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 2012  febbraio 17 Venerdì calendario

periscopio – La vita è fatta per soffriggere. Guglielmo Zucconi. Io non sono social. Rispondo al citofono, e non sempre

periscopio – La vita è fatta per soffriggere. Guglielmo Zucconi. Io non sono social. Rispondo al citofono, e non sempre. Ai corrieri che arrivano e non si levano il casco (ho il videocitofono) non rispondo più. Piuttosto vado in posta a ritirarmi la raccomandata. Se qualcuno che frequento, poi, mi punta addosso l’iPhone per fare uno scatto, rischia la vita. Ormai ognuno si sente autorizzato a fare quello che vuole degli altri. Io mi difendo. Preventivamente. Giovanna Rebelotti. La Sabatini ha l’incubo del doppio fallo. Gianni Clerici. Berlusconi e Bersani dovrebbero spiegare perché, adesso, approvano quel che fa il governo dei tecnici (che, con le semplificazioni e le tasse, va a colpire gli interessi dell’elettorato di destra e, con la riforma del lavoro, quelli dell’elettorato di sinistra) mentre quando erano al governo hanno fatto l’opposto. Piero Ostellino. Corsera. Una parte della Casta dovrebbe rivolgersi a una batteria di psicanalisti. Forse scoprirebbe il veleno che si porta in corpo. E che la spinge a combattere contro i cittadini, invece di essere al loro servizio. Giampaolo Pansa. Libero. Un magistrato fa spendere allo Stato migliaia di euro in intercettazioni per un’indagine che, all’udienza preliminare, crolla con decreti di archiviazione per tutti gli imputati, anche a fronte di decine di misure cautelari già emesse. Tutto questo oggi non porta a nessuna conseguenza per i magistrati. Alfredo Mantovano, magistrato. Tempi. In attesa, lasciai l’insegnamento dell’educazione fisica e andai a fare il maestro in una pluriclasse di 12 ragazzetti nella scuola elementare di Usigni di Poggiodomo. Un buon rapporto lo stabilii anche con le ragazze del paese, sulla base del seguente, singolare contratto: loro mi avrebbero portato a scuola, ogni giorno, un piatto di minestra calda e io, per compenso, avrei suonato il sabato la fisarmonica per farle ballare con i loro amici e spasimanti. Valfrido Paoli: «Il Sancarlo» Istituto S. Carlo - Foligno. Oggi parla Monti, domani pure. Jena. la Stampa. Verdi aveva un padre locandiere e quando lui era assente scriveva musica: faceva canti senza l’oste. Rocco Moliterni, Parlami d’amore ragù. Mondadori Electa. È triste sentire, in presenza di un amante, il proprio letto vuoto. Lorella Pagnucco Salvemini, Gli occhi sul samovar (Marsilio). La cultura è sicuramente appannaggio della sinistra, in Italia. Quando Benigni prende per le palle qualcuno, fa arte. Se la stessa cosa la fa Fiorello (come fece, a suo tempo, con Baudo) viene subito tacciato di volgarità. Non a caso tutti gli artisti e gli intellettuali fanno a gara per farsi accreditare dalla sinistra. Anche in tempi di destra imperante. Gianfranco Fini, per farsi sdoganare, si è rivolto alle centrali battesimali dell’egemonia culturale. Da la Repubblica a Fabio Fazio. Come diceva Totò: «E poi dice che uno si butta a sinistra?». Pietrangelo Buttafuoco, giornalista e scrittore. L’Attimo fuggente. Nel posto vi era stato ucciso il grasmacc abissino Afeuork, comandante della regione, già ambasciatore d’Etiopia a Parigi e presidente della Commissione per le trattative della zona neutra di Afdub (egli ebbe a dire, una volta, che era più facile che gli nascessero i peli sul palmo della mano piuttosto che gli italiani vincessero la guerra). Paolo Caccia Dominioni, Ascari K7 1935-1936. Longanesi. Bisogna andare al nocciòlo della questione. Tg4. Abbiamo dei materassi adatti a tutte le corporazioni. Promozione su Canale 5. Nello scrivere questo mio libro sugli oroscopi e sugli oroscopisti mi sono spesso stupito. Ad esempio ho scoperto che coloro che sono nati sotto il segno dell’Ariete soffrono spesso di eiaculazione precoce. Ho avuto qualche imbarazzo perché, lo confesso, io sono dell’Ariete. Ma in fondo, a pensarci bene, a me ’ste stelle mi stanno antipatiche. Claudio Sabelli Fioretti, Stelle bastarde (Chiarelettere). Se uno non trova la scarpa per il suo piede, è inutile insistere perché, prima o poi, quella scarpa farà male. Piuttosto, divento lesbica. Ne conosco di donne che hanno fatto questa scelta in età adulta. Catena Fiorello, Casca il mondo, casca la terra (Rizzoli).