Facebook, bacheca di Cristina Napoletano, 18 febbraio 2012
“Serve una ‘svalutazione fiscale’, ovvero abbassare l’incidenza del cuneo fiscale sul costo del lavoro
“Serve una ‘svalutazione fiscale’, ovvero abbassare l’incidenza del cuneo fiscale sul costo del lavoro. In un’area monetaria con il tasso di cambio fisso, come quella europea, questa riduzione del costo del lavoro avrebbe l’effetto di una svalutazione della moneta. Rilancerebbe la competitività”. Trovare risorse oggi sembra impossibile: “A meno di tagliare il bilancio attuale, riducendo gli incentivi alle imprese e snellendo l’enorme macchina della pubblica amministrazione. Perciò l’unica critica di fondo che muovo al governo è quella di non avere fatto nulla sul fronte della spesa pubblica. E questo, a mio parere, è in parte dovuto al fatto che il presidente del Consiglio ha deciso di confermare in toto la squadra economica: ma persone che in 10 anni non sono riuscite a tagliare alcuna spesa non sono certamente le più adatte per suggerire come farlo ora”. Non crede quindi alla spending review avviata dall’esecutivo? “Certo, prima bisogna conoscere i capitoli di spesa, ma poi si dovrà passare a ridurla”. Piuttosto che continuare con tanti aggiustamenti continui, un’alternativa consisterebbe nell’aggredire lo stock del debito: “Prima va fermato l’aumento della spesa pubblica, altrimenti abbattare il debito non serve a nulla. Lo ha dimostrato la nostra storia recente: negli anni 90 con le privatizzazioni riducemmo il debito di 15 punti percentuali, ma poi? Sono venuti a mancare gli incentivi al contenimento della spesa, e l’indebitamento è presto risalito. Oggi una patrimoniale sarebbe soltanto controproducente”. Francesco Giavazzi Mi piace · · Condividi A 3 persone piace questo elemento. 1 condivisione Sergio Motta mi ricorda il discorso del tramviere mattia (celentano) in "innamorato pazzo" 14 febbraio alle ore 9.58 · Mi piace Massimo Fontana Ha molto ragione . L’unico appunto è la relazione tra competitività e svalutazione . Per uno come Giavazzi è un grave errore. 14 febbraio alle ore 10.47 · Mi piace Cristina Napolitano in che senso? non parla di svalutazione della moneta. 14 febbraio alle ore 11.19 · Mi piace Massimo Fontana "questa riduzione del costo del lavoro avrebbe l’effetto di una svalutazione della moneta. Rilancerebbe la competitività" 14 febbraio alle ore 11.20 · Mi piace Cristina Napolitano e non è vero? non deriva anche dal costo del lavoro la mancanza di competitività? 14 febbraio alle ore 11.26 · Mi piace Massimo Fontana No. La competitività è l’aumento della produttività e questa si ottiene attraverso gli investimenti di capitale , che non hanno nessuna relazione con la svalutazione della moneta . La riduzione del costo del lavoro è giusto , ma per tenere sotto controllo la disoccupazione . 14 febbraio alle ore 11.28 · Mi piace Cristina Napolitano ma un paese esportatore non ha vantaggi dalla svalutazione del suo costo del lavoro che si può ripercuotere (non so in quale%) sul costo delle merci? ho sempre pensato che questa cosa valesse solo per i paesi senza export... 14 febbraio alle ore 11.35 · Mi piace Massimo Fontana No perchè nel caso di una svalutazione non hai solo il costo del lavoro che diminuisce , ma anche quello dei materiali che aumenta , essendo prodotti che l’italia non ha e che deve comprare nel mercato internazionale . Prendi la Fiat , l’incidenza del costo del lavoro a farla grande incide per il 10% . Se ci fosse una svalutazione pagherebbe invece l’alluminio il 30% in più . Alla fine sarebbe un aggravio dei costi . 14 febbraio alle ore 11.39 · Mi piace Massimo Fontana Sul costo del lavoro senza svalutazione invece , non hai effetti perchè le aziende adeguano la loro efficienza al costo del lavoro , quindi sarebbero comunque competitive . Facendo investimenti . E’ qui il nodo . 14 febbraio alle ore 11.41 · Mi piace Cristina Napolitano ma c’è un equivoco, lui parla di svalutazione del costo del lavoro, l’analogia con la svalutazione della moneta è per spiegare, impossibile intendesse che "la svalutazione" crea competitività. :) 14 febbraio alle ore 11.42 · Mi piace Massimo Fontana Lo spero :-) 14 febbraio alle ore 11.43 · Mi piace Cristina Napolitano ma, a tuo parere, il costo del lavoro è un parametro "trasparente"? 14 febbraio alle ore 11.43 · Mi piace Massimo Fontana Non tanto , perchè tecnicamente dovrebbe essere il salario , ma in realtà in italia a causa delle tasse è metà salario , l’altra metà gli oneri contributivi . Considerando che questi sono 30 punti percentuali sopra la media europea , si potrebbe tagliare ampiamente qui . Se non verrà fatto , ad esempio al sud , la disoccupazione non scenderà mai . Nemmeno se riprende la crescita . 14 febbraio alle ore 11.46 · Mi piace · 1 Scrivi un commento...