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 2012  febbraio 17 Venerdì calendario

Adriano Celentano, il maître à penser che ci meritiamo, ma sempre meglio di Barbara Spinelli e Roberto Saviano, parla di «ciò per cui siamo nati, il traguardo ultimo: il paradiso»

Adriano Celentano, il maître à penser che ci meritiamo, ma sempre meglio di Barbara Spinelli e Roberto Saviano, parla di «ciò per cui siamo nati, il traguardo ultimo: il paradiso». Ne parla al Festival di Sanremo, la faccia rugosa e furbetta, mentre gli esattori d’Equitalia e i finanzieri, armati di forconi come satanassi alle prese con le anime dannate dei bottegai, mettono a ferro e fuoco la capitale delle canzonette. Re degl’ignoranti, uomo che parla raramente compos sui, sempre un po’ incapace d’intendere, Celentano è un Eugenio Scalfari che ha frequentato molto l’oratorio ma poco la scuola dell’obbligo. Per questo, a differenza di Scalfari, cita spesso la Bibbia e mai l’Iliade o «il Manzoni». * * * Bombardieri in volo, esplosioni, urla belluine, sangue a fiumi, raffiche di mitra, bambini piangenti, non trovo più la mamma, il mio babbo dov’è, e poi le vedove, i feriti gravi, quelli meno, i traumatizzati di guerra e quelli che «la guera» li ha rovinati, come diceva Alberto Sordi, senza riuscire a trattenere le lacrime, in Un giorno in pretura. Non è soltanto il Festival di Sanremo, bellezza. È soprattutto l’immagine che il Molleggiato e i suoi fan (gli stessi di Fabio Fazio e di Don Gallo) si fanno della strada perigliosa che conduce al «traguardo ultimo: il paradiso». Da che parte padre? Per di là, su per il Golgota delle banalità da oratorio e della retorica da canzonetta. Questo per dire che anche gli iconoclasti (che vietavano le immagini come blasfeme, oggi i viceministri tecnici direbbero «sfigate», anzi «sfiganti») avevano le loro ragioni. * * * Anche Aldo Grasso ha le sue ragioni quando si chiede perché il Caro Leader, invece di limitarsi a vietare le Olimpiadi, non abolisce d’autorità anche l’ignobile Festival di Sanremo, canzonettari, telepredicatori, giannimorandi e tutto? Vuole o non vuole cambiare la mentalità degl’italiani e il loro stile di vita? Già che c’è, vieti anche ai leccastivali (o peggio) di praticare il loro sport preferito con le calzature dei potenti, politicanti o professori che siano. * * * «Questa è Gewalt, la vecchia trafficante/dal naso rosso. Cambia spesso ideologia./Ma eterno è il chiacchierio dei suoi accoliti/dei calibani bugiardi, degli uccellacci maniaci,/ degli untori, dei liberatori, dei maestri di rappresaglia» (Angelo Maria Ripellino, Notizie dal diluvio, Einaudi 1969). * * * Spendere per le Olimpiadi sarebbe da irresponsabili, ha stabilito il Caro Leader con la ferma autorità che gli deriva da un loden ben portato, dalle copertine di Time (edizione europea) e dall’«approvazione dei mercati». Da lontano, l’Europa annuisce, Reichstag in testa. Giusto, ben detto, niente sprechi. Roma ritira ufficialmente la sua candidatura e non se ne fa più niente. Purché poi i giochi non se li aggiudichi Berlino. * * * «Un letterato, per quanto dotto ed erudito, non è necessariamente un saggio o un santo: ve ne sono di folli, di viziosi, d’infrequentabili» (William Marx, Il letterato: usi e costumi. Da Confucio a Roland Barthes, la storia bizzarra d’una specie anomala, Guanda 2011). * * * Niente Olimpiadi per Gianni Alemanno. E la neve, che disastro. Come sempre, c’è già chi chiede le sue dimissioni. Forse manderanno un commissario europeo anche al Comune di Roma. E forse ce n’è bisogno, del resto. Alemanno, non dimentichiamolo mai, è uno che stravedeva per Julius Evola e per la Tradizione quando praticamente tutti i suoi coetanei inneggiavano ai Rolling Stones e alla Sex Revolution. Nessuno è meno rock di lui, direbbe Celentano, Savonarola dei poveri, che pure come passatista non scherza. * * * Apple potrebbe entrare nel G20, leggiamo su Repubblica.it. «Per la prima volta nella sua storia Cupertino ha superato la soglia dei 500 dollari per azione, portando la sua capitalizzazione a oltre 468 miliardi di dollari insidiando il Pil del Belgio, ventesima potenza economica mondiale, fermo a 472 miliardi di dollari. Il Ftse Mib di Piazza Affari vale, in dollari, 255 miliardi. Poco più della metà. (_) In 4 mesi ha recuperato 115 miliardi di dollari, abbastanza per mettere in ordine i conti della Grecia». Nonno Mario, chiamato da Time (l’edizione europea) a salvare il vecchio continente, non potrebbe proporre ai partner dell’Unione di rimettere in sesto l’economia del vecchio continente in crisi con una patrimoniale su Apple (magari tassando pesantemente anche ogni singolo possessore d’iPhone, iMac e iPad, tre euro al giorno ogni aggeggio posseduto)? Se Apple rifiutasse di pagare, giù una valanga di spot antievasione ad hominem sulla Rai. * * * «Oggi è più probabile che i governi democratici cerchino d’ottenere la rielezione attraverso la propaganda, creando la percezione della prosperità, piuttosto che attraverso la prosperità stessa» (Niall Ferguson, Soldi e potere nel mondo moderno 1700-2000, Ponte Alle Grazie 2001).