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 2012  febbraio 22 Mercoledì calendario

Bersani sogna il trionfo alle urne per far cadere Monti sul lavoro - Un tempo ci si divideva sul­la vasca ( di destra) o la doccia (di si­nistra); i camperos (di destra) e le clark (di sinistra)

Bersani sogna il trionfo alle urne per far cadere Monti sul lavoro - Un tempo ci si divideva sul­la vasca ( di destra) o la doccia (di si­nistra); i camperos (di destra) e le clark (di sinistra). O su Tex Willer. Oggi l’argomento su cui il Pd litiga è assai più serio, e di più vasta porta­ta. Mario Monti e le scelte politiche del suo governo sono di destra o di sinistra? Il dibattito lo ha aperto Walter Veltroni domenica, con un’ampia intervista a Repubblica nella quale esortava il proprio partito a non di farsi scippare Monti e il suo gover­no «riformista» dal centrodestra, o peggio ancora da Casini, e ad apri­re senza «tabù»sulla riforma del la­voro. E nella quale, sia pur tra le ri­ghe, indicava il Professore come possibile futuro premier di una lar­ga coalizione di governo. Le reazioni nel Pd sono state furi­bonde, tanto che il lettiano France­sco Boccia denuncia una «indecen­te caccia all’uomo» contro Veltro­ni. Il quale,insieme a tutta l’ala filo-Monti del Pd, teme che la riforma del lavoro sia il terreno minato su cui la grande coalizione che regge il governo tecnico può saltare. La Cgil è in grande difficoltà, e frena sui tempi di chiusura dell’accor­do. E in casa Pd questo tentativo di rinvio viene letto come un gioco di sponda con la sinistra interna vici­na a Bersani: «Il ragionamento con cui cercano di convincere Bersani - spiega un veltroniano - è questo: prima stravinciamo le amministra­tive, poi il Pdl sarà tramortito e noi apriamo la crisi sul lavoro». Un atout formidabile per una campa­gna elettorale politica nel segno della «foto di Vasto» e tutta in chia­ve neo- laburista, con Bersani can­didato premier di Pd, Sel e Idv e la Cgil in piazza a sostenerlo. Per for­tuna, aggiunge il veltroniano, che c’è Napolitano a vegliare, altrimen­ti «finisce esattamente come la “gioiosa macchina da guerra”: Pd e Casini,se sono furbi,si ricompat­t­ano su Monti e ci mandano all’op­posizione vita natural durante». C’è anche questa partita, dietro la grande rissa su Monti di sinistra o di destra, e ora si attende una prossima direzione per mettere sul tavolo le carte dello scontro in­terno. Ma a bruciare in casa bersa­niana, dell’intervista a Veltroni, è anche il mezzo attraverso il quale l’ex segretario ha inviato il suo mes­saggio: il definitivo «tradimento» di Repubblica . Non che le avvisa­glie fossero mancate: solo pochi giorni fa Francesco Merlo, in un suo commento su Sanremo, aveva equiparato Pier Luigi Bersani a Gianni Morandi: «Entrambi (...) un tempo sono stati molto bravi, cantante e ministro, mentre oggi sono tristemente inabili al ruolo di conduttore». L’indignazione dei bersaniani è tracimata sul web. La punta di lan­cia, Stefano Fassina, si è occupato di smontare da sinistra Veltroni (e Monti, che «non è progressista»), accusandolo niente di meno che di essere berlusconiano. Oltre che chiamandolo «Water» anzichè Walter su Facebook . Solo un refu­so? Può darsi. Ma che a bruciare sia la scelta di Repubblica , un tempo più amica di Bersani ma ora in rotta di avvici­na­mento alle ipotesi di grosse koali­tion veltroniane, lo si capisce ad esempio leggendo i dolenti sfoghi via social network di una pasiona­ria bersaniana come la direttrice di YouDem Chiara Geloni: «Il giorno che le dimensioni e l’impaginazio­ne delle interviste di Repubblica ai dirigenti del Pd avranno un rappor­to con l’importanza dei contenuti, il ruolo di chi parla e la realtà in ge­nerale potremo dire di essere di fronte a un’informazione onesta». Come mai,si chiede Geloni,«le opi­nioni di un singolo deputato Pd vengono ritenute tanto importanti da avere così tanto spazio più di quello che normalmente viene ri­servato alle idee del segretario?». Chissà.