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 2012  febbraio 22 Mercoledì calendario

DOMANDE

& RISPOSTE - Cosa prevede l’accordo approvato dall’Eurogruppo?
Dà il via libera al secondo pacchetto di aiuti alla Grecia, pari a 130 miliardi di euro
da qui al 2014. Per avere la garanzia che Atene mantenga gli impegni su tagli e riforme, l’Eurogruppo prevede
un monitoraggio permanente della Commissione europea e la creazione di un conto vincolato destinato a ripagare il debito.


Chi pagherà il prezzo più
alto dell’intesa?
Banche e detentori privati
del debito greco, che subiranno un haircut più pesante del previsto: non più il 50% del valore nominale
dei bond, come stabilito a ottobre, ma il 53,5 per cento. Grazie a questo scambio con obbligazioni a più lunga scadenza e interessi minori,
lo stock del debito greco verrà tagliato di 107 miliardi. L’Eurozona si aspetta un’adesione del 90-95%
ma lo swap è volontario: il pericolo di un insuccesso,
che metterebbe a rischio
il secondo pacchetto di aiuti, rimane perciò consistente, tanto che la Grecia sta mettendo a punto un piano "B" per imporre lo scambio a chi non vuole aderire.


La Banca centrale europea sarà coinvolta dall’haircut?
L’accordo salvaguarda la Bce e le banche centrali nazionali da qualsiasi perdita sulle obbligazioni greche (si stima che l’Eurotower abbia in portafoglio circa 45 miliardi di bond greci acquistati
sotto la pari nell’ambito del Securities Markets Programme). Nessun haircut dunque, ma neppure profitti: attraverso uno swap i titoli saranno protetti dalle perdite e la Bce ne ricaverà degli utili (avendoli acquistati sotto
la pari), che però distribuirà annualmente ai suoi azionisti, le banche nazionali, che
a loro volta li trasferiranno ai Governi affinché li utilizzino per contribuire al salvataggio greco. Alcune stime, non confermate da Francoforte, quantificano in 12 miliardi circa il "contributo" che potrà arrivare così dalla Bce.
Anche le banche centrali
che detengono bond greci gireranno i profitti alla
Grecia attraverso i Governi nazionali.


Gli Stati Ue parteciperanno al salvataggio?
I Paesi dell’Eurozona hanno acconsentito ad abbassare in modo retroattivo gli interessi sui prestiti concessi ad Atene nel 2010, nell’ambito
del primo pacchetto di aiuti.


Che effetto avrà l’intesa
sui conti pubblici greci?
Grazie ai contributi del settore privato e pubblico il rapporto debito/Pil, oggi oltre il 160% del Pil, arriverà al 120,5%
nel 2020, una soglia ritenuta sostenibile per dare il via libera agli aiuti.


Come sarà ripartita l’erogazione degli aiuti?
I 130 miliardi saranno distribuiti tramite l’Efsf, in attesa che che l’Fmi decida
la parte a suo carico. Nei giorni scorsi l’impegno
del Fondo monetario internazionale era stato quantificato in 13 miliardi.


Che incognite rimangono
per dare corso all’intesa?
Oltre all’adesione di
un numero sufficiente di creditori privati all’haircut, serve il via libera da parte di alcuni parlamenti nazionali, incluso il Bundestag
tedesco, alla propria quota
di aiuti da destinare
al salvataggio greco.