Massimo Sideri, Corriere della Sera 23/2/2012, 23 febbraio 2012
(m.sid.) Politicamente parlando potrebbe essere un indizio importante. Oppure non significare nulla
(m.sid.) Politicamente parlando potrebbe essere un indizio importante. Oppure non significare nulla. Provate a digitare www.corradopassera.it, sarete accolti da un classico: «Questo sito è riservato». Il ministro dello Sviluppo economico sta preparando lo sbarco della campagna politica in Rete? Il primo pensiero è che potrebbe trattarsi di un fake, un falso sito di un falso Passera. Un buontempone o un furbo. Non sarebbe la prima volta: da quando è entrato nel governo ci sono stati almeno due lanci da un suo falso profilo su Twitter che hanno creato il panico. Il 4 dicembre scorso, in piena ansia da spread, il non-Passera aveva twittato: «La catastrofe incombe e va evitata, anche se costa». Un altro lancio sulle frequenze tv, nei giorni in cui si discuteva del beauty contest, aveva indotto nuovamente all’errore. Ma i siti online con la desinenza «.it» devono essere registrati e come amministratore risulta la Eikon Strategic Consulting Italia, società dietro alla quale c’è Enrico Pozzi, una vecchia conoscenza di Passera che aveva già lavorato anche per Intesa Sanpaolo. Pozzi è uno psicoanalista abbastanza noto nei circoli romani che contano. Si occupa di web reputation. Monitora con i motori semantici come salgono e scendono sui vari blog, aggregatori e discussioni online i nomi dei propri clienti (e dei competitor). E al sito starebbe lavorando anche Giovanna Salza, moglie del ministro ed ex capo della comunicazione di AirOne.