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 2012  febbraio 23 Giovedì calendario

E NEI SUOI NEGOZI VENDE FUMO


Non particolarmente appariscenti, ma di sostanza. Leggermente defilati rispetto all’affollato corso Buenos Aires, ma comunque in grado di attirare molta clientela. Di aspetto elegante, a prescindere dall’attività commerciale ospitata al loro interno.
Se non sono lo specchio del loro proprietario, poco ci manca. I due negozi al civico 2 di Galleria Buenos Aires, dei quali il premier Mario Monti è comproprietario al 40%, sembrano infatti rientrare perfettamente nello stile dell’ex rettore della Bocconi. Gli immobili, che fanno parte del patrimonio del presidente del Consiglio, reso pubblico l’altro giorno nell’ambito dell’Operazione trasparenza lanciata dal Governo, misurano uno 63 e l’altro 193 metri quadrati, e sono occupati rispettivamente dalla tabaccheria Smoke & Luck e da un negozio di stampe e poster, la Mostra del poster. E hanno tutte le caratteristiche per rappresentare una forma di investimento non solo sicura, ma anche in grado di garantire un buon rendimento. Una scelta che non rappresenta certo un’eccezione in un Paese nel quale il mattone è da sempre considerato la forma di investimento preferita. Ma che sembra incarnare perfettamente lo spirito del buon padre di famiglia, ma pur sempre economista di professione, con cui il premier si è presentato agli italiani prima di imporre loro nuove tasse, tagli e sacrifici. D’altra parte, la decisione di investire nei muri di due esercizi commerciali come quelli di Galleria Buenos Aires, dove il premier è anche proprietario – sempre al 40% – di un ufficio di sei vani, deve essere sicuramente stata ben ponderata. Pur essendo a pochissimi metri dalla via commerciale più lunga d’Italia (corso Buenos Aires) la galleria è infatti poco visibile da chi cammina lungo il corso sfilando da una vetrina all’altra.
Eppure, nella tabaccheria, che affaccia su via Redi, il viavai di clienti è costante, tra fumatori e amanti di lotto, superenalotto e di tutti gli altri giochi che regalano il sogno di una vincita che dia una svolta alla propria vita. E anche il negozio di stampe e poster, ancora più defilato ma comunque ben visibile grazie alle cinque vetrine che affacciano su via Masera e a quella che dà su via Redi, rappresenta un punto di riferimento per chi cerca manifesti d’arte, grafiche d’autore e stampe fotografiche in città.
Se poi anche l’acquisto degli immobili, a suo tempo, fosse stato un buon affare, è impossibile dirlo. Così come non è dato sapere se anche il premier, come molti altri proprietari di immobili commerciali nella galleria, avesse acquistato le due unità ad un’asta fallimentare. Ma i suoi frutti, sicuramente, il premier Monti li starà raccogliendo.
Che poi, cifre alla mano, il mattone non sia l’unica forma di investimento scelta dal premier non ci sono dubbi. Basti pensare che nella dichiarazione patrimoniale messa online compaiono anche depositi titoli e conti correnti per oltre 10 milioni di euro, nei quali il denaro è investito anche in fondi comuni, azioni e obbligazioni. Ciò non toglie che gli immobili rappresentino evidentemente una destinazione gradita per il denaro del nostro premier, che a Milano possiede anche il 100% della casa in cui vive ed il 50% di un altro appartamento. Ma il luogo in cui Monti ha investito maggiormente nel mattone è Varese, città di cui è originario. Là, infatti, l’ex rettore della Bocconi è proprietario al 100% di ben nove appartamenti, oltre che di un negozio in via Borri. Niente male per una persona che, nonostante tutto, riesce sempre a dare un’immagine di sobrietà.

Dino Bondavalli