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 2012  febbraio 22 Mercoledì calendario

Ci mancava solo l’«indignada» di Mediobanca - Caffè da Cova, concerto alla Scala, un salto alla boutique di Armani

Ci mancava solo l’«indignada» di Mediobanca - Caffè da Cova, concerto alla Scala, un salto alla boutique di Armani. E poi via una bella tirata contro la casta, che ormai è co­me la rucola negli anni Ottanta: si mette dappertutto e qualche volta rimane fra i denti. Nei salotti della Milano bene non si parla d’altro:«Signora mia,sapesse,la po­litica quanto ci costa, più di un girocollo Cartier...».E così l’altro giorno durante l’in­contro con la comunità finanziaria di piaz­za Affari, Mario Monti s’è trovato a fare i conti con una ribellione tutta gioielli, tail­leur e anticasta. A far da paladina niente meno che la moglie di Alberto Nagel,l’am­ministratore delegato di Mediobanca: «Nell’agenda di governo si prevede di at­taccare la casta? ». Avanti banchieri, alla ri­scossa: diamo l’assalto al palazzo.Ma sen­za mettere troppo in disordine il salotto buono, però. La premiere dame di via Filodrammati­ci, che ha rivolto l’impertinente e indigna­da domanda al premier, si chiama Rober­ta Furcolo. È dirigente del broker assicura­tivo Aon, una holding presieduta da Ser­gio Erede che vede fra i suoi amministrato­ri Paolo Marzotto, Angelo Moratti, Carlo Alessandro Puri Negri e altra crème. Suo marito,per l’appunto,è Alberto Nagel, am­ministratore delegato di Mediobanca, che nel 2010 ha guadagnato 2.550.500 eu­ro, cioè 213mila euro al mese,ma solo per­ché è stato un po’ sfortunato: nel 2008 ave­va guadagnato 3.150.000 euro. Un curri­culum perfetto, è evidente, per chi si vuol battere contro i privilegi. Come se Gambadilegno diventasse pa­ladino della sicurezza in città, come se Ga­stone Paperone fosse eletto presidente del club degli sfortunati, come se Franke­stein si proponesse leader del movimento della bellezza, ecco: la sciura Mediobanca che s’indigna contro il palazzo fa un po’ lo stesso effetto.Basta con i privilegi,d’accor­do, basta con gli sprechi. Ma se la richiesta nasce in quei salotti buoni che all’ombra dei privilegi sono sempre cresciuti e gli sprechi li hanno sempre coperti, beh, vie­ne qualche dubbio. E allora anche i più grandi sostenitori dell’anticasta, trovan­dosi come compagni di viaggio gli indigna­dos di via Filodrammatici e le indignadas di via Montenapoleone, non possono fare a meno di chiedersi: accidenti, ma dove ab­biamo sbagliato?