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 2012  febbraio 18 Sabato calendario

ITALIA DEGLI ENTI LOCALI CONTRO I VENDITORI DI SWAP

Ad aiutare la super-transazione annunciata ieri fra il Comune di Milano e le quattro banche coinvolte nell’affaire derivati c’è stata senza dubbio l’entità del contenzioso che si è accumulato negli ultimi anni sul debito di Palazzo Marino. La prova del nove arriva dalle tante vicende in giro per l’Italia che vedono enti locali impegnati nell’uscita dal campo dei derivati, diventato impraticabile dopo che le inchieste di giornali, Guardia di Finanza e Corte dei conti l’hanno travolto.
Il caso Milano, dove la transazione ferma la causa civile ma ovviamente non spegne il processo penale in corso a Palazzo di Giustizia, primeggia infatti per i numeri in gioco ma non è un caso raro di questi tempi. A Reggio Calabria, per esempio, a inizio febbraio il Comune è riuscito a chiudere i derivati con Bnl chiudendo l’operazione con un saldo positivo vicino ai 4 milioni di euro. In quel caso, erano stati il ministero dell’Economia e la Corte dei conti a mettere gli occhi sugli swap, e in particolare la sezione regionale di controllo per la Calabria aveva sollecitato apertamente la chiusura di un’operazione il cui mark to market era sprofondato fino a -7,35 milioni. Un anno prima, invece, era stato il Comune di Pozzuoli a stappare lo spumante per festeggiare la chiusura a costo zero di un contratto da 39,7 milioni di nozionale firmato nel 2007 con Hsh Nordbank. In questo caso, è vero, non c’è stato un «premio» per il Comune, ma tenere in piedi l’operazione sarebbe costato almeno 34 milioni, nell’ipotesi ultra-ottimista di tassi invariati fino a scadenza, mentre la penale per l’uscita anticipata sfiorava i 18,6 milioni. A spiegare la «generosità» dell’istituto di credito, che ha rinunciato al tutto, è anche in questo caso la Corte dei conti, che aveva bocciato i derivati di Pozzuoli perché non riducevano il costo del debito e mancavano di trasparenza (violando quindi d’un colpo sia la Finanziaria 2007 sia quella 2008).
Dove le accuse ufficiali non sono così pesanti, però, la strada del contenzioso si dimostra più in salita per gli enti territoriali che la imboccano. Lo stanno imparando, per esempio, alla Regione Piemonte, che a fine gennaio ha perso a Londra il primo round legale con Merrill Lynch ed è stata condannata a pagare alla banca 90mila euro di spese legali. Ma dalla Toscana al Piemonte, dalla Provincia di Pisa al Comune di Firenze, l’Italia è piena di contenziosi, spesso nati dagli annullamenti in autotutela che si sono moltiplicati negli ultimi mesi, e le partite sono apertissime.