Silvia Bernasconi, la Repubblica 23/2/2012, 23 febbraio 2012
Poco cibo e malattie "Salvate gli orsetti grigi" – Mangia molto, fino a un chilo di foglie di eucalipto a notte, e dorme moltissimo, fino a diciotto ore al giorno
Poco cibo e malattie "Salvate gli orsetti grigi" – Mangia molto, fino a un chilo di foglie di eucalipto a notte, e dorme moltissimo, fino a diciotto ore al giorno. È la dura vita del koala, uno degli animali più amati al mondo, detto l´orsetto (ma orso non è), con la sua pelliccia grigio cenere, il naso e le orecchie pronunciati, la tasca marsupio per allevare i cuccioli e le impronte digitali come gli esseri umani. Icona dell´Australia - sette turisti su 10 ne vogliono vedere uno - il koala è sempre più a rischio. Già messo alla prova dalla distruzione progressiva del suo habitat naturale, le foreste di eucalipto australiane, adesso è minacciato anche da un´infezione di clamidia che ne può compromettere la vista e la fertilità. Con l´80 per cento del suo ambiente scomparso a causa di disboscamento e cambiamenti climatici, il koala si è rintanato in zone sempre più piccole lungo le coste australiane orientali. Secondo le stime ne sono rimasti tra i 50mila e i 100mila esemplari, in costante declino. I più pessimisti parlano di 40mila. «Il koala è un animale evocativo per l´uomo, ha un´empatia speciale con i bambini essendo come un piccolo orsetto, ed è una delle specie bandiera per la conservazione, scelta per simboleggiare un ecosistema da preservare», spiega l´etologo Enrico Alleva. «Le malattie emergenti nel mondo animale devono essere per noi situazioni sentinella, da monitorare». Nel Queensland, nel nord-est dell´Australia, tra il 2001 e il 2008 i koala sono diminuiti del 45 per cento nelle aree urbane e del 15 per cento nelle zone disabitate. Qui la clamidia ha colpito un animale su due. «È un killer silenzioso che rischia di decimare la popolazione», ha lanciato l´allarme Amber Gillet, veterinaria dell´Australia Zoo Wildlife Hospital, uno dei principali centri per animali selvatici che cura 600 koala l´anno. L´infezione batterica può causare problemi agli occhi fino alla cecità, rendendo complicato trovare le già scarse foglie di eucalipto, e difficoltà respiratorie e infertilità, compromettendo la riproduzione della specie. Un gruppo di ricercatori della Queensland University of Technology sta testando un vaccino per contenere il contagio. Se funziona, l´obiettivo è di estenderlo il più possibile. «I koala sono distribuiti in modo frammentato, a isole, vivono in piccoli gruppi legati a boschetti di eucalipto, o a singoli alberi rimasti, e si spostano poco. Questo li rende più esposti alle malattie e ne limita la capacità di accoppiamento mettendo così a rischio l´interno nucleo», spiega Fabrizio Bulgarini, responsabile conservazione di Wwf Italia. «Succede agli animali che vivono in pochi e isolati, in Italia al camoscio d´Abruzzo che vive in isole sulle montagne». Malattie a parte, la minaccia maggiore per i koala resta la distruzione del loro habitat. Gli eucalipti sono fonte di cibo e di protezione. Come molti erbivori, hanno bisogno di ingerire enormi quantità di foglie (tra mezzo chilo e un chilo al giorno) per avere abbastanza nutrimento, tanto che emanano odore di eucalipto da tutti i pori. Il nome in aborigeno significa "colui che non beve" perché dalle foglie prendono anche il 90 per cento dei liquidi. La digestione è lunga, da qui le proverbiali dormite. Appena poggia zampa a terra, il koala rischia di finire aggredito dai cani (specie non autoctona ma portata dagli europei) o investito dalle auto. Secondo l´Australian Koala Foundation, 4mila esemplari l´anno vengono uccisi dai cani o automobili. Meglio restare al sicuro sugli eucalipti, o nel marsupio.