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 2012  febbraio 22 Mercoledì calendario

Btp e fondi, i ministri non rischiano - Guardare nei portafogli dei mini­stri che ieri hanno messo on line la propria situazione patrimoniale in omaggio alla «trasparenza» è, per noi cittadini, un bell’esercizio per molte virtù

Btp e fondi, i ministri non rischiano - Guardare nei portafogli dei mini­stri che ieri hanno messo on line la propria situazione patrimoniale in omaggio alla «trasparenza» è, per noi cittadini, un bell’esercizio per molte virtù. La prima è l’umiltà, dato che in molti casi si possono vedere dichiara­te­proprietà e redditi tali da far impal­lidire anche chi era convinto di di­sporre di un buon reddito. La secon­da è la speranza, infatti anche ad uno sguardo superficiale alcune di que­ste dichiarazioni appaiono sciatte e omissive, tanto da far trasparire il so­spetto di qualche «dimenticanza». Quindi se dei ministri rispondono così male a semplici quesiti è lecito sperare che anche per i comuni mor­tali ci sarà comprensione di fronte al decimale sbagliato nella dichiarazio­ne dei redditi. La terza è la pazienza, dato che abbiamo aspettato mesi per avere queste paginette che a ben guardare potevano essere compilate in pochi minuti. Ora che però tutto è a posto e a disposizione del pubblico cosa si può imparare dalle dichiara­zioni dei ministri? Corrado Passera Che il Superministro dello Svilup­po economico non fosse uno spiantato lo si sapeva, quindi non devono stupire più di tanto le cifre da capogiro che di­chiara. Del resto meglio di lui (come redditi) hanno sicuramente fatto altri banchieri che avevano fatto peggio di lui (come gestione della banca che diri­gevano). Viene se mai da chiedersi a che titolo questi milioni siano stati asse­gnati ai manager che hanno pratica­mente azzerato il valore delle azioni delle banche da loro gestite e ora salva­te solo grazie alla liquidità della Bce. Fatto sta che dalla vendita di azioni del­la «sua» Banca Intesa, se pur ai minimi storici, Passera ha ottenuto liquidità per quasi nove milioni di euro.Va nota­tochel­’interaci­fra risulta versa­ta in un «conto di deposito», quindi i rispar­mi del ministro devono ringra­ziare il decreto estivodelprece­dente governo che ha alzato le tasse su tutti i ti­toli privati di ri­sparmio, abbassando però l’aliquota sui conti bancari, passati dal 27% al 20%. Sulla cifra accantonata da Passe­ra, si tratta di circa 25mila euro di tasse inmenoall’anno. Mica male per un an­no in cui quasi tutti pagheranno di più sui propri risparmi. Ovviamente a que­sti «risparmi» vanno aggiunti 4 milioni e mezzo di euro di assicurazione e fon­do pensione complementare che, es­sendo di solito calcolati come ( piccola) frazione dello stipendio ricevuto, fan­no ben capire di che entità siano stati i redditi passati del ministro. Completa­no il quadro i due alberghi quattro stel­le «di famiglia», criticati in passato per una storia di mutui milionari erogati proprio dalla Banca di Passera, fondi parcheggiati poi per alcuni anni a Ma­deira. Un’ultima annotazione sull’ali­quota curiosamente bassa pagata sul reddito dichiarato l’anno scorso:a fron­te di oltre tre milioni e mezzo sull’Uni­co le tasse sono state «solo» meno di 1,4 milioni con un tax rate del 38%. Antonio Catricalà Mistero fitto sulla dichiarazione dell’ex responsabile dell’Antitrust e ora sottosegretario alla presidenza del Consi­glio. Per l’anno prece­dente aveva dichiara­to la bellezza di 740mila euro e con ogni probabilità cifre importanti gli erano state corrisposte an­che negli anni prece­denti. Ebbene, a fronte di tali redditi risultano solo una Mercedes vec­chiotta, una bella barchetta sportiva ma di valore e dimensioni contenute (sotto i dieci metri, quindi niente tas­sa sulla nautica) e 20mila euro di Bot. E il resto? Pur considerando gli appar­tamenti (di cui uno con mutuo) è cu­rio­so che un benestante come il sotto­segretario non abbia praticamente ri­sparmi. Quale sarà la causa? Spese poco sobrie, prudenti investimenti in arte o semplice dimenticanza? At­tendiamo ulteriori delucidazioni. Francesco Profumo Il ministro della Pubblica istruzio­ne, oltre a più prudenti quote di fondi comuni e gestioni patrimoniali affi­date all’Unicredit, dove era ammini­­stratore delegato il Profumo finora più conosciuto, è uno dei pochi che si avventura nell’investimento «fai da te» in azioni. Non sappiamo a che prezzo le abbia acquistate, tuttavia è probabile che i suoi risparmi, soprat­tutto allocati in titoli bancari, abbia­no subito in pieno i clamorosi ribassi di cui questi titoli sono stati protago­nisti negli ultimi anni. Un buon moni­to­per introdurre nelle scuole l’educa­zione finanziaria. Giampaolo Di Paola Il ministro della Difesa invece «di­fende » anche i suoi cospicui risparmi con le unghie e con i denti. Oltre ad una pensione «provvisoria» di plati­no superiore ai 300mila euro annui, sfoggia un portafoglio titoli molto pru­dente ( in gergo finanziario si dice, ap­punto, «difensivo») di circa 1 milione di euro investito soprattutto in obbli­gazioni e titoli di Stato, con solo una quota minima allocata in azioni. Annamaria Cancellieri Al contrario del suo collega alla Di­fesa il ministro dell’Interno presenta un curioso zero spaccato alla casella degli investimenti mobiliari se si ec­cettuano poche azioni della Banca popolare di Vicenza. Anche in que­sto caso, come per Antonio Catrica­là, viene da domandarsi cosa mai po­trebbe fare un ministro senza rispar­mi per far fronte a spese impreviste. È ben vero che la Cancellieri possiede qualche appartamento (nota che va­­le per tutti, sarebbe interessante sape­re se gli immobili dichiarati sono sta­ti acquistati o ereditati, quanto sono stati pagati e quando) e qualche terre­no, ma se dovesse capitarle di cam­bi­are la cucina di casa o se la sua Toyo­ta Land Cruiser dovesse essere sosti­tuita, non sarebbe molto agevole pro­curarsi i fondi vendendo le frazioni di terreno agricolo a Palazzolo Acreide di cui dispone. Vero è che a chi dispo­ne del controllo dei servizi segreti non do­vreb­bero capitare im­previsti, ma la man­canza assoluta di ri­sparmi è un po’ im­prudente. Fabrizio Barca Ottimo esempio da parte del ministro per la Coesione terri­toriale che, in nome della coesione, si presenta in comunione dei beni con la moglie portoricana. Bene an­che la gestione dei risparmi, ben bi­lanciati con gli immobili e con obbli­gazioni e polizze vita. Uno spettacolo dev’essere la sua Renault Kangoo truccata da Formula 1 dato che di­chiara la bellezza di 63 cavalli fiscali (per intendersi, la Porsche Carrera del sottosegretario ai Trasporti Ciac­cia, correttamente di cavalli fiscali ne dichiara «solo» 40). Enzo Moavero Milanesi Il ministro per gli Affari europei tie­ne anch’egli fede al suo incarico. I suoi risparmi infatti sono investiti in case sia in Italia che a Bruxelles e in una lunga serie di gestioni patrimo­n­iali di banche internazionali tutte di­verse ( occhio ai costi di gestione!) an­che se la maggior parte è affidata al­l’Ubs e questa è una piccola scivola­ta: la Svizzera infatti è Europea solo geograficamente, ma è fuori dal­l’Unione Europea. Non manca una piccola gestione di Goldman Sachs. Per eccesso di zelo poi il ministro ha dichiarato pure i telefoni. Ha l’Ipad (Ahi!Americano)ma si rifà con un eu­ropeissimo cellulare Nokia. Renato Balduzzi Di sicuro il portafoglio investimen­ti del ministro è in buona salute e se si prenderà cura della sanità italiana co­me si prende cura dei propri risparmi si prospettano tempi felici per clini­che e ospedali. Bilanciati gli investi­ment­i immobiliari con proprietà civi­li e agricole sia in città che in luoghi di villeggiatura e un vasto «giardinetto» titoli assolutamente rispettoso del sa­no principio della diversificazione, con molti fondi comuni del gruppo Banca Intesa e una più che prudente liquidità di 50mila euro circa per far fronte ad eventuali imprevisti, si spe­ra non di salute. Piero Gnudi Il ministro del Turismo era consi­gliere di amministrazione di una lun­ga fila di importanti società e quindi dichiarava redditi di tutto rispetto, quasi 2 milioni di euro. Risparmi inve­stiti non si sa con quale fortuna in molti titoli bancari e un gozzo (in ap­parenza esente al millimetro da tassa sulla nautica). In perfetto accordo con la sua vocazione turistica sor­prendentemente non dichiara alcun immobile di proprietà Paola Severino Una parola sola: complimenti. Il mega-reddito dichiarato del mini­stro della Giustizia fa di lei un contri­buente assolutamente esemplare, perché su un’imponibile di oltre 7 mi­lioni di euro ha pagato la bellezza di 4 milioni e passa di imposte. Di sicuro per parcelle si­mili il proble­ma della tariffa minima per gli avvocati non si è posto. Corrado Clini Ministro del­l ’Ambiente con mezza ca­sa, una 500 e al­trimenti nulla­tenente. Più al «verde» di così... Giuliomaria Terzi di Sant’Agata Curiosocasoquellodelministrode­gli Esteri ed ex ambasciatore. Per esse­re un rappresentante all’estero del­­l’Italia, Terzi (bravissimo ad interagire con il pubblico sui social network co­me twitter ) sfoggia un parco mezzi di trasporto che sembra uno spot all’in­dustria straniera: automobili tede­sc­he e americane e soprattutto una mi­tica moto Harley Davidson. Viene qua­si da rammaricarsi che Monti abbia vietato i regali di valore, perché è pro­babile che l’industria del motociclo ita­liana gli avrebbe volentieri fatto dono di un’ottima motocicletta tricolore con la quale impennare davanti alle delegazioni estere.