Antonio Sparzani, Relatività, quante storie, Bollati Boringhieri, Torino 2003, 19 febbraio 2012
«...e forse anche per questo motivo accade quello che dice Montesquieu, che le grandi passioni di rado sono destate dalle grandi bellezze, ma ordinariamente dalla grazia, perché l’effetto della bellezza si compie tutto in un attimo, e all’anima dopo che s’è appagata di quella vista non rimane altro da desiderare né da sperare, se però la bellezza non è accompagnata da spirito, virtù ecc
«...e forse anche per questo motivo accade quello che dice Montesquieu, che le grandi passioni di rado sono destate dalle grandi bellezze, ma ordinariamente dalla grazia, perché l’effetto della bellezza si compie tutto in un attimo, e all’anima dopo che s’è appagata di quella vista non rimane altro da desiderare né da sperare, se però la bellezza non è accompagnata da spirito, virtù ecc. Al contrario la grazia ha successione di parti, anzi non si dà grazia senza successione. Quindi veduta una parte, resta desiderio e speranza delle altre. 2. Perciò la grazia ordinariamente consiste nel movimento: e diremo così, la bellezza è nell’istante, e la grazia nel tempo (Leopardi, Zibaldone).