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 2012  febbraio 22 Mercoledì calendario

IL CORVO DEL VATICANO: SIAMO IN VENTI —

Almeno un Corvo del Vaticano è stato trovato. E apparirà stasera in tv nel corso di un’intervista di Gianluigi Nuzzi che verrà messa in onda nella trasmissione Gli Intoccabili di La7 alle 21. Dopo aver rivelato la lettera inviata al Papa da monsignor Carlo Maria Viganò, ora nunzio a Washington, sugli appalti in Vaticano, Nuzzi ha rintracciato «la fonte». In forma anonima, cioè irriconoscibile, con cappello, sciarpa e occhiali e la voce alterata, come si fa per i «pentiti», il Corvo (che non si sente tale) spiega di «lavorare in Vaticano da vent’anni» e di essere attualmente in forza «alla Segreteria di Stato» e si autoaccusa di essere stato la causa di almeno una delle «perdite» di documenti della «Vaticanleaks». Anche se rivela di non essere affatto solo: un’altra «ventina» di «corvi», assicura, hanno agito come lui. Non è chiaro se in un’azione preventivamente organizzata.
Il Corvo si dice pronto a subire le conseguenze delle sue azioni di «testimone della verità», fino a un possibile «martirio, ma è difficilissimo qui da noi in Italia», e sollecita le autorità vaticane a impegnarsi non solo a cercare «le gole profonde» della fuoriuscita di documenti riservati, ma a indagare «con lo stesso zelo» «su una vicenda che mi fa pensare in maniera costante, la scomparsa di Emanuela Orlandi». In proposito aggiunge: «Forse non è stato fatto tutto quello che si poteva o forse si va a toccare cose troppo scottanti, troppo delicate». Il Corvo (cattolico, praticante) parla dell’atmosfera di paura e omertà che ci sarebbe Oltretevere («un Paese dove uno fa una strage e sparisce nel nulla», alludendo alla morte del capo delle Guardie svizzere, Alois Estermann). Sostiene che c’è un altro tipo di «martirio» possibile, oltre quello fisico, e lo chiama «il martirio della pazienza». Una definizione che però non sembra casuale visto che questo è proprio il titolo del libro di memorie sulla Ostpolitik (la diplomazia vaticana prima della caduta del Muro di Berlino), scritto dal cardinale Agostino Casaroli (pubblicato postumo nel 2000), che era il segretario di Stato al momento della scomparsa della Orlandi, nel giugno 1983.
Ce n’è abbastanza per suscitare l’interesse della Procura della Repubblica di Roma, non fosse altro perché il funzionario è reo confesso della rivelazione di segreti ai danni di uno Stato estero, come denunciato ufficialmente dal portavoce della sala stampa vaticana, padre Federico Lombardi. «Anche se la sicurezza vaticana è molto efficace ed efficiente» e quindi chi volesse rendersi protagonista di nuove fuoriuscite di notizie «non avrebbe facoltà nel farlo», il Corvo è sicuro che «questa storia lascerà il segno», «farà del bene alle coscienze di chi è responsabile», anche se nell’immediato forse nulla cambierà. «Ma i tempi della Chiesa sono, diciamo così, biblici».
M. Antonietta Calabrò