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 2012  febbraio 18 Sabato calendario

Multe, tesi copiate, viaggi gratis l´Europa non perdona più il potere – LONDRA - In Europa c´è più corruzione di un tempo, oppure c´è meno tolleranza verso la corruzione? Il moltiplicarsi di dimissioni di uomini di governo, da Berlino a Londra, da Parigi a Praga, pone il quesito

Multe, tesi copiate, viaggi gratis l´Europa non perdona più il potere – LONDRA - In Europa c´è più corruzione di un tempo, oppure c´è meno tolleranza verso la corruzione? Il moltiplicarsi di dimissioni di uomini di governo, da Berlino a Londra, da Parigi a Praga, pone il quesito. Da un lato sembra che la commistione di affari e politica sia in aumento in tutto il continente: perché candidarsi a un incarico pubblico costa sempre di più e le lobby di potere, sull´esempio degli Stati Uniti, sono sempre più attive. Dall´altro pare che sia cambiato il vento: l´opinione pubblica non perdona più quelli che una volta potevano apparire come peccati veniali. La sbarra dell´etica si è alzata, non solo in Gran Bretagna, dove basta una multa non pagata per fare dimettere un ministro, ma pure altrove. In Germania è stata sufficiente una tesi di laurea copiata per spingere alle dimissioni il ministro della Difesa Gutenberg. In Svizzera il governatore della Banca Centrale Hildebrand ha lasciato l´incarico per l´ombra di un sospetto di informazioni privilegiate passate a sua moglie. In Francia il ministro degli Esteri Alliot-Marie ha perso il posto per avere chiesto un passaggio sul jet privato di un businessman tunisino. In questi come in altri casi, non è tanto l´entità della colpa a determinare le dimissioni, quanto l´impressione di avere mentito o nascosto qualcosa o deformato la verità. Poco per volta si è affermato anche in Europa il concetto, forse più americano e puritano, che un politico non può avere scheletri nell´armadio. La vecchia idea della politica come "cosa sporca" lascia spazio al rivoluzionario concetto che la legge è uguale per tutti. In Scandinavia è sempre stato e continua a essere così: Danimarca, Finlandia, Svezia, Norvegia sono tra i quattro paesi meno corrotti del mondo, secondo l´indice di Transparency International. La novità è che la morale scandinava non rappresenta più un´eccezione, bensì la regola a cui anche il resto d´Europa deve attenersi. O almeno dovrebbe. Il numero due dei Lib-dem tradito da un autovelox Il caso più recente è di pochi giorni fa: Chris Huhne, ministro dell´Energia e dell´Ambiente, numero due del partito liberaldemocratico, ha dato le dimissioni perché incriminato per "ostruzione di giustizia": fece scaricare sulla moglie la multa per eccesso di velocità scattata da un autovelox che gli avrebbe fatto sequestrare la patente. Sarà processato, si proclama innocente, ma non voleva "ombre" sulla sua attività di uomo pubblico. L´anno scorso era toccato a un conservatore, il ministro della Difesa Liam Fox: dimessosi semplicemente per avere portato con sé, in numerosi viaggi ufficiali, un amico come consigliere. Nessuna tresca sentimentale, nessuna corruzione, ma è bastato il sospetto che l´amico potesse avvantaggiarsi della vicinanza con il ministro nei suoi affari personali. E ai tempi di Blair toccò a un laburista, la ministro dell´Interno Jacqui Smith: perse il posto per avere messo in conto al contribuente il noleggio di due film porno. La gita in Tunisia offerta dal raìs alla fedelissima di Sarkozy Da un presidente all´altro: Mitterand che faceva proteggere e ospitare a spese dello Stato la propria figlia illegittima, Chirac perseguito in giudizio per tangenti e fondi illeciti. I tempi sono cambiati anche a Parigi: non ci sono più intoccabili. Lo testimonia il caso, nel febbraio 2011, di Michele Alliot-Marie, ministra degli Esteri del governo di Sarkozy, ambiziosa e sicura di sé. Ma si frega con le proprie mani, a partire da una visita in Tunisia in un momento inopportuno, proprio mentre esplode la Primavera Araba. I giornali cominciano a indagare e scoprono che ha accettato un viaggio sul jet privato di un facoltoso uomo d´affari tunisino, Aziz Miled, molto vicino al presidente Ben Alì, con cui la ministra parla al telefono. E poi arriva la botta finale, la rivelazione che i suoi genitori facevano affari con la famiglia del presidente-dittatore di Tunisi. Sarkozy la sacrifica sull´altare della nuova moralità politica e della necessità di stare dalla parte dei ribelli democratici nella rivoluzione che scuote l´ex colonia francese. Il governatore della Banca Centrale lascia il posto per insider trading Se nella Confederazione elvetica ci può essere qualcosa di peggio di uno scandalo politico è uno scandalo bancario, e la vicenda di Philipp Hildebrand mette insieme l´uno e l´altro. L´agosto scorso la moglie del governatore della Banca Centrale svizzera, Kashya, acquista 500 mila dollari per rivenderli guadagnandoci dopo che la banca guidata da suo marito annuncia un apprezzamento del franco. L´accusa di insider trading dura sei mesi. Lui si proclama all´oscuro di tutto, completamente estraneo ai fatti, ma i soldi sono finiti su un conto intestato a entrambi e dopo sei mesi di polemiche il governatore non vede altra soluzione che dimettersi. Afferma di farlo per il bene della banca, ovvero del proprio paese, riconoscendo di non avere prove certe per dimostrare la propria innocenza, ma soltanto la sua «parola d´onore». Ed è per salvare l´onore, personale e della Svizzera, che nel gennaio scorso lascia l´incarico. Le tangenti sul gioco d´azzardo del responsabile delle Finanze «La corruzione è diventata un cancro che sta divorando la nostra nazione». La nazione in questione non è l´Italia di Tangentopoli, e nemmeno la Russia di Putin: sono parole di Petr Necas, presidente della Repubblica ceca, un paese nel cuore dell´Europa democratica, che però si trova al 57esimo posto nella graduatoria della corruzione di Transparency International, subito dietro Kuwait e Giordania, alla pari con Namibia e Arabia Saudita, per avere un´idea di come vanno oggi le cose attorno al castello di Praga. L´ultimo caso eclatante riguarda il ministro delle Finanze Miroslav Kalousek, accusato di avere intascato tangenti nell´ambito delle legalizzazione del gioco d´azzardo su Internet. Prima si era dimesso il ministro dell´Industria Martin Koucorek, e la lista dei politici sospettati, inquisiti, accusati è lunga. Ce n´è abbastanza da fare rivoltare nella tomba il presidente commediografo Vaclas Havel.