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 2012  febbraio 08 Mercoledì calendario

I RUDERI, LE QUERCE E LE INFIORATE - I

luoghi di Roma ritratti dagli artisti stranieri tra Settecento e Ottocento sono sempre gli stessi: monumenti antichi, ruderi, chiese, scorci di strade. Ma ogni artista li vedeva con sguardo diverso. Il particolare che salta agli occhi, nella mostra intitolata «Luoghi comuni. Vedutisti francesi tra il XVIII e il XIX secolo» inaugurata ieri a Palazzo Braschi dove resterà fino al 27 maggio, sono le querce. Ci sono alberi di quercia dappertutto. Accanto al Colosseo; intorno al tempio di Minerva Medica, i cui ruderi oggi resistono ancora davanti alla Stazione Termini; alle spalle di Trinità dei Monti; tra i templi del Foro. Ci sono querce reali nei paesaggi con cascate della campagna intorno a Tivoli, e querce immaginarie nei cosiddetti Capricci , vedute di fantasia in cui si ritraevano fianco a fianco monumenti che nella realtà erano ben distanti. Ma il maestro nel dipingere vedute con querce è Abraham Louis Rodolphe Ducros, che qui compare con un nucleo di opere tra i più consistenti, anche se non è francese ma svizzero, essendo nato nel 1748 a Moudon (Cantone di Vaud). Arrivato a Roma nel 1776, prese uno studio in via della Croce e si mise in società con l’ incisore Giovanni Volpato. Le loro acqueforti acquerellate erano richiestissime dai viaggiatori in visita alla Città Eterna. In mostra ce ne sono diverse, accanto al grande olio che ritrae una magnifica veduta delle paludi pontine, eseguito in occasione del viaggio a Terracina al seguito di Pio VI, pontefice che aveva iniziato proprio in quegli anni i lavori di bonifica. Sua anche la grandiosa immagine del Foro prima della campagna di scavi intrapresa nell’ 800, con il viale d’ olmi a ridosso del borgo medievale. Notevole anche la raccolta di litografie di Antoine Jean Baptiste Thomas che trascorse il 1823 a Roma e dintorni, ritraendo feste e vita quotidiana, dalle corse dei berberi all’ infiorata di Genzano, dalla benedizione papale in San Pietro alle passeggiate al Pincio. Curata da Simonetta Tozzi, la mostra è la prima di una serie dedicata ai giovani artisti che da tutta Europa venivano a Roma per perfezionarsi presso le accademie dei rispettivi paesi o in quella di San Luca. A questa esposizione sui vedutisti francesi seguiranno le rassegne sui pittori inglesi e tedeschi.
Lauretta Colonnelli