Piero Laporta, ItaliaOggi 23/2/2012, 23 febbraio 2012
I marò in India non hanno ucciso – Mercoledì 15 febbraio, 30 miglia a Ovest dalla costa meridionale indiana, nell’Oceano indiano, alle 16 ora locale, un’imbarcazione indiana, con cinque persone, alcune delle quali armate, fu dissuasa dall’avvicinarsi al cargo italiano «Enrica Lexie» dai marò del san Marco, di scorta, i quali spararono tre serie di colpi d’avvertimento col fucile AR 90/70
I marò in India non hanno ucciso – Mercoledì 15 febbraio, 30 miglia a Ovest dalla costa meridionale indiana, nell’Oceano indiano, alle 16 ora locale, un’imbarcazione indiana, con cinque persone, alcune delle quali armate, fu dissuasa dall’avvicinarsi al cargo italiano «Enrica Lexie» dai marò del san Marco, di scorta, i quali spararono tre serie di colpi d’avvertimento col fucile AR 90/70. L’imbarcazione indiana si allontanò dopo la terza serie di raffiche. Le autorità indiane imputano ai militari italiani la morte di due pescatori, Valentine Jelestine, 45 anni, e Ajesh Binki, 25 anni, i cui cadaveri sono stati rinvenuti su un peschereccio. Il comandante del Lexia e i marò sostengono che il peschereccio coi pescatori morti è diverso, per forma e colore, da quello oggetto dell’azione dissuasiva. L’International maritime bureau riferisce, nello stesso giorno e in quei paraggi, un attacco di pirati all’Olympic Flair, cargo greco simile alla Enrica Lexie. L’Olympic Flair era a circa 2 miglia dalla costa, la distanza riferita dai sopravvissuti del peschereccio. L’abbordaggio al Lexia è avvenuto alle 16 ora locale, molto più a sud di quello dell’Olympic Flair, avvenuto alle 21.50, l’orario riferito della morte dei due pescatori. Il fucile Beretta AR 70/90 è preciso fino a circa 300 metri. La forza di penetrazione del proiettile tuttavia scema intorno ai 100 metri e la linearità della traiettoria si fa aleatoria dopo l’impatto. I due marò hanno sparato quando l’obiettivo era a 100 metri. I due marò, due professionisti ultratrentenni, con lunghe esperienze operative, sono noti per il grande equilibrio. Se dicono di aver sparato nell’acqua per avvertimento, occorre credergli. Chi volesse sostenere che i pescatori furono colpiti da due colpi di rimbalzo, che a 90-100 metri, dall’acqua vanno sullo scafo del peschereccio, lo perforano e colpiscono i pescatori uno alla testa e l’altro al cuore, costui dovrebbe spiegare com’è possibile in questa scena cinematografica che due colpi, rimbalzando sull’acqua, risultino ambedue precisissimi e potenti nonostante la deviazione. La probabilità è più bassa d’una scala reale a poker. Se poi si sostiene, come affermano gli indiani, che i due marò hanno sparato mirando sul peschereccio e colpito precisissimamente - come un killer che spara da un metro - due persone differenti, basterebbe mostrare i cadaveri e sottoporli ad autopsia per capire da che cosa sono stati colpiti, con quale angolazione e se i colpi erano di rimbalzo o diretti. Peccato che le autorità indiane abbiano cremato i cadaveri. Neppure vogliono mostrare le posizioni delle navi con l’Ais, Automatic Identification System, sistema internazionale di certificazione della posizione delle navi. I marò a bordo della nave «Enrica Lexie», che è territorio italiano, sono come l’alpino che vigila alla frontiera e spara, per difendere il territorio italiano, secondo gli ordini ricevuti. L’incidente è avvenuto in acque internazionali. Quel nucleo di marò, secondo le leggi internazionali, gode d’immunità giurisdizionale assoluta rispetto a qualunque autorità straniera. Per tre giorni il ministro della Difesa e il ministro degli Esteri rimasero inerti, quando invece avrebbero dovuto affermare immediatamente la giurisdizione italiana, inviando, con aerei debitamente scortati, i carabinieri a fare i rilievi del caso, sostituire i due marò e condurre in Italia i due coinvolti nell’incidente, al fine di raccoglierne le dichiarazioni davanti a un magistrato italiano. Tale procedura, nota anche al pretore di Scurcola Marsicana, è stata del tutto ignorata. Se la Difesa non sa difendere due marò che hanno eseguito i suoi ordini, che cosa ci sta a fare?