Lauretta Colonnelli, Corriere della Sera 22/02/2012, 22 febbraio 2012
POESIE DI GOETHE DA ILLUSTRARE E GLI ARTISTI CHE SE LE CONTESERO
Le poesie di Goethe. Le litografie di quattro artisti che illustrano queste poesie. La storia di un celebre editore, Paul Cassirer, che pubblicò le quattro cartelle con le incisioni e poco dopo si sparò un colpo di pistola nell’ anticamera dell’ avvocato che curava il divorzio dalla seconda moglie. Sono gli ingredienti della mostra che si inaugura domani alla Casa di Goethe (via del Corso 18), dove resterà aperta fino al 3 giugno. In tutto sono esposte un centinaio di litografie che illustrano 49 poesie del grande autore tedesco. L’ idea del progetto si deve a Paul Cassirer che tra il 1924 e il 1926 commissionò le opere a Max Liebermann, Ernst Barlach, Hans Meid, Karl Walser, artisti che avevano subito l’ influenza dell’ Impressionismo francese ed erano stati fautori della Secessione berlinese. Le quattro cartelle furono pubblicate in un’ unica tiratura di cento esemplari numerati. Ogni cartella contiene i testi delle poesie e la serie delle litografie a matita. Le indicazioni di Cassirer agli artisti erano state chiare: ognuno era libero di scegliere le poesie da illustrare, l’ unica condizione era che nessuna poesia poteva apparire più di una volta. La clausola non mancò di provocare qualche contrasto tra gli illustratori. Come l’ incidente avvenuto tra Liebermann e Barlach intorno ai versi de Il pescatore . Goethe peraltro aveva sostenuto che questa composizione non poteva essere illustrata: «Gli artisti raffigurano il mio pescatore e non pensano che esso si sottrae a tale pratica. Quel che ho voluto esprimere in questa ballata è il puro senso dell’ acqua, di quella leggiadria che in estate ci invita a bagnarci; non c’ è nient’ altro in essa. E come è possibile raffigurare una simile sensazione?». Liebermann e Barlach invece la scelgono entrambi. Ma poiché Liebermann consegna per primo il lavoro, Barlach è costretto a ritirare il suo. Ancora a distanza di anni ricorderà: «Ogni volta vado su tutte le furie, quando penso che Liebermann ha preteso per sé Il pescatore e lo ha rovinato in quella maniera. Io avevo approntato due bozzetti della massima qualità». In mostra si può vedere soltanto la versione di Liebermann che, nonostante le critiche del suo collega, sembra eludere magistralmente ogni obiezione di Goethe ponendo l’ accento esclusivamente sulla gestualità dei protagonisti, colti nel momento supremo della seduzione, l’ attimo in cui «in parte lei lo trasse, in parte lui volle cadere», come canta il poeta raccontando la leggenda del pescatore attirato nel gorgo da una ninfa. Barlach si consolò tratteggiando con segni neri come il carbone le suggestioni spettrali de Il re degli Elfi e la giocosità di La campana che cammina . Meid si concentra sulle poesie d’ amore e la lirica della natura. E Walser rivolge la sua attenzione ai lieder e alle poesie elegiache con uno stile che si distacca completamente dai tre artisti precedenti, abbozzando figure che ricordano molto le scenografie che lui stesso aveva creato per il teatro di Max Reinhardt.
Lauretta Colonnelli