Francesco Bei, la Repubblica 23/2/2012, 23 febbraio 2012
Berlusconi tenta Monti: resti per altri due anni – ROMA - È al termine del pranzo, quando tutti fanno per alzarsi dalle sedie, che Berlusconi lascia scivolare sul tavolo la frase che suggella l´incontro: «Presidente Monti, il nostro giudizio sul lavoro del governo è molto positivo
Berlusconi tenta Monti: resti per altri due anni – ROMA - È al termine del pranzo, quando tutti fanno per alzarsi dalle sedie, che Berlusconi lascia scivolare sul tavolo la frase che suggella l´incontro: «Presidente Monti, il nostro giudizio sul lavoro del governo è molto positivo. Tanto che noi la vorremmo al suo posto anche dopo il 2013». Il premier guarda la moglie Elsa, sorride ma non risponde. Lascia cadere la provocazione. E tuttavia è questo il senso della visita di ieri. Del resto quelle lunghe tre ore nell´appartamento privato di Monti, per un pranzo politico a cui partecipa per la prima volta anche la "first lady", sono il segnale di quanto il Cavaliere investa nel rapporto con il premier. Visto come la testa d´ariete per tornare sulla scena, rinsaldando il rapporto con Casini e mettendo in difficoltà il Pd. Nel Pdl fanno poi notare che nel maggio 2014 scadrà il secondo mandato di Van Rompuy e Monti potrebbe restare a palazzo Chigi fino a quella data, per poi traslocare sulla poltrona di presidente del Consiglio europeo. Un modo per solleticarne le ambizioni. Dall´incontro non trapela nulla di ufficiale, soltanto Angelino Alfano cinguetta su Twitter che «è stato un incontro costruttivo sui principali temi dell´agenda parlamentare e internazionale». Si trovano tre da una parte - Monti con la moglie e Antonio Catricalà - e tre dall´altra del tavolo - Berlusconi, Alfano e Gianni Letta - ed è il Cavaliere a rompere il ghiaccio, con un lungo sfogo sulla sua «persecuzione» giudiziaria. Proprio ieri la Corte d´Appello di Milano ha bocciato l´istanza di ricusazione presentata contro i giudici che lo stanno processando per il caso Mills. E sabato l´ex premier si attende la botta definitiva, «una sentenza di condanna che hanno già scritto e vogliono annunciare a borse chiuse». Da qui si parte dunque, anche se Berlusconi non chiede a Monti - al quale dà sempre del lei - di intervenire a suo favore. Anzi, rassicura sul fatto che «non ci saranno ripercussioni sul governo, le due vicende vanno tenute su piani distinti». Una precisazione importante vista la rabbia che cova in alcuni settori del Pdl che già immaginano rappresaglie parlamentari in caso di condanna del loro leader. L´altro tema che occupa gran parte del pranzo è l´assetto della Rai. Pressato dai falchi del suo partito, il Cavaliere chiede che nulla cambi. Sa bene che Monti intende intervenire sulla governance dell´azienda, eppure punta i piedi. Prima del pranzo i falchi lo hanno caricato per bene: «Monti sulla Rai vuole decidere da solo, fare come con Nicolais al Cnr, nominando uno di sinistra senza dirci nulla». Per cui Berlusconi prova ad alzare qualche "firewall". Chiede che «il governo si concentri sull´emergenza economica», lasciando al Parlamento sia le riforme che la scelta degli amministratori di viale Mazzini che andranno rinnovati ad aprile. Un modo per mantenere lo statu quo e quella maggioranza di 5 a 4 a favore del centrodestra. Prova a difendere il direttore generale Lorenza Lei, chiedendo anche un presidente che «sia di garanzia per tutti, anche per noi». Ma anche qui Monti non promette nulla, prende appunti ma non s´impegna. Formalmente il Professore è cordiale, concede molti riconoscimenti al suo predecessore e ringrazia per il sostegno di queste settimane. Un atteggiamento confermato dal tweet dedicato a Berlusconi che Monti invia al settimanale Panorama: «Gli sono molto riconoscente perché il Suo atteggiamento è stato di grande responsabilità verso il paese. Lo sento spesso, ma non lo disturbo su ogni cosa». Il resto del pranzo scivola via sui temi della crisi dell´euro, dell´accordo per il salvataggio della Grecia, del faccia a faccia con Obama alla Casa Bianca.