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 2012  febbraio 23 Giovedì calendario

ADDIO ALL’ARGUZIA E ALL’IRONIA DI ENZO SELLERIO

Ci mancherà Enzo Sellerio. Ci mancherà la sua arguzia, l’intelligenza tagliente. Si ricordano ancora, a Palermo, i festeggiamenti, otto anni fa, per i suoi ottant’anni. Una gran folla di amici si stringeva attorno a lui. Vari oratori si alternavano su un palchetto. Lui taceva. Non sembrava interessato. Alla fine dovette prendere la parola. Guardò la platea. Si aggiustò la giacca. Mormorò un ringraziamento. E subito dopo fece cadere addosso agli amici uno dei suoi micidiali epigrammi: «In questo Paese la destra è sinistra, e la sinistra è maldestra». Non disse altro.
Ci mancheranno le sue cartoline annuali. Arrivavano puntualissime a gennaio. Le spediva dappertutto, in Italia e all’estero. Erano anch’esse degli epigrammi. Nel gennaio del 2001 arrivò una stella cometa con la scritta «Stiamo tutti trasecolando».
Enzo Sellerio è morto ieri. Con lui scompare una delle figure più importanti della cultura italiana. Sellerio non era soltanto un grande fotografo, che ha raccontato per immagini la Sicilia più autentica. Era un grande grafico e un grande editore.
Le sue fotografie hanno graffiato la realtà. Si vede, in una, il Palazzo di Giustizia di Palermo sbarrato da tavolacci, con dei bambini che ci giocano sopra. Un cartello avverte: «Chiuso per restauro». In un’altra dei bambini giocano in mezzo alle macerie di una casa distrutta dal bombardamento, attorno a una campana di chiesa finita lì incongruamente. Su una parete si legge la parola «Dio», come a indicare l’apocalisse. Sono fotografie che scavano e rivelano. Il brancatismo è quasi un dato di folclore in Sicilia. Ma Sellerio l’ha affrontato con divertita ironia. In una foto si vede una donna affacciata a un balcone. Ha dei seni prominenti, che disegnano una grande curva nell’aria, parallela alla voluta sensuale di un ferro della balaustra. L’arguzia rivela il barocchismo siciliano che Brancati vedeva avvolgersi nei giri a spirale di un sillogismo a base sessuale.
Enzo Sellerio ha fondato l’omonima casa editrice, insieme alla moglie Elvira. Ed è stato lui a inventare lo stile grafico dei libri Sellerio: i formati, le copertine; quei formati e quelle copertine inconfondibili, che sono stati imitati in tutto il mondo. È stato anche editore in proprio, Enzo, dopo la separazione dalla moglie. Le due case editrici, quella di Elvira, e quella di Enzo, si sono trovate a coesistere sullo stesso pianerottolo: diverse e parallele; collaborative. Enzo si era specializzato in libri fotografici, che pubblicava accompagnati da saggi di grandi scrittori siciliani. E sono libri che resteranno, per bellezza grafica e serietà d’apparati. Mi viene da ricordare uno stupendo libro sulle sculture in gesso di Serpotta; di quel Serpotta che, nella casa editrice dirimpettaia, in quella di Elvira, ispirava Vincenzo Consolo e gli suggeriva il romanzo Retablo.
Mentre scrivo ho davanti un librettino. Raccoglie le fotografie che Enzo Sellerio aveva scattato alla moglie in anni diversi, inseguendola per le strade, e dentro casa con i figli Olivia e Antonio, oppure dentro le stanze della neonata casa editrice. È un omaggio alla bellezza della moglie, alla tenerezza di madre, alla sua attività editoriale. Un omaggio alla sua famiglia. Il libretto è accompagnato da un CD che contiene canzoni interpretate da Olivia. La famiglia Sellerio è stata sempre unita, nella vita e nell’arte.