Naomi Wolf, Chi, n. 9, 29/02/2012, pp. 30-37, 29 febbraio 2012
«Per non so quale motivo mi sembra di essere ancora al liceo. Ho tuttora la sensazione che, se non sei adeguata, ti buttino fuori a calci» (Madonna)
«Per non so quale motivo mi sembra di essere ancora al liceo. Ho tuttora la sensazione che, se non sei adeguata, ti buttino fuori a calci» (Madonna). *** «Sono sempre stata molto consapevole della politica sessuale: sono cresciuta in una famiglia italiana cattolica del Midwest, vedendo che i miei fratelli potevano fare quel che volevano, mentre alle ragazze dicevano sempre che si dovevano vestire in un certo modo e comportare in quell’altro. Ci dicevano di portare gonne al ginocchio, maglioni a collo alto, di non truccarci e di non fare nulla che potesse attirare l’attenzione. Una delle frasi di mio padre – gli voglio un gran bene, ma è proprio di vecchio stampo – era: “Se ci fossero più vergini, il mondo sarebbe un luogo migliore”. Sono certa che oggi non lo direbbe. Probabilmente è inorridito. Naturalmente tutto questo succedeva quando ero giovane. Poi, quando sono andata al liceo, ho visto come dovevano comportarsi le ragazze per acchiappare i ragazzi e mi rendevo conto di non esserne capace. Così ho deciso di fare l’opposto. Mi sono rifiutata di truccarmi e di avere una pettinatura, non mi depilavo e avevo le ascelle pelose. I ragazzi della mia scuola mi prendevano in giro. Mi dicevano “mostro peloso” o apprezzamenti analoghi» (Madonna). *** «L’altro giorno ero in giro con Lourdes, che non si sentiva bene e aveva la febbre. Indossava i pantaloni della tuta e una T-shirt e si è voltata verso di me dicendo: “Accidenti, ci sono i paparazzi e ho un aspetto orribile!”. Mi è dispiaciuto per lei, perché ho pensato che fosse un peso in più: è già una sfida avere una figlia adolescente a New York e, oltre a tutto questo, essere la figlia di una persona famosa. È pesante, ne sono consapevole. Mi ritrovo sempre a scusarmi per questo» (Madonna).