GUIDO RUOTOLO, La Stampa 18/2/2012, 18 febbraio 2012
Finti bond americani Giallo da 6 miliardi tra Italia e Svizzera - Seimila miliardi di dollari. Tre volte il debito pubblico italiano
Finti bond americani Giallo da 6 miliardi tra Italia e Svizzera - Seimila miliardi di dollari. Tre volte il debito pubblico italiano. A essere precisi, 5.973 miliardi di dollari. Naturalmente falsi. Sono i titoli di Stato americani emessi il 30 agosto del 1934 dalla Federal Reserve Bank di Chicago, che una banda di truffatori di provincia stava cercando di collocare sul mercato e che sono stati sequestrati dal Ros dei carabinieri in Svizzera, a Zurigo. I falsari, per rendere credibile il tutto avevano accuratamente catalogato i bond per numero di serie, li avevano poi trattati chimicamente con paraffina per la loro conservazione, e li avevano custoditi in tre casse di legno. Non solo, in un cilindro di piombo sono stati trovati una copia del Trattato di Versailles e uno dei documenti firmati al termine della Prima Guerra Mondiale. E questo per giustificare la cifra stratosferica di bond, in quanto parte degli enormi scambi di denaro tra le potenze vincitrici per le spese di guerra. Se non fosse una storia vera, potrebbe essere una moderna rivisitazione della «Banda degli onesti» di Totò e Peppino De Filippo. L’inchiesta del Ros dei carabinieri e della Procura di Potenza ha portato ieri a otto misure cautelari in carcere o ai domiciliari. Tra gli arrestati c’è anche l’ex sindaco di Montescaglioso, Matera. L’oggetto dell’inchiesta, la truffa, si è sviluppata sull’asse Basilicata-Svizzera, ma non si può escludere che abbia coinvolto anche altri paesi del Medioriente, la Grecia e la Germania. E che, alla fine, i falsari volevano piazzare i bond a «non bene individuate autorità americane». Non è uno scherzo. Intanto perché, come ha detto il procuratore di Potenza, Giovanni Colangelo, «un’operazione di questo tipo ha dei costi altissimi e, quindi, non può essere gestita e organizzata da semplice manovalanza. Sullo sfondo c’è sicuramente un’organizzazione che ha dimensione sovrannazionale. E non possiamo escludere che vi siano altri bond nascosti in qualche istituto di credito internazionale». Tanto che erano verosimili i titoli di stato americani, che sono stati periti d’Oltreoceano a stabilire che non erano veri. E l’ambasciata americana a Roma alla fine ha commentato che si tratta «del più importante sequestro di titoli falsi effettuato a livello mondiale». In attesa di piazzarli, di venderli, i titoli venivano utilizzati - è l’ipotesi del Ros dei carabinieri - «come garanzia per ottenere fidi dalle banche». Bond americani falsi. Non solo. C’è anche «la messa in circolazione di diversi assegni bancari di origine ignota e per un importo complessivo di 205.000 sterline inglesi, assegni della sede londinese della Hsbc». Ma in una intercettazione ambientale, un indagato parla con un interlocutore di un possibile traffico di uranio: «Senti ma i tuoi amici nigeriani, questo... questo plutonio, ce l’hanno o non ce l’hanno? Lo vogliono vendere o non lo vogliono vendere?». Commenta il gip nell’ordinanza di custodia cautelare: «Il riferimento esplicito fatto dal Menzella alla possibilità di acquistare del plutonio costituisce un episodio di una estrema e allarmante gravità che, ove confermato, denoterebbe una capacità e spregiudicatezza criminale davvero illimitata e proverebbe un’assoluta assenza di remora di sorta perfino a mettere in piedi affari relativi ad armamenti nucleari».