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 2012  febbraio 19 Domenica calendario

Dal Veneto alla Sicilia Pdl a rischio-Caporetto - Berlusconi non si è rassegnato alla separazione da Bossi e pensa di tornare all’attacco per convincerlo a correre insieme alle amministrative di primavera: almeno laddove è sicura o molto probabile la sconfitta del Pdl e della Lega in caso di corsa solitaria

Dal Veneto alla Sicilia Pdl a rischio-Caporetto - Berlusconi non si è rassegnato alla separazione da Bossi e pensa di tornare all’attacco per convincerlo a correre insieme alle amministrative di primavera: almeno laddove è sicura o molto probabile la sconfitta del Pdl e della Lega in caso di corsa solitaria. Perché se a Vicenza e Treviso il Carroccio può farcela da solo, altrove la musica cambia. Anche nelle due città venete i sindaci leghisti uscenti «rischiano» di vincere ma potrebbero trovarsi senza una maggioranza in consiglio comunale. Allora il Cavaliere farà al suo ex alleato di governo «un ultimo appello alla ragione». Un ennesimo incontro, un ennesimo tentativo su cui ieri Roberto Calderoli ha messo sopra una pietra tombale. «Visto che Berlusconi vuol continuare a sostenere un Governo che affama il popolo, allora l’alleanza con noi è da considerarsi morta e sepolta». Calderoli accusa Alfano di avere incontrato Bersani e Casini, «il vertice della nuova troika non finalizzato a discutere proposte riguardanti il governo ma temi squisitamente politici e parlamentari come le riforme costituzionali e la riforma elettorale. Allora mi aspetto alle prossime imminenti elezioni amministrative di vedere comunisti, pidiellini e Udc sostenere in alleanza i medesimi candidati sindaci». Il Pdl vive la contraddizione di inseguire la Lega e allo stesso tempo lavorare all’alleanza dei moderati, rischiando di rimanere senza l’una e l’altra. Così ora alle amministrative si prepara a correre con le proprie forze, come spiega Ignazio La Russa. «Non bisogna partire rassegnati. Nella vita politica come nel calcio - dice il coordinatore nazionale - bisogna combattere fino all’ultimo minuto. Nel Lazio abbiamo vinto anche senza la lista del Pdl». Quanto alla Lega, La Russa sostiene che non regge il ragionamento di Calderoli. «Cosa c’entra Roma con l’elezione dei sindaci? È un alibi. Loro vogliono solo rafforzarsi, far valere la loro identità. Il governo Monti è solo un pretesto. Andranno a sbattere contro un muro e a perdere non saremo noi o loro ma il Nord». L’ex ministro si rende conto che questa fase sta penalizzando il Pdl e che quindi bisogna mettere in campo tutta l’energia possibile e molti candidati della società civile laddove non è possibile individuarne uno di partito o di coalizione. C’è addirittura chi vorrebbe nascondere, sciogliere il Pdl dietro le liste civiche nel timore che le percentuali di voto precipitino rovinosamente rispetto alle precedenti amministrative, alle politiche e alle europee. Dagli stratosferici 35-36-37% il partito di Berlusconi e Alfano potrebbe scendere sotto la soglia psicologica del 20% attorno alla quale sta in bilico, per cadere nella voragine di uno scoraggiante 15%. Se a Palermo, dopo la disastrosa esperienza di Cammarata, dovesse vincere il candidato del Terzo Polo (il giovane Costa), allora la frittata sarebbe fatta. E la lotta per l’egemonia dell’area di centro in Sicilia, come nel resto del Sud, segnerebbe un punto a favore di Casini. Alfano ci proverà in tutti i modi a rimanere a galla, con i candidati della società civile, con le liste civiche e le primarie interne al partito. «Ma in Sicilia - spiega il segretario - puntiamo a una grande coalizione e speriamo, in primo luogo, di recuperare un rapporto con Grande sud di Gianfranco Micciché, che non condivide questo sistema di scelta dei candidati. Se per allargare la coalizione dovessimo rinunciare alle primarie, lo faremmo per affermare quanto il centrodestra sia ancora in maggioranza nell’isola». Il Pdl sperimenterà di tutto, anche le primarie di coalizione, come hanno deciso di fare per scegliere il candidato sindaco a La Spezia. E guarda caso nella città ligure si punta tutto su tre candidati «espressione della società civile» sostenuti da altrettante liste civiche. «Abbiamo paura che i nostri elettori boccino anche qui eventuali proposte del partito, come già accaduto a Milano e a Napoli - ha spiegato il consigliere regionale Luigi Morgillo - per cui apriamo le consultazioni alla società civile scegliendo di non presentare un nostro iscritto». Annacquarsi, mescolarsi con la società civile, salvare il salvabile. «È vero, viviamo una fase estremamente delicata - ammette Osvaldo Napoli, vicecapogruppo alla Camera del Pdl - perché siamo dentro un passaggio di prospettiva politica. E poi noi alle amministrative abbiamo sempre patito. Quello che ora conta è il profilo civico dei candidati a sindaco da scegliere non in base all’appartenenza partitica».