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 2012  febbraio 17 Venerdì calendario

Ma quanti giudici contabili indagati o vicini alle cricche - Da che pulpito. Inquisiti, sfiorati dai sospetti, vicini alle cricche

Ma quanti giudici contabili indagati o vicini alle cricche - Da che pulpito. Inquisiti, sfiorati dai sospetti, vicini alle cricche. Serviti e riveriti, i magistrati della Corte dei conti, custodi occhiuti delle finanze italia­ne, con stipendi e pensioni da capogiro (fino a 230mila euro all’anno) e, soprattutto, auto­rizzati a cumulare doppio stipendio, bene­fit, promozioni e scatti di anzianità.Fra i tan­ti c’è Lamberto Cardia, magistrato fuori ruo­lo, per 13 anni alla Consob e nominato presi­dente di sezione, che ha sommato ai 430mi­la euro di indennità anche lo stipendio da magistrato, poi presidente delle Fs. Sono lontani i tempi in cui il presidente e il pg, Giuseppe Carbone ed Emidio Di Giam­battista, finirono sotto processo (assolti do­po 12 anni) perché sospettati di aver insab­biato alcune inchieste. A calvario finito que­st’ultimo ammise: «Avevo riposto fiducia nella giustizia, mi ero sbagliato». Oggi più di qualcuno ha problemi con la giustizia. Trat­tasi di Antonello Colosimo, indagato dopo le dichiarazioni di Francesco Piscicelli,l’im­prenditore della cricca dei Grandi Eventi che rideva del terremoto. Ex capo di Gabinet­to di due ministri dell’Agricoltura (Romano e Catania) ed ex vicecommissario per la lotta alla contraffazione, Colosimo è stato chia­mato in causa per una presunta estorsione ai danni dello stesso Piscicelli costretto a suo dire – ma Colosimo si è sempre detto inno­cente – a pagargli ufficio e autista. Dei dialo­ghi tra i due (ex) amici è piena l’informativa sulla«Protezione civile».E così mentre Pisci­celli risolve un problema alla moglie di Colo­simo preoccupata per i costi eccessivi della ristrutturazione della piscina («Non gli devi pagare niente, non parlare di soldi», la rassi­cura lui) a Colosimo capita di ricambiare mettendolo in network col bel mondo finan­ziario e istituzionale: dall’ex potentissimo presidente del Consiglio nazionale dei lavo­ri p­ubblici Angelo Balducci all’allora nume­ro uno di Intesa-San Paolo Corrado Passera («Tu devi far fare sempre a me...tu non hai ca­pito niente », esulta Colosimo al telefono con il socio). Un altro magistrato contabile, Ma­rio Sancetta, è finito nell’inchiesta nel filone sui «Grandi appalti» per aver procacciato la­vori alla società Consorzio Stabile Novus. «Uno che si muove molto, che non sta mai fermo»a sentire Rocco Lamino,l’imprendi­tore che lo aggancia per entrare nel grande business del post-terremoto ristrutturando­gli casa per conto di Antonio De Nardo, di­pendente del ministero delle Infrastrutture considerato vicino al clan dei Casalesi. E che dire poi di Giuseppe Grasso, ex pro­curatore del Molise, mandato al confino a Napoli dai pm che indagavano sulla vendita sottocostodeiterrenidell’exacciaieriaStefa­na a Campobasso? È accusato di associazio­ne per delinquere e corruzione. Oppure di Angelo Canale, ex assessore al Patrimonio a Roma finito sui giornali per un pernottamen­to in un lussuoso albergo pagato dall’amico fraterno, l’imprenditore napoletano Alfre­do Romeo? Canale si è sempre difeso soste­nendo che si trattava di un gesto d’affetto, ma i pm romani erano sospettosi perché Ro­meo ha ottenuto la gestione dell’immenso patrimonio capitolino proprio quando Ca­naleeranellagiuntaRutelli. Avereunaggan­c­io alla Corte dei Conti spesso risulta prezio­so. Ne sa qualcosa Francesca De Musso, figlia di Ivan, ex magistrato di controllo presso Enav della Corte dei Conti, uscita a margine dello scandalo (entrambi non sono indaga­ti) perché assunta alla holding di Stato. E per avere un magistrato contabile in squadra, Lombardo si è addirittura beccato un avviso di garanzia per abuso d’ufficio insieme al­l’assessore alla Salute Massimo Russo per la nomina a dirigente regionale di Romeo Pal­ma. Ma chi controlla il controllore? Bella do­manda. Il carrozzone statale (600 magistrati e un bilancio che è un terzo della Camera, 270 milioni) è da tempo oggetto di critiche fe­roci.