbe caduto in prescrizione, se nel febbraio 2008 la Procura di Milano non si fosse inventata la stupefacente tesi che il reato di presunta corruzione non si perfeziona nel momento in cui il corrotto riceve i soldi dal corruttore, ma nel momento in cui comincia a spenderli! Cioè due anni dopo, proprio in tempo per far scattare in avanti i termini della prescrizione».
LONGO VUOLE IMPUGNARE
MILANO - «Una sentenza così la impugno tutta la vita» Puntava all’assoluzione l avvocato Piero Longo, uno dei difensori di Silvio Berlusconi, che così ha replicato ai cronisti lasciando l’aula del processo Mills insieme a Niccolò Ghedini dopo il proscioglimento per prescrizione dell’ex premier. Allarga le braccia il Pm Fabio De Paquale che si limita a un laconico: «Inutile commentare...». La sentenza non scalda nemmeno i milanesi e chi si attendeva la sfilata di sostenitori e detrattori del Cavaliere fuori dal palazzo di giustizia è rimasto deluso.
IL PD: SITUAZIONE PARADOSSO - A parlare per ora è la politica, con la capogruppo democratica nella Commissione giustizia della Camera, Donatella Ferranti che sottolinea come «a furia di leggi ad personam e di fantomatici legittimi impedimenti siamo al paradosso dell’ esistenza di un corrotto senza corruttore». Per l’ex ministro dell’Istruzione e deputato Pdl Maria Stella Gelmini «la prescrizione non restituisce a Berlusconi il diritto a una piena difesa per dimostrare la sua innocenza, ma rende vano e inutile l’accanimento giudiziario che ha subito e che nessuno potrà risarcire. È ora giunto il tempo di riformare la giustizia».
ALFANO NON COMMENTA - Nessun commento, per ora, da parte del segretario del Pdl, Angelino Alfano che così ha riportato la notizia su Twitter: «Caso Mills Berlusconi prosciolto per intervenuta prescrizione».