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 2012  febbraio 17 Venerdì calendario

La prima first lady cinese che farà ombra al marito - All’inizio lui era famoso so­prattutto per lei

La prima first lady cinese che farà ombra al marito - All’inizio lui era famoso so­prattutto per lei. In Cina Peng Liyuan è una star da quando aveva vent’anni, un idolo della musica folk della Repubbli­ca Popolare, un misto di stile bucolico-mi­litaresco- naziona­listico che l’ha portata ai vertici della popolarità. Poi, accidental­mente, la bella Peng ha sposato un politico oscuro che ora, venticinque anni dopo, è destinato a di­ventare il presidente del colosso asiatico. Il marito di Peng è Xi Jinping, l’attuale vicepresidente, in questi giorni in visita negli Stati Uniti. Dicono i pronostici che in ot­tobre succederà a Hu alla guida del partito e poi, nel 2013, alla pre­sidenza. Non a caso è stato accol­to da Obama con gli onori che si ri­servano a un capo di Stato. Però nel viaggio trionfale di Xi in America c’è quella che il Wall Street Journal ha definito una «omissione degna di nota»: la mo­glie. Ed è vero che è un’usanza dei leader cinesi mostrarsi all’estero senza consorte, per non esporre le signore al pubblico che le mette­rebbe a disagio (sono solite non apparire accanto al marito e, nel caso sporadico, a stare comun­que zitte) ma, secondo il Wsj , lara­gione in questo caso potrebbe es­sere opposta: sarebbe Xi a temere di essere offuscato dalla sua com­pagna. Troppo appariscente, trop­po personaggio, troppo sicura di sé davanti alle telecamere, visto che è abituata a cantare davanti a migliaia di persone. Peng lasciata nell’ombra, quindi, per non ri­schiare la figura del marito fanta­sma. Del numero due. Perché le first lady in Cina sono sempre sta­­te così: invisibili. E pazienza se per Time Xi è fra le cento persone più influenti e per la stampa britanni­ca è un­o dei cinque uomini più po­tenti del mondo. L’autostima non basta mai, specialmente se tua moglie ha dichiarato (in un’inter­vista ormai «misteriosamente» sparita) che al primo incontro non era rimasta granché impres­sionata, anzi che ti trovava «rozzo e vecchio». Poi ha capito che Xi era «poco sofisticato ma davvero intelligente»: era riuscito a con­quistarla interrogandola sulle sue tecniche canore. Del resto lui è fi­glio di un eroe della rivoluzione, e la carriera politica non è uno scherzo. Quindi Peng si è già mes­sa in disparte da tempo, in previ­sione dell’ascesa al vertice del ma­rito «poco sofisticato», ma eviden­temente persuasivo in casa e fuo­ri. Anche se Peng racconta che «quando torna la sera, non ho mai pensato che in casa ci sia un lea­der », ma d’altra parte Xi «quando arrivo a casa, non pensa a me co­me a una star ». «Ai miei occhi è so­lo mio marito. E ai suoi occhi io so­no semplicemente sua moglie». La conclusione di questa ugua­glianza familiare è che Xi ha lascia­to la moglie a casa. Ma ormai tutti si sono accorti che la Cina è a un passo dalla sua prima volta: una first lady. Ruolo che Peng, a 50 an­ni, non sembra voler rifiutare. Per­ché è vero che ha ridotto le esibi­zioni con trucco pesante e abiti vi­stosi, ma in parallelo si è costruita una nuova immagine politica­mente corretta: è diventata amba­sciatrice di buona volontà su Hiv e tubercolosi per l’Organizzazione mondiale della sanità; è andata a cantare sulle macerie delle zone terremotate del Sichuan; ha fatto sapere che la figlia ventenne (che pare studi ad Harvard in incogni­to) era tra i giovani volontari che aiutavano le popolazioni colpite. Poi ha anche vinto un milione di yuan (120mila euro) al China Arts Awards, unico mezzo passo falso. Ora si fa fotografare con l’unifor­me, anche quando canta: perché incidentalmente Peng è anche ge­nerale dell’esercito, per non farsi mancare niente. Così perfetta da essere davvero pericolosa.