Paolo Siepi, ItaliaOggi 22/2/2012, 22 febbraio 2012
periscopio – I leghisti ogni tanto sembrano i bambini che dicono enormità per sembrare più grandi
periscopio – I leghisti ogni tanto sembrano i bambini che dicono enormità per sembrare più grandi. Davide Van De Sfross, cantautore. Sette. Anche il colore rosso ha perso con il tempo il suo significato: non è più il simbolo del comunismo, ma quello della pornografia. Avevo conosciuto zone rosse, i quartieri operai. Adesso però la zona rossa è solo un quartiere di puttane e mi domando se quelle zone rosse della mia gioventù non fossero state enormi quartieri di puttane camuffati. Roberto Bolaño, I dispiaceri del vero poliziotto. Adelphi. I brigatisti erano studenti bocciati, avvocaticchi senza clienti, professorucoli delusi nelle loro ambizioni. Sergio Ricossa, Straborghese, IBLlibri. I nostri embrioni hanno visto il raddoppio dell’Ici per l’utero e la diminuzione delle finestre di opportunità per la nascita, anche se il numero di scontri fra carrozzine flette grazie ai fari accesi di giorno. Massimo Bucchi. il venerdì. Oggi, a Torino, dove si producevano 900 mila vetture all’anno, si è scesi a 50 mila. Più che la fine della Fiom, sembra la fine di Mirafiori. Luciano Gallino, sociologo. il venerdì. Vengo da un’isola, Cuba, che aveva voluto costruire un paradiso e s’è trasformato in un inferno. Zoè Valdès, Le roman de Yacandra. J.C. Lattes. Non conosco che una linea, quella del treno. Albert Londra, giornalista. Le Point. In assenza della possibilità di deprezzare il cambio, alla Grecia viene richiesta una svalutazione interna, fatta di tagli a salari, stipendi e pensioni, pubblici e privati. Mario Seminerio. Il Fatto. Il principale orrore del Novecento è stato il comunismo perché: è durato più a lungo, ha oppresso più popoli in più continenti, ha mietuto più vittime, è più vicino nel tempo ed è ancora vivo in altre forme (per esempio Cina, o Cuba o Vietnam). Eppure nessuna giornata ricorda i suoi orrori; e coloro che furono dalla parte di Stalin o di Mao, dei carri armati di Budapest, Praga e Danzica se ne dimenticano. Lo capirei se mettessero un pietra tombale sugli orrori del passato; invece sono gli stessi che ci ricordano ed esecrano altri orrori. Marcello Veneziani. Il Giornale. Si dovrebbero riascoltare i testi di Giancarlo Bigazzi, scomparso in questi giorni, per capire quanto dagli anni 70 si sia ridotta la libertà di espressione nell’Italia che esalta chi dice «cazzo» e censura chi dice quasi ogni altra parola. Ecco perché mi inchino al paroliere di «Ti amo», capolavoro della canzone italiana, insegnamento di come l’uomo debba stare davanti alla donna: «Nel letto comando io. / Ma tremo /davanti al tuo seno». Camillo Langone. Il Foglio. C’è una balla sul mercato del lavoro. Senza posto fisso non esiste un futuro. È esatto il contrario. Da circa vent’anni l’impresa italiana è allergica al posto fisso. Per il semplice motivo che l’industria italiana non ha, essa stessa, alcuna garanzia di poter continuare ad operare nel tempo. Le imprese non sono eterne. Siamo sicuro che Apple tra vent’anni sarà di successo come oggi? Nicola Porro. Il Giornale. Mi è impossibile amare una donna che non mi ami. Potrei esserle amico, ma niente più. Ogni donna che non mi ama è un uomo. Gesualdo Bufalino, Bluff di parole. Bompiani. Fa caldo a Khartum. Ma all’ingresso del Grand Hotel luccica un prestigioso termometro, in custodia di ottone ammirevolmente strofinata e segna 83° Fahrenheit, cioè 29 gradi centigradi. La temperatura è costante perché il termometro non funziona dal 1923. Tuttavia i residenti possono così, onestamente, rassicurare le famiglie lontane: è una temperatura molto accettabile, nel cuore del Sudan, in piena estate. Ed è garantita per l’eternità. Paolo Caccia Dominioni, Ascari K7 1935-1936. Longanesi. Sono molto approssimata e confusa nel fare il bilancio della mia esistenza. Su questo complicato miscuglio di bassezze, follie, passioni, sogni ed errori che hanno fatto di me quella che sono diventata. Lorella Pagnucco Salvemini, Gli occhi sul samovar. Marsilio. Fratelli di teglia. Rocco Moliterni, Parlami d’amore ragù. Mondadori Electa. Se Dio non esistesse i cattolici lo avrebbero inventato. Coluche, Pensèes et anecdotes. Le Cherche Midi.