Marco Valsania, Il Sole 24 Ore 23/2/2012, 23 febbraio 2012
PROVE DI ALLEANZA TRA GM E PEUGEOT
Grandi manovre transatlantiche nel settore auto: la General Motors, riconquistata la corona di primo produttore al mondo dopo crisi e ristrutturazioni, è in trattative con la francese Peugeot Citroen (Psa), la seconda casa europea delle quattro ruote, per dar vita a una nuova alleanza e meglio competere su scala globale e in particolare sul mercato del Vecchio continente.
La conferma del negoziato, che non dovrebbe prevedere acquisizioni o fusioni, è giunta dal Ministro del Lavoro di Parigi, Xavier Bertrand, informato dei colloqui su una “partnership strategica” dall’amministratore delegato di Peugeot, Philippe Varin. Un’intesa, nei piani delle aziende, dovrebbe aiutare a risolvere le difficoltà che entrambe incontrano in Europa. Il 2012 dovrebbe rivelarsi qui un anno difficile per tutto il settore, il quinto consecutivo caratterizzato da contrazioni a cominciare dal segmento delle vetture di piccola cilindrata cruciali per il marchio francese.
Peugeot, che nel Vecchio continente vende oltre metà delle sue auto, nei giorni scorsi aveva annunciato piani di cessione di asset da 1,5 miliardi di euro per fare i conti con declini di profitti e fatturato (-8,8% nel 2011) e aumenti dell’indebitamento. Gm, da parte sua, ha tuttora nell’Europa uno dei talloni d’Achille: la controllata Opel accumula perdite nonostante i profitti record della casa madre. La società di Detroit ha registrato utili per 7,6 miliardi di dollari l’anno scorso ma le attività europee, Opel e Vauxhall in testa, hanno perso 747 milioni, deludendo attese di un pareggio.
La prospettiva di una partnership con il colosso americano – secondo le indiscrezioni filtrate le trattative durano da mesi – ha dato immediato slancio ai titoli Peugeot, che nell’ultimo anno avevano perso il 43 per cento: si sono impennate del 21%, un record dal 1989, prima di assestarsi a un guadagno del 13 per cento.
A Wall Street le azioni targate Gm hanno invece mostrato maggior prudenza, oscillando in leggero ribasso. Stando a “La Tribune”, se l’accordo verrà concluso, potrebbe essere annunciato al salone dell’auto di Ginevra agli inizi del mese prossimo. Al suo cuore dovrebbero trovarsi condivisione di tecnologia e sviluppo di componenti ma le ipotesi comprendono partecipazioni azionarie incrociate di minoranza.
Le incognite restano. La storia delle relazioni transatlantiche e internazionali nell’auto è ricca di alterne fortune, anche se si è intensificata nuovamente davanti alle necessità di competere sui mercati globali. Fiat ha rilevato Chrysler dopo il collasso economico e finanziario del 2008 che aveva costretto sia la casa delle Jeep che Gm a entrare in amministrazione controllata per ricevere aiuti federali e riorganizzare drasticamente il business, riducendo costi e debiti. E Chrysler, sotto la guida dell’amministratore delegato di Fiat Sergio Marchionne, è tornata in attivo nel 2011 per la prima volta dal 2007. Ma in passato era stata fallimentare una fusione tra Chrysler e la tedesca Daimler. Mentre il rilancio di Opel ormai da tempo elude Gm. La stessa Peugeot ha già numerose alleanze industriali in Europa e nel 2009 aveva accontanto un potenziale accordo strategico con la giapponese Mitsubishi. Gli scettici su un nuovo patto Gm-Peugeot comprendono oggi gli analisti di S&P: «Finchè non ci saranno forti ristrutturazioni con l’eliminazione di capacità produttiva in eccesso in Europa, vediamo scarse possibilità di miglioramenti con i problemi ciclici che si sommano a sfide strutturali».
Le pressioni a favore del consolidamento nel settore e a forgiare partnership tra i suoi protagonisti, tuttavia, continuano a loro volta a moltiplicarsi. «Un’alleanza con Gm ha senso perchè sia Peugeot che Opel non hanno al momento dimensioni sufficienti – ha commentato Sascha Gommel di Commerzbank – Peugeot, in particolare, soffre al confronto di concorrenti come Volkswagen e Renault-Nissan in grado di produrre volumi molto superiori». Varin aveva indicato nei giorni scorsi la disponibilità ad alleanze purchè garantissero l’indipendenza del gruppo francese, sinergie e opportunità di espansione fuori dall’Europa. La stessa Fiat è parsa non escludere a priori ulteriori partnership anche in Europa, dove Volkswagen vanta una quota leader di mercato superiore al 23 per cento. In passato si erano diffuse voci su contatti della casa italiana anche con Peugeot, ancora in mano alla famiglia fondatrice con una quota del 30% ma oggi con il fondo statunitense BlackRock quale secondo azionista con il 5 per cento.