Tiziana Mantovani, Chi, n. 9, 29/02/2012, pp. 100-107, 29 febbraio 2012
Simone Annichiarico ha una passione per le donne giapponesi. «Mi fanno impazzire». *** «I viaggi sono stati la cifra del nostro rapporto e della sua vita, dall’Australia a Disneyland, alle Fiji
Simone Annichiarico ha una passione per le donne giapponesi. «Mi fanno impazzire». *** «I viaggi sono stati la cifra del nostro rapporto e della sua vita, dall’Australia a Disneyland, alle Fiji. Ricordo quello a Lampedusa, nell’86, un tuffo e lui è sparito: l’abbiamo trovato su uno scoglio, a occhi chiusi, in ascolto dei gabbiani. Un’immagine di pura psichedelica». *** Il suo primo volo lo ha fatto a meno di un mese. «A Ischia, per il battesimo con Angelo Rizzoli». *** Adora la musica brasiliana. *** «Sono cresciuto con due culture: quelle americana, l’Uomo Ragno, Batman e Disney, e quella orientale, Ufo Robot, Lupin 3 e l’animazione giapponese». *** È musicista e compositore. «Produrre musica in Italia non è una buona idea. Con i miei amici Francesco e Gianluca era nato un gruppo, ma volevano solo me, magari sfruttando il mio cognome. Volevano lanciarmi a Sanremo. Ho detto no a tutti». *** «Non mi arrabbio, non sono possessivo, non porto rancore, non ho grandi aspettative. Non mi prendo mai troppo sul serio, come lui. Ho ereditato lo humour, il lato cazzaro e le malinconie. E sono uno spirito libero e timido nella seduzione. Proprio come lui». *** Che padre è stato? «Un padre che non mi ha dato regole, tranne l’alimentazione sana (era un salutista convinto) e la maglietta di lana dopo una partita di calcio perché non prendessi freddo. […] Eravamo complici in fatto di donne, con confidenze molto intime. Quando gli ho rivelato l’episodio con una ragazza che esigeva un linguaggio molto forte durante l’amore, lui mi ha confidato le frasi incredibili a letto di certe star dall’aria da principesse. Da far arrossire Rocco Siffredi». *** «Dopo una storia di 7 anni con una ragazza di Arezzo, mai tradita, sono seguiti periodi in cui frequentavo anche sette ragazze alla volta». *** Walter Chiari era l’artista della fuga. Il ricordo di quella più bella? «La fuga dal treno Roma-Milano. Walter ha lasciato a Bologna una splendida 19enne, poi diventata famosa showgirl, con una scusa improbabile, “fuggendo” solo con me a Cesenatico. Tutto organizzato con il “complice” che aspettava con il motore acceso dell’auto. Non sapeva dire no. Faceva tante promesse e ci credeva finchè non si ricordava i mille impegni, con effetto domino».