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 2012  febbraio 16 Giovedì calendario

DALL’ IMPERO ALL’ UNIONE EUROPEA LA STORIA DI OTTO D’ ASBURGO - A

differenza dei discendenti della famiglia reale italiana, non ricordo di avere mai sentito parlare dei discendenti dell’ ultimo imperatore Carlo d’ Asburgo. Chi sarebbe stato il suo erede se l’ impero non si fosse dissolto?
Marzia Morelli , Pavia

Cara Signora, sino agli anni Sessanta, quando rinunciò a ogni pretesa, l’ erede al trono fu Francesco Giuseppe Ottone, figlio di Carlo e meglio noto negli ambienti europei degli ultimi decenni come Otto d’ Asburgo. Era nato nel 1912 e non aveva ancora dieci anni, nel 1922, quando il padre, dopo avere inutilmente tentato per due volte la riconquista del trono d’ Ungheria, era morto nell’ isola di Madeira. Si dice che negli ultimi giorni della sua lunga agonia Carlo avesse chiamato il figlio nella sua stanza e gli avesse detto: «Voglio che tu veda come muore un imperatore». Otto fu quindi il figlio di un uomo che ancora credeva nella monarchia «per grazia divina» e si sentiva investito di una responsabilità a cui non poteva abdicare. Non so fino a che punto il figlio condividesse i sentimenti del padre. Ma fu certamente austro-ungarico, nel senso che la parola aveva comunemente assunto, vale a dire cittadino di uno Stato multinazionale che il padre, nell’ ultima fase della Grande guerra, avrebbe voluto trasformare in una federazione. Imparò tutte le lingue della Duplice monarchia e parlava, in particolare, un impeccabile ungherese. Intravide forse la possibilità di un ritorno al trono durante la crisi della Repubblica austriaca nei mesi cruciali che precedettero l’ Anschluss nel 1938, ma la guerra, un anno dopo, lo costrinse a fuggire dall’ Europa nazista per gli Stati Uniti, dove visse per alcuni anni. Il trono era ormai un sogno irrealizzabile, ma a un intervistatore, molti anni dopo, Otto disse che gli Asburgo erano una famiglia pubblica e che i suoi membri non avrebbero mai smesso di fare politica. Se l’ impero era ormai defunto, il miglior modo per conservarne e rappresentarne l’ eredità era quello di lavorare alla costruzione di una nuova federazione multi-nazionale, rispettosa delle minoranze, una specie di reincarnazione liberale e democratica del grande Stato asburgico su cui il padre aveva regnato dopo la morte di Francesco Giuseppe. Fu così che Otto divenne presidente dell’ Unione Paneuropea, creata nel 1922 (l’ anno della morte di Carlo) con il programma di un grande europeista boemo, Richard Coudenhove Kalergi. Nel 1979, quando il Parlamento di Strasburgo fu eletto per la prima volta dai cittadini europei, Otto presentò la sua candidatura nelle liste della Democrazia cristiana bavarese. L’ erede di una dinastia secolare divenne un deputato del popolo. Dedico agli euroscettici, cara signora, questa bella storia europea.
Sergio romano