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 2012  febbraio 18 Sabato calendario

Lusi, i pm indagano su altri 30 milioni sequestrati i beni, niente patteggiamento – ROMA - Non c´è patteggiamento, non esiste una garanzia idonea per la restituzione parziale del maltolto e dunque, a un mese dalla confessione, il patrimonio di Luigi Lusi viene aggredito da un primo sequestro giudiziario che ne congela gli assets acquisiti con il denaro della stangata ai danni della Margherita

Lusi, i pm indagano su altri 30 milioni sequestrati i beni, niente patteggiamento – ROMA - Non c´è patteggiamento, non esiste una garanzia idonea per la restituzione parziale del maltolto e dunque, a un mese dalla confessione, il patrimonio di Luigi Lusi viene aggredito da un primo sequestro giudiziario che ne congela gli assets acquisiti con il denaro della stangata ai danni della Margherita. Parliamo di oltre 5 milioni in quote societarie e immobili, euro più, euro meno. Perché così ha disposto ieri il gip, accogliendo la richiesta avanzata nei giorni scorsi dal procuratore aggiunto Alberto Caperna e dal sostituto Stefano Pesci. Sigilli, dunque, alla magnifica residenza nel cuore di Roma di via Monserrato, comprata da Lusi per 2 milioni e 200 mila euro attraverso la "TTT", la srl utilizzata per pompare in nero e nell´arco di cinque anni 13 milioni e 600 mila euro dalle casse del partito. E sequestro delle quote e dei conti correnti bancari della "Immobiliare Paradiso", la società che l´ex tesoriere aveva acquisito per 1 milione e 860 mila euro e che risulta proprietaria della tenuta seicentesca di Genzano, ai Castelli romani. Interrogato il "contabile" L´inchiesta sul tesoro depredato della Margherita fissa dunque un primo punto che tuttavia non ne circoscrive la portata. Nelle stesse ore in cui il gip firmava la sua ordinanza di sequestro, negli uffici del Nucleo di Polizia tributaria di via dell´Olmata, il pm Stefano Pesci cominciava infatti il lunghissimo interrogatorio di Giuseppe De Meo, già direttore generale della "Margherita" e responsabile della contabilità del partito. Una testimonianza "necessaria", per dirla con le parole di una qualificata fonte investigativa. In ogni caso obbligata nella verifica del lavoro che, in questi ultimi giorni, la Procura ha svolto sulla movimentazione dei conti correnti bancari della "Margherita" nel quinquennio 2007-2011. 300 assegni per 30 milioni Da un primo screening su questi estratti conto accesi dal partito presso la Bnl, al netto dei 13 milioni e 600 mila euro sottratti da Lusi attraverso bonifici alla "TTT" (di cui per altro esiste già, insieme all´evidenza documentale, anche la confessione dell´ex tesoriere), ci sono infatti almeno 30 dei 70 milioni movimentati complessivamente "in uscita" tra il 2007 e il 2011 dalla "Margherita" che vengono ritenuti «di un qualche interesse investigativo». Si tratta di almeno trecento operazioni, la maggior parte delle quali con assegni bancari di importo consistente, di cui la Procura intende ricostruire, insieme ai beneficiari, anche le causali. Nel corso dell´interrogatorio, a De Meo, quale responsabile della contabilità, è stato dunque chiesto di "spiegare" il senso di queste operazioni con i dati del "libro giornale" di cui era responsabile. E che lo stesso De Meo redigeva su indicazione di Lusi. Erano tutti finanziamenti all´attività politica di singoli parlamentari o correnti? Ma, soprattutto, erano "finanziamenti" di cui il partito era consapevole o che il partito aveva autorizzato? E´ evidente che dalle risposte a queste due cruciali domande dipende quanta strada ancora farà l´inchiesta, quali altri nomi potrebbero esserne coinvolti. Insomma, se di appropriazioni indebite, in questo affare, ce n´è stata una sola (quella di Lusi) o se ne avvistano di altre. "Finanziamenti al Pd" E´ un fatto che, in questo contesto, Francesco Rutelli abbia ritenuto necessario recapitare ai 220 componenti dell´Assemblea federale della "Margherita" una lettera di quattro cartelle, che porta la data del 16 febbraio, e che, per la prima volta, fissa con una qualche nettezza alcune questioni su cui, pubblicamente, l´ex segretario politico, fino alla scorsa settimana, aveva preferito toni più sfumati. E le notizie sono due. La prima: dal 2007 in poi, il tesoro della "Margherita" ha finanziato «esclusivamente» il Pd. La seconda: almeno 4 partiti "scomparsi" - Ppi, Udeur, Democratici, Rinnovamento Italiano - hanno goduto nel tempo di «fondi» che la stessa "Margherita" gli ha "retrocesso" dai propri bilanci. Scrive dunque Rutelli: «E´ utile dire esplicitamente che la "Margherita" non ha finanziato altri partiti o movimenti politici diversi dal Partito Democratico». Dunque, non un euro all´Api o a chiunque, da "ex", si sia mosso dopo il 2007 fuori dall´orbita del Pd. Di cui per altro Lusi è stato senatore fino all´espulsione e che Lusi ha da sempre in famiglia (suo fratello Antonino, ex militante del Pci e oggi sindaco Pd di Capistrello, è stato capo di gabinetto di Bersani "ministro" nel ‘96-´98 e ha lavorato anche con la Livia Turco. Mentre, con una singolare coincidenza temporale, tra il 2009 e il 2010, i suoi figli, Emanuele e Sara, oggi politicamente impegnata con Gasbarra, hanno concluso importanti acquisti immobiliari a Roma). "Soldi a Diniani e Udeur" Ma, appunto, non è tutto. Rutelli non rinuncia anche alla polemica con l´area degli ex popolari e democratici, con la pattuglia di Lamberto Dini. Che così "avverte", segnalando che in questa storia, a quanto pare, non ci sono "anime candide" e dunque non intende portare una croce che sarebbe di tutti. «Dal 2001 a oggi - scrive - la "Margherita" ha riscosso complessivamente oltre 220 milioni di euro. Li ha destinati alle attività nazionali, regionali e locali, europee, nonché a una rilevante retrocessione di risorse ai quattro partiti fondatori: Ppi, Democratici, Udeur, Rinnovamento Italiano. Ecco perché ho invitato a rivolgersi oltre che alla "Margherita", identicamente a tutti gli altri partiti, alcuni dei quali, tra quelli citati, si sono presentati alle elezioni l´ultima volta 13 anni fa, mentre altri hanno grandi patrimoni».