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 2012  febbraio 18 Sabato calendario

«E I SOLDI DEI RISCATTI SONO INVESTITI A LONDRA E DUBAI» —

Abshir Boyah è considerato uno dei fondatori della pirateria in Somalia. Per l’Onu è l’organizzatore delle bande che si sono arricchite con il sequestro di una quarantina di navi in vent’anni. Nato e cresciuto a Eyl, capitale della pirateria somala, Boyah, pizzetto nero, occhiali da sole, qualche mese fa è stato arrestato nel Puntland e ora è in carcere a Bosaso. «Sì è vero — confessa — ho organizzato per primo i sequestri, una ventina d’anni fa. Siamo stati costretti. Il nostro mare era pieno di pescherecci stranieri senza permessi che hanno intimidito i nostri. Così sono cominciati i sequestri di barche da pesca straniere. Con riscatti da 5 o 10 mila dollari». «Per difendersi — continua Boyah — gli stranieri hanno chiesto la protezione dei signori della guerra locali e imbarcato uomini armati. Ci sono stati scontri a fuoco e i nostri pescatori hanno avuto la peggio. E allora ci siamo chiesti: perché non attaccare navi commerciali che sono disarmate?».
Alla domanda se siano state mai rilasciate navi senza riscatto, scoppia in una risata: «Ma ti pare... dopo le prime navi per la cui liberazione abbiamo chiesto uno o due milioni di dollari abbiamo capito che potevamo salire a 10 o 20». Ma dove finisce quel denaro? «Parte del denaro resta agli avvocati che negoziano, ai mediatori». I pirati non sono gente istruita, non si rendono conto di cosa si può fare con 20 milioni di dollari. Perciò quando ricevono 200, 300 mila dollari si sentono già in paradiso. I soldi dei riscatti non rimangono in Somalia. Un avvocato britannico impegnato nelle trattative per i rilascio delle navi — che chiede di restare anonimo — spiega: «Con quei soldi i padrini somali stanno comprando interi quartieri a Nairobi, palazzi e grattacieli a Dubai, Londra, New York, perfino in Svizzera. Credo non sia risparmiata neppure l’Italia. A Nairobi arrivano con la valigetta piena di contanti. Nei Paesi, per così dire, più rispettabili, usano insospettabili società finanziarie».
M. A. A.