Paolo Siepi, ItaliaOggi 18/2/2012, 18 febbraio 2012
Periscopio – È serio, scrupoloso, integro, morigerato, severo e irreprensibile. Non induce alla rassegnazione e alla noia
Periscopio – È serio, scrupoloso, integro, morigerato, severo e irreprensibile. Non induce alla rassegnazione e alla noia. Anzi. Monti è, a suo modo, esuberante. Raccontano perfino che abbia dato un nome a ognuna delle sue pantofole. Andrea Marcenaro. Il Foglio. Gianni Letta nel 1980 incassò un miliardo e mezzo di lire dai fondi neri dell’Iri e nel 1993 confessò a Di Pietro di aver pagato una mazzetta Fininvest di 70 milioni di lire al segretario del Psdi Antonio Cariglia («la somma fu da me introdotta in una busta e consegnata tramite fattorino»): si salvò per amnistia. Marco Travaglio. Il Fatto. I politici che credono in quel che dicono, prima o poi, saranno smascherati. Roberto Gervaso. Il Messaggero. Secondo gli statalisti, prima si deve stabilire il «fabbisogno» dello Stato e poi, in funzione di ciò, si deve determinare il livello del prelievo fiscale. Un movimento anti-tasse invece rovescerebbe l’impostazione: proporrebbe di stabilire prima quale sia il livello di tassazione che ritiene accettabile e poi di tagliare, in proporzione, la spesa pubblica. Angelo Panebianco, Sette. Un tempo si sarebbe detto al vertice del Pd: preoccupatevi piuttosto dell’uccello padulo, che vola all’altezza di quella parte del corpo che non è elegante nominare. Giampaolo Pansa. Libero. Una volta, durante una manifestazione delle donne lavoratrici, portai alla Camera del lavoro una vignetta del «Candido» sul tema: «Obbedienza cieca, pronta ed assoluta» dove si vedevano persone con la gonna in testa: Diceva: contrordine compagni! La frase pubblicata dall’Unità «Durante la manifestazione per la Giornata della Compagna, i lavoratori sfileranno con le gonne in testa», contiene, un errore di stampa, e pertanto va letta: «Con le donne in testa». Valfrido Paoli: «Il Sancarlo» Istituto S. Carlo - Foligno. Tullia Zevi, mia madre, ha vissuto la vera giovinezza fra i 60 e gli 80 anni. Luca Zevi. Mi sono scoperta ad attendere nuovi sguardi e nuovi sorrisi. Delle braccia morbide e nude fra cui sarebbe stato bello smarrirsi. La titubanza, come di chi si sapeva in procinto di profanare un enigma, entrambi in un corpo ancora sconosciuto. O che temevo di conoscere troppo, e tuttavia sentivo oscuramente che quel troppo non sarebbe mai stato abbastanza. Lorella Pagnucco Salvemini: «Gli occhi sul samovar» (Marsilio). Fernando Pessoa lasciò ventisettemila versi inediti, un baule pieno di gente. Vivian Lamarque. Corsera. Agri timbri, malinconiche velature (come d’una pioggia lunga su una periferia di gatti randagi e di bidoni) nei pezzi musicali, sul cadere degli anni Venti, di Red McKenzie e compagni. Sennonché, d’improvviso, tra le nuvole, spunta un sole: Coleman al sassofono tenore. Gesualdo Bufalino: «Bluff di parole». Bompiani. E si sa che in ogni concorrenza, per titoli o per esami, vincono sempre i raccomandati. Massimo Bucchi, il venerdì. I paesi scandinavi, dove l’esistenza scorre garantita, lineare, prevedibile «dalla culla alla tomba», hanno il più alto tasso di suicidi in Europa, cinque o sei volte superiore al nostro Sud dove sono in parecchi a doversi inventare ogni giorno la vita per far quadrare il pranzo con la cena. La necessità aguzza l’ingegno, la sicurezza lo ottunde. Massimo Fini. Il Fatto. Fuori c’è il sole. Trovo immorale soffrire con il bel tempo, tra l’indifferenza degli uomini e delle cose. Deve essere triste morire quando si odono risa di bambini o un pettirosso ci saltella irriverente davanti. Ci sarebbe bisogno di silenzio, rotto soltanto da latrati di cani, da uno sbatacchiare di lenzuola ad asciugare, schiaffeggiate dal vento. Se c’è stato un Big-Bang da cui è scaturita la vita, ne dovrebbe arrivare un altro a segnare la fine comune. Non trovo giusto questo andarcene in ordine sparso, sia rispettando la precedenza, sia, soprattutto, stravolgendola. Franco M. Scaldaferro. «Diario di un povero capitalista» Neri Pozza. Un paese come l’Italia, che è diventato ricco forse anche grazie alla mancanza di una salda direzione politica e di un robusto scheletro statale, potrebbe ridiventare povero proprio per l’assenza di una testa funzionante e di una solida struttura amministrativa. Saverio Vertone: «Viaggi in Italia», Rizzoli. (mfimage) Qui giace Guglielmo Giannini, ucciso dal dolore di essere un uomo qualunque. Indro Montanelli: «Ricordi sott’odio» Rizzoli.