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 2012  febbraio 22 Mercoledì calendario

Il rapporto a caldo degli italiani: «Spari in acqua, nessuna vittima» (+ documento) - Il rapporto dei marò sulla sven­t­ata minaccia alla petroliera italia­na Enrika Lexie scritto a «caldo», subito dopo aver dato il cessato al­larme, dimostra che i fucilieri di marina hanno fatto solo il loro do­vere

Il rapporto a caldo degli italiani: «Spari in acqua, nessuna vittima» (+ documento) - Il rapporto dei marò sulla sven­t­ata minaccia alla petroliera italia­na Enrika Lexie scritto a «caldo», subito dopo aver dato il cessato al­larme, dimostra che i fucilieri di marina hanno fatto solo il loro do­vere. Gli indiani non li avevano an­cora accus­ati di aver ucciso due pe­scatori e la nave non era finita nel­la «trappola»del porto di Kochi do­ve si trova. Il rapporto, in possesso del Giornale , è stato stilato dal ca­p­o squadra del nucleo di protezio­ne a bordo della petroliera, Massi­miliano Latorre, «arrestato»dome­nica dalle autorità indiane. Dalle 41 righe inviate a Roma e scritte in tempi apparentemente non so­spetti è chiarissimo che i marò riba­discono di aver sparato solo in ac­qua contro un’imbarcazione, con uomini armati a bordo, che si è av­vicinata fino a 100 metri, nonostan­te i segnali luminosi e le raffiche di avvertimento, prima di mollare la preda. Come si legge sull’intestazione il fallito attacco è avvenuto alle 16, ora indiana, del 15 febbraio. Seguo­no le coordinate della posizione precisa dell’«unità navale Enrika Lexie»che si trova a«20 miglia nau­tiche ( circa 40 chilometri nda) dal­la costa al largo di Allepey ( India)». Il primo allarme viene dato dall’« ufficiale di guardia in plancia (del­l’equipaggio civile nda ) » che «in­formava il team di sicurezza ( i 6 fu­cilieri del Reggimento San Marco nda ) di un bersaglio presente sul radar». In pratica un’imbarcazio­ne sospetta che si sta avvicinando troppo. Il rapporto prosegue specificando che l’unità navale è «priva di numero identificativo a circa 3 miglia a prora dritta (....) con rotta a puntare». Ovvero sta dirigendo­si, come fanno i pirati, verso la pe­troliera. «Monitorata costante­mente con “radar” e “otticamen­te” questa (l’imbarcazione in avvi­cinamento nda ) risultava di picco­le dimensioni ». I marò sono adde­­strati e «alla distanza di circa 800 yards (circa equivalente in metri nda ) si effettuavano ripetuti flash con panerai (proiettori luminosi nda ) dall’aletta di dritta (la parte esterna a destra della plancia nda ), ma senza alcun risultato». A questo punto i fucilieri di marina sono pronti a far fuoco: «Chiamata l’attivazione, (...)uno dei due ope­­ratori già in posizione (...) palesa­va l’arma AR 70/90 (fucile mitra­gliatore in dotazione nda) portan­dola ben in vista verso l’alto». No­nostante i segnali luminosi e la chiara dimostrazione che a bordo della petroliera ci sono militari ar­mati «ciò non è servito a far cam­biare rotta all’imbarcazione. Alla distanza di circa 500 yards è stata effettuata la prima raffica di avver­timento in acqua, ma anche que­sta risultava inutile per convince­re l’imbarcazione ad allontanar­si ». Se fossero stati solo pescatori, sarebbero stati «suicidi» a «punta­re » la petroliera italiana. «Una seconda raffica di avverti­mento a circa 300 yards » viene spa­rata «dopo che un operatore (ma­rò nda) aveva dato l’allarme di per­sone con arma a tracolla a bordo avvistati con l’ausilio del binoco­lo ».Nel rapporto si legge che«l’im­barcazione continuava l’avvicina­mento », come se fossero pirati pronti all’abbordaggio.«In due uo­mini abbiamo continuato ad effet­tuare fuoco di sbarramento in ac­qua - scrive Latorre- fin quando l’imbarcazione a meno di 100 yar­ds cambiava direzione defilan­do ». Però non è finita a dimostra­zione che difficilmente si trattava di semplici pescatori.«L’imbarca­zione una volta defilata dalla no­stra poppa - si legge nel rapporto militare- non aveva una rotta defi­nita, in quanto essa più volte ha ri­preso la navigazione verso la no­stra unità». Allora «tutto il team ha continuato a palesare le armi» e a inviare segnali luminosi«fin quan­do l’imbarcazione a velocità spedi­ta dirigeva in direzione “mare aperto”allontanandosi definitiva­mente ». Se ci fossero stati degli in­nocenti feriti a bordo avrebbero dovuto andare verso la costa o chiedere soccorso. «Alle ore 17 ora locale - conclude il capo di prima classe- ho ritenuto opportuno (...) cessare lo stato di allarme anti pira­ta­svincolando l’equipaggio dal ri­covero in cittadella». In pratica i marinai civili a bordo si sono chiu­si nella stanza blindata che serve a resistere in caso di abbordaggio. Il rapporto appare genuino e di­mostra che i marò hanno seguito le procedure anti pirati. Secondo il rapporto non hanno mai sparato sull’imbarcazione, ma solo in ac­qua, anche quando era vicinissi­ma. Fino a prova contraria il capo di prima classe Latorre ed il sergen­te dei marò Salvatore Girone sono stati praticamente arrestati dagli indiani per aver difeso la petrolie­ra facendo solo il loro dovere. Fausto Biloslavo *** ESCLUSIVO IL DOCUMENTO 151600LT FEB MENTRE L’UNITA NAVALE M/T ENRIKA LEXIE NAVIGAVA IN COORD 091702N-0760180E DISTANTI 20 Nm DALLACOSTA PRECISAMENTE AL LARGO ALLEPEY(INDIA), L’UFFICIALE DI GUARDIA IN PLANCIA INFORMAVA IL TEAM DI SICUREZZA DI UN BERSAGLIO PRESENTE SUL “RADAR” PRIVODI NUMERO IDENTIFICATIVO A CIRCA 3 Nm A PRORA DRITTA DELL’UNITÀ CON ROTTA A PUNTARE; MONITORATA COSTANTEMENTE CON “RADAR” ED “OTTICAMENTE”,QUESTA RISULTAVA ESSERE UN’IMBARCAZIONE DI PICCOLE DIMENSIONI. ALLA DISTANZA DI CIRCA 800 YARDS SI EFFETTUAVANO RIPETUTI FLASH CON PANERAI DALL’ALETTA DI DRITTA, MA SENZA ALCUN RISULTATO;CHIAMATA L’ATTIVAZIONE, MENTRE IL DISPOSITIVO PRENDEVA POSIZIONE, UNO DEI DUE OPERATORI GIÀ IN POSIZIONE SULL’ALETTA DI DRITTA PALESAVA L’ARMA AR 70/90 PORTANDOLA BEN IN VISTA VERSO L’ALTO, CIÒ NON È SERVITO A FAR CAMBIARE ROTTA ALL’ IMBARCAZIONE.ALLA DISTANZA DI CIRCA 500 YARDS È STATA EFFETTUATA LA PRIMA RAFFICA DI AVVERTIMENTO IN ACQUA, MA ANCHE QUESTA RISULTAVA INUTILE PER CONVINCERE L’IMBARCAZIONE AD ALLONTANARSI.PERSISTENDO LA SUA ROTTA A PUNTARE. SUCCESSIVAMENTE UNA SECONDA RAFFICA DI AVVERTIMENTO IN ACQUA A CIRCA 300 YARDS DOPO CHE UN OPERATORE AVEVA DATO L’ALLARME DI PERSONE CON ARMA A TRACOLLA A BORDO, AVVISTATI CON L’AUSILIO DEL BINOCOLO; L’IMBARCAZIONE CONTINUAVA L’AVVICINAMENTO,IN DUE UOMINI ABBIAMO CONTINUATO AD EFFETTUARE FUOCO DI SBARRAMENTO IN ACQUA FIN QUANDO L’IMBARCAZIONE A MENO DI 100 YARDS. CAMBIAVA DIREZIONE DEFILANDO SOTTO IL NOSTRO LATO DRITTO, SCARROCCIANDO DA POPPA. L’IMBARCAZIONE UNA VOLTA DEFILATA DALLA NOSTRA POPPA NON AVEVA UNA ROTTA DEFINITA, IN QUANTO ESSA PIÙ VOLTE HA RIPRESO LA NAVIGAZIONE VERSO LA NOSTRA UNITÀ, TUTTO IL TEAM HA CONTINUATO A PALESARE LE ARMI E FLASH DI PANERAI, FIN QUANDO L’IMBARCAZIONE A VELOCITÀ SPEDITA, DIRIGEVA IN DIREZIONE “MARE APERTO” ALLONTANANDOSI DEFINITIVAMENTE. ALLE ORE 1700LT HO RITENUTO OPPORTUNO,DATA LA NOTEVOLE DISTANZA DALLA MINACCIA, CESSARE LO STATO DI ALLARME ANTIPIRATA, SVINCOLANDO L’EQUIPAGGIO DAL RICOVERO IN CITTADELLA. IL TEAM HA NORMALMENTE RIPRESOIL SUO SERVIZIO DI SORVEGLIANZA.