Angelo Aquaro, la Repubblica 19/2/2012, 19 febbraio 2012
Un gospel per "sorella" Whitney l´addio delle stelle alla Houston – NEWARK - E´ d´oro perfino il carro funebre quando al cielo ritorna una stella
Un gospel per "sorella" Whitney l´addio delle stelle alla Houston – NEWARK - E´ d´oro perfino il carro funebre quando al cielo ritorna una stella. Neppure ai Grammy, neppure agli Oscar s´era mai vista una parata del genere. Kevin Costner che racconta di quando bambino alzava il gomito in chiesa? Alicia Keys che piange pensando alla sua "Mema"? Perfino il grande Stevie Wonder riscrive in diretta le parole di "Ribbon in the Sky", quel fiocco nel cielo adesso diventa "A Gift From Heaven", dono del paradiso. Whitney Houston riposa nella bara, dorata anche quella, adagiata sul catafalco rosso nel centro della New Hope Baptist Church. Ma non chiamatelo funerale. Il funerale vero è fuori. Tra i fan arrivati all´alba costretti a restare lontani dalle transenne stese per sei isolati. Tra gli sbandati che, dicono, quando c´era bisogno tanta polizia non l´hanno vista mai. In questo angolo abbandonato d´America, a un´ora da New York, dove mai penseresti potesse nascere l´angelo che trent´anni fa cantava proprio nel coro di questa chiesa dai mattoni rossi e adesso tutti qui giurano che canta lassù in cielo. «Non ti ho mai detto che quando sei nata lo Spirito Santo mi disse che non ti avrei potuta tenere a lungo» singhiozza mamma Cissy, che era una cantante di gospel anche lei famosa, premiata con un Grammy, e mai avrebbe immaginato - donna di chiesa - la perdizione nell´alcol e nella droga: «Ma ringrazio Dio per questo bel fiore che mi ha permesso di crescere e far fiorire per 48 anni». No che non è un funerale: "Going Home´s Service" l´ha voluto chiamare la famiglia, ritorno a casa, alla casa del Padre: a Newark, metropoli sventrata dalla povertà, mai rinata dopo la rivolta nera che nel 1967 fece scappare John Russell Houston e la moglie Cissy al 362 di Dodd Street, East Orange, cittadina qualche miglio più in là, per far crescere Elizabeth Whitney e i suoi fratelloni lontani dalle tentazioni. Bobby Brown, l´ex marito che dicono le abbia rovinato la vita, arriva, saluta e sbuca subito via. Bobby Christina, la figlia 18enne, si aggrappa a mamma Cissy, l´unica mamma che adesso le resta: molti temano che da Nippy - come l´aveva battezzata papà John per la somiglianza con la spericolata protagonista di un cartoon - la ragazza abbia preso anche l´amore per la vita spericolata. Dionne Warwick, la cugina anche lei cantante, fa da presentatrice ma nessuno le ha detto - o lei è così sconvolta da non ricordarlo - che la star più attesa non c´è perché malata: "Ecco a voi Aretha Franklin!". Ma chi se ne importa della gaffe. Questa deve essere festa, ed è festa dell´orgoglio nero, nerissimo, anche se poi gli unici bianchi che si intravedono sono proprio quelli che hanno fatto di Whitney una diva. Clive Davis, il produttore, dice che gliel´aveva promesso, "smetterò con le sigarette, la voce tornerà quella di un tempo: sarò pronta per agosto". Per agosto saranno invece già in testa alla classifica il film che aveva appena finito, "Sparkle", e l´album postumo che seguirà. All´ingresso della chiesa, tra tripudio di palloncini a cuore e polizia a cavallo, il neon come si usa a Broadway annuncia "Whitney Houston: 1963-2012, We Will Always Love You", parafrasando il successo più grande che ora riecheggia dalla sua stessa voce, dal suo vecchio disco, alla fine dell´interminabile cerimonia. Il pastore Marvin Winans ringrazia mamma Cissy per aver portato "il mondo in chiesa": e infatti sono 3h e 40 che le tv trasmettono la messa in mondovisione. Santa subito? Tocca ancora a un bianco ricordarne le debolezze: sì, dice Kevin Costner, Whitney ha «sofferto l´inspiegabile fardello che arriva con la celebrità». Si ferma: «Ma è toccato anche a me». E si rivolge alla platea vip: «A tanti di voi». Poi scalda ancora il cuore del pubblico black ricordando i rischi che si prese quando la scelse per "Bodyguard", lei senza esperienza e soprattutto nera: «Avrebbero preferito una bianca». E ricorda pura la titubanza di Whitney dopo il primo ciak: sono andata abbastanza bene? E´ adesso che Kevin quasi piange allungando lo sguardo sulla bara dorata: «Quando canterai davanti a Lui, scortata dagli angeli, non avere paura, Whitney: sei brava quanto basta».